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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 3 giugno 2013

La Commissione riferisce sulla libera circolazione nell’Unione

Lo spazio Schengen di libera circolazione consente a oltre 400 milioni di cittadini dell’Unione, provenienti da 26 paesi europei, e a un numero crescente di cittadini di paesi terzi di viaggiare senza controlli alle frontiere interne. Oggi la Commissione ha adottato il terzo “check up” di Schengen, una panoramica semestrale sul funzionamento dello spazio Schengen. La relazione presenta con chiarezza la situazione dello spazio Schengen per garantire l’attuazione coerente delle norme comuni in tutti i paesi membri di tale spazio1.

Schengen è uno dei risultati europei più preziosi e concreti. Sta molto a cuore ai cittadini dell’Unione e dà un apporto fondamentale alla nostra prosperità economica. La questione di come possiamo rafforzare la nostra cooperazione e salvaguardare la libera circolazione è estremamente importante. È nostro dovere garantire ai cittadini che lo spazio Schengen rimanga uno spazio senza controlli alle frontiere”, ha dichiarato Cecilia Malmström, Commissaria europea per gli Affari interni.

La terza relazione copre il periodo che va dal 1° novembre 2012 al 30 aprile 2013 e valuta in particolare i punti riportati di seguito.

Applicazione delle norme Schengen

Durante il semestre oggetto della relazione, i controlli alle frontiere interne sono stati ripristinati una volta, dalla Norvegia, in occasione della cerimonia di consegna del premio Nobel per la pace svoltasi a Oslo il 10 dicembre 2012. Dal 3 al 12 dicembre 2012, 3 136 persone sono state oggetto di verifiche di frontiera, a 19 è stato rifiutato l’ingresso e 8 sono state trattenute.

Per controllare che le norme siano applicate correttamente sono state svolte verifiche a campione in numerosi Stati dello spazio Schengen (attraverso il meccanismo di valutazione Schengen), per quanto riguarda la cooperazione di polizia (in Estonia, Lettonia e Lituania), le frontiere aeree (in Polonia, Slovacchia e Repubblica ceca), le frontiere terrestri (in Estonia, Lettonia e Lituania) e i visti (in Estonia, Polonia e Slovacchia). Dalle valutazioni non sono emerse carenze tali da richiedere un intervento immediato da parte della Commissione.

Procedure di rilascio dei visti e di sicurezza

Il sistema di informazione visti (VIS), recentemente lanciato in Africa occidentale e Africa centrale (marzo 2013), è attualmente operativo in cinque regioni. Presto lo sarà anche in Africa orientale e Africa meridionale (6 giugno 2013), in America meridionale (5 settembre 2013), nonché in Asia centrale, in Asia sud-orientale e in Palestina (14 novembre 2013). Il VIS sta dando buoni risultati e, al 6 maggio 2013, aveva permesso di trattare circa 2,9 milioni di domande di visto, di rilasciare approssimativamente 2,4 milioni di visti e respingere circa 348 000 domande di visto.

Il 9 aprile 2013 il sistema d’informazione Schengen di seconda generazione (SIS II) è entrato in funzione (IP/13/309 e MEMO/13/309). Il SIS II mette a disposizione degli Stati membri funzionalità e categorie di segnalazioni nuove e rafforzate, permettendo alle autorità nazionali doganali, di polizia e di controllo delle frontiere di scambiarsi agevolmente informazioni sulle persone che potrebbero essere coinvolte in reati gravi o che potrebbero essere scomparse.

Situazione alle frontiere esterne Schengen

Nel periodo da ottobre a dicembre 2012 sono stati rilevati circa 13 600 attraversamenti illegali delle frontiere, con una diminuzione del 52% rispetto al quarto trimestre del 2011. Mentre nel periodo da luglio a settembre 2012 oltre la metà di tutti i rilevamenti di attraversamenti illegali sono stati segnalati dalla Grecia, la situazione è cambiata nell’agosto 2012, quando la Grecia ha riassegnato circa 1 800 guardie di frontiera alla sua frontiera terrestre con la Turchia. Nel periodo da ottobre a dicembre 2012 l’Italia ha comunicato il 31% di tutti i rilevamenti (4 231 persone), seguita dalla Grecia con il 30% dei rilevamenti (4 035 persone).

Proseguiranno gli sforzi per migliorare la raccolta di informazioni sui flussi migratori all’interno dello spazio Schengen, al fine di iniziare nel 2014 la raccolta e l’analisi su base regolare dei dati sui movimenti migratori irregolari.

Contesto

Nel settembre 2011 la Commissione ha presentato alcune proposte per rafforzare l’efficacia e la legittimità del sistema di Schengen (IP/11/1036 e MEMO/11/606). Nella comunicazione “Governance Schengen - Rafforzare lo spazio senza controlli alle frontiere interne”, la Commissione ha annunciato l’intenzione di presentare alle istituzione dell’UE, due volte l’anno, una panoramica sul funzionamento di Schengen.

Tali relazioni getteranno le basi per una discussione in seno al Parlamento europeo e al Consiglio e contribuiranno a rafforzare gli orientamenti politici e la cooperazione tra i paesi Schengen. La precedente relazione della Commissione è stata adottata nel novembre 2012 (IP/12/1256).

Inoltre, sono in corso i negoziati sulle due proposte legislative presentate nel settembre 2011. Tali proposte introducono un meccanismo più forte di valutazione e controllo a livello dell’UE per verificare e assicurare l’applicazione delle norme Schengen, e un meccanismo decisionale europeo più strutturato che possa permettere, in circostanze del tutto eccezionali, il ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne in caso di minaccia grave per l’ordine pubblico e la sicurezza interna. Il 29 e 30 maggio è stato raggiunto un accordo a livello di trilogo e Coreper sulle proposte Schengen, che rappresenta un passo avanti verso un meccanismo più forte per la libera circolazione.

Link utili

Terza relazione semestrale sul funzionamento dello spazio Schengen

Sito web di Cecilia Malmström

Cecilia Malmström su Twitter

Sito web della DG Affari interni

La DG Affari interni su Twitter

Infografica: ‘Entering the EU - Borders and Visas’ 

Contatti:

Michele Cercone (+32 2 298 09 63)

Tove Ernst (+32 2 298 67 64)

1 :

Tutti gli Stati membri dell’UE ad eccezione di Regno Unito, Irlanda, Romania, Bulgaria e Cipro, e i seguenti paesi terzi: Islanda, Norvegia, Svizzera e Liechtenstein.


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