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Commissione europea

Comunicato stampa

Strasburgo, 11 giugno 2013

La Commissione raccomanda agli Stati membri di dotarsi di meccanismi di ricorso collettivo per garantire l'effettivo accesso alla giustizia

La Commissione europea ha definito oggi una serie di principi comuni non vincolanti relativi ai meccanismi di ricorso collettivo negli Stati membri, per permettere a cittadini e imprese di far valere i diritti loro conferiti dal diritto dell'Unione in caso di violazione. Obiettivo della raccomandazione è garantire un approccio orizzontale coerente ai ricorsi collettivi nell'Unione europea, senza voler armonizzare gli ordinamenti degli Stati membri. I meccanismi di ricorso nazionali dovrebbero essere accessibili in vari settori in cui il diritto dell'Unione conferisce diritti ai cittadini e alle imprese, in particolare nel campo della protezione dei consumatori, della concorrenza, della tutela dell'ambiente e dei servizi finanziari. Nel raccomandare agli Stati membri di istituire dei sistemi nazionali di ricorso collettivo la Commissione vuole migliorare l'accesso alla giustizia, instaurando al contempo le opportune garanzie processuali per evitare abusi del contenzioso. La raccomandazione integra la proposta di direttiva sulle azioni di risarcimento del danno per la violazione di norme antitrust, destinata ad agevolare il risarcimento delle parti lese attraverso le azioni in giudizio disponibili negli Stati membri (si vedano IP/13/525 e MEMO/13/531). Se da un lato la raccomandazione invita gli Stati membri a dotarsi di meccanismi di ricorso collettivo, dall'altro la proposta di direttiva lascia alla discrezione degli Stati membri la decisione di introdurre eventuali azioni di ricorso collettivo nell'ambito dell'applicazione delle norme di concorrenza ad iniziativa dei privati.

"Gli Stati membri hanno tradizioni giuridiche molto diverse in materia di ricorsi collettivi, e la Commissione intende rispettarle. Questa iniziativa mira ad apportare maggiore coerenza laddove è in gioco il diritto dell'Unione", ha dichiarato Viviane Reding, Vicepresidente e Commissaria UE per la Giustizia. "Questa raccomandazione rappresenta un approccio equilibrato per migliorare l'accesso alla giustizia dei cittadini senza dover ricorrere ad un sistema sul modello statunitense delle "class action" e scongiurando il rischio di controversie pretestuose e di abuso del contenzioso.".

Joaquín Almunia, Vicepresidente e Commissario per la politica di concorrenza, ha dichiarato: "Quando sono vittime di violazioni delle norme di concorrenza, i cittadini e le imprese, specie le PMI, si trovano spesso dinanzi a grossi ostacoli per ottenere un effettivo risarcimento. Per superare queste difficoltà abbiamo proposto una direttiva sulle azioni di risarcimento del danno per violazione delle norme di concorrenza. Poiché il danno può essere comune a numerose parti lese, dovrebbero essere esperibili anche meccanismi di azione collettiva. Questa raccomandazione è quindi un utile complemento, che manda un messaggio chiaro agli Stati membri.".

Il Commissario per la Salute e la politica dei consumatori, Tonio Borg, ha aggiunto: "Quello compiuto oggi è un passo importante verso un quadro europeo per i ricorsi collettivi. Abbiamo invitato tutti gli Stati membri dell'UE a mettere a disposizione dei consumatori europei gli strumenti per far valere i loro diritti ed ottenere il risarcimento per i danni subiti a causa di violazioni del diritto dell'Unione. Gli Stati membri devono far sì che i procedimenti di ricorso collettivo siano giusti, equi, tempestivi e non siano economicamente proibitivi.".

I principi chiave della raccomandazione della Commissione

La raccomandazione della Commissione invita tutti gli Stati membri a dotarsi di sistemi nazionali di ricorso collettivo e definisce una serie di principi comuni europei che detti sistemi dovrebbero rispettare:

  • gli Stati membri dovrebbero avere un sistema di ricorso collettivo che, in situazioni in cui un gran numero di persone è danneggiato da una stessa pratica illecita, consenta alle persone fisiche e giuridiche di ottenere provvedimenti giurisdizionali inibitori nei confronti delle violazioni dei diritti loro conferiti dalle norme dell'Unione (cosiddetti "provvedimenti di natura inibitoria") e di chiedere il risarcimento dei danni causati da tali violazioni (cosiddetti "provvedimenti di natura risarcitoria");

  • gli Stati membri dovrebbero adoperarsi affinché i procedimenti di ricorso collettivo siano giusti, equi, tempestivi ed economicamente non proibitivi;

  • come regola generale, i sistemi di ricorso collettivo dovrebbero fondarsi sul principio di "opt-in", secondo il quale la parte ricorrente si costituisce mediante assenso direttamente espresso dai partecipanti. Qualunque eccezione a detto principio, ex lege o prevista dal giudice, dovrebbe essere debitamente giustificata da motivi di buona amministrazione della giustizia; al contempo, la raccomandazione insiste sull'importanza di informare i potenziali ricorrenti che volessero aderire all'azione collettiva;

  • la Commissione raccomanda garanzie processuali solide che assicurino l'assenza di incentivi all'uso abusivo dei sistemi di ricorso collettivo. Gli Stati membri dovrebbero ad esempio vietare il riconoscimento di onorari in percentuale all'importo recuperato nella causa (cosiddetti "contingency fees") che rischiano di incentivare gli abusi. Inoltre, i soggetti che rappresentano i ricorrenti non devono avere scopo di lucro, al fine di assicurare che il loro intervento sia dettato dagli interessi di coloro che sono stati lesi in situazioni di danno collettivo. Un altro mezzo per evitare l'abuso del contenzioso è vietare il riconoscimento di risarcimenti detti "punitivi" che solitamente fanno lievitare gli interessi economici in gioco in questo tipo di azioni. Il risarcimento dovrebbe invece essere assegnato ai singoli una volta che il giudice ha accertato la fondatezza della loro pretesa;

  • nel contenzioso collettivo il ruolo centrale dovrebbe essere svolto dal giudice, che dovrebbe gestire nel concreto la causa e verificare che non si producano abusi. Per i ricorsi collettivi europei la Commissione non ha escluso il finanziamento della causa da parte di terzi ma propone delle condizioni, in particolare attinenti alla trasparenza, per garantire che non si verifichi alcun conflitto d'interessi;

  • la raccomandazione promuove anche la risoluzione alternativa delle controversie, chiedendo che questa possibilità sia offerta alle parti su base consensuale.

Prossime tappe: la raccomandazione chiede agli Stati membri di prendere le opportune misure al più tardi entro due anni. La Commissione, al massimo entro due anni dall'attuazione della raccomandazione, valuterà la situazione in base alle relazioni annuali degli Stati membri e deciderà se siano necessarie misure ulteriori per rafforzare l'approccio orizzontale che la raccomandazione rispecchia.

Contesto

Cos'è il ricorso collettivo e perché è necessario

Il ricorso collettivo è un meccanismo processuale che, per ragioni di economia di mezzi del processo e/o efficienza dell'applicazione delle norme, consente di riunire in un'unica azione in giudizio varie controversie individuali (attinenti allo stesso caso). Si tratta di un concetto ampio, che comprende sia provvedimenti di natura inibitoria (azioni il cui scopo è ottenere la cessazione di un comportamento illecito) che di natura risarcitoria (azioni finalizzate al risarcimento dei danni causati). Va nettamente distinto dalle cosiddette "class action", comunemente usate nell'ordinamento giuridico statunitense. In Europa alcuni Stati membri hanno introdotto procedimenti di ricorso collettivo, che però variano grandemente tra loro.

In quanto autorità pubblica e custode dei trattati dell'UE, la Commissione fa rispettare il diritto dell'Unione. In parallelo, cittadini, imprese ed entità che rappresentano gli interessi di vari gruppi della società possono agire per tutelare i diritti conferiti loro dal diritto dell'UE dinanzi alle giurisdizioni nazionali. In alcuni casi, da una violazione del diritto dell'Unione può sorgere una pluralità di cause individuali. In questi casi il ricorso collettivo può fungere da complemento all'applicazione del diritto da parte delle autorità pubbliche. Le norme dell'UE attualmente in vigore permettono già di esperire azioni collettive per ottenere provvedimenti inibitori nel settore del diritto del consumo, ma gli ordinamenti giuridici nazionali presentano ampie disparità nei settori dei mercati finanziari, della concorrenza, della tutela dell'ambiente e di altre branche del diritto. Le differenze tra Stati membri sono ancora più marcate quando più consumatori o imprese intendono chiedere il risarcimento dei danni nella stessa causa. In preparazione della raccomandazione, la Commissione ha condotto nel 2011 una vasta consultazione pubblica per stabilire se e a quali condizioni un approccio europeo ai ricorsi collettivi sia in grado di rappresentare un valore aggiunto per i cittadini e le imprese d'Europa (IP/11/132). Ha anche tenuto conto della risoluzione del Parlamento europeo "Verso un approccio europeo coerente ai ricorsi collettivi" in cui quest'ultimo chiede un quadro orizzontale per la materia.

Intervento della Commissione in materia di ricorsi collettivi

La Commissione ha lavorato per vari anni sullo sviluppo di norme europee per i ricorsi collettivi nel settore della protezione dei consumatori e della concorrenza. Nel 2005 ha adottato un libro verde e nel 2008 un libro bianco sulle azioni di risarcimento del danno per violazioni delle norme antitrust, nei quali un capitolo è dedicato ai ricorsi collettivi. Nel 2011 la Commissione ha condotto una consultazione pubblica, nella quale circa 300 istituzioni ed esperti, oltre a 10 000 cittadini, hanno espresso le loro opinioni su un quadro europeo per i ricorsi collettivi. La consultazione pubblica ha fatto emergere una divergenza di opinioni tra parti interessate e la necessità di soluzioni equilibrate.

Per ulteriori informazioni

Raccomandazione:

http://ec.europa.eu/justice/newsroom/civil/news/130611_en.htm

MEMO/13/530

Homepage della Vicepresidente Viviane Reding, Commissaria per la Giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza:

http://ec.europa.eu/reding

La Vicepresidente su Twitter: @VivianeRedingEU

Homepage di Tonio Borg, Commissario per la Salute e la politica dei consumatori:

http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/borg/

Homepage del Vicepresidente Joaquín Almunia, Commissario per la Concorrenza:

http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/almunia/

Contatti:

Mina Andreeva (+32.229-91382)

Natasha Bertaud (+32.229-67456)


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