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Relazioni industriali: una nuova relazione sottolinea l'irrigidimento del dialogo sociale in Europa

Commission Européenne - IP/13/321   11/04/2013

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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 11 aprile 2013

Relazioni industriali: una nuova relazione sottolinea l'irrigidimento del dialogo sociale in Europa

Da una relazione pubblicata oggi dalla Commissione europea emerge che l'attuale crisi economica compromette seriamente il dialogo tra i rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro e i governi. Tale relazione rileva che le riforme adottate recentemente dai governi non sono sempre state accompagnate da un dialogo sociale pienamente efficace, con la conseguenza che le relazioni industriali sono sempre più conflittuali in Europa.

László Andor, commissario europeo per l'Occupazione, gli affari sociali e l'inclusione, ha dichiarato: "Il dialogo sociale è soggetto a crescenti pressioni nell'attuale contesto di calo della domanda macroeconomica, di inasprimento fiscale e di tagli della spesa pubblica. Dobbiamo rafforzare il ruolo delle parti sociali a tutti i livelli, se vogliamo uscire dalla crisi e preservare i vantaggi del modello sociale europeo. Un dialogo sociale ben strutturato è altresì indispensabile per rispondere alle sfide del cambiamento demografico e per riuscire a migliorare le condizioni di lavoro e a rafforzare la coesione sociale. Il dialogo sociale deve essere intensificato negli Stati membri dell'Europa centrale e orientale, nei quali è attualmente sensibilmente più debole."

È di cruciale importanza che i rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro (parti sociali) partecipino attivamente all'elaborazione delle riforme della pubblica amministrazione, dal momento che le soluzioni individuate attraverso il dialogo sociale sono in genere più ampiamente accettate dai cittadini, più facili da attuare nella pratica e meno atte a suscitare conflitti. Accordi consensuali con l'intervento delle parti sociali contribuiscono quindi a garantire la sostenibilità a lungo termine delle riforme economiche e sociali. Un dialogo sociale ben strutturato può contribuire effettivamente alla resilienza economica dell'Europa. Di fatto, i paesi con un dialogo sociale consolidato e istituzioni di relazioni industriali forti sono generalmente quelli in cui la situazione economica e sociale è più solida e meno soggetta a pressioni. Le potenzialità del dialogo sociale di risoluzione dei problemi possono contribuire a superare l'attuale crisi. La nuova relazione illustra in che modo i risultati del dialogo sociale europeo possono incidere concretamente sulla vita lavorativa dei cittadini europei, ad esempio migliorandone le condizioni di lavoro e la salute e sicurezza sul luogo di lavoro.

In considerazione dei tagli della spesa pubblica in numerosi Stati membri, la relazione affronta essenzialmente i rapporti di lavoro nel settore pubblico: amministrazione pubblica, istruzione e assistenza sanitaria. I governi hanno considerati prioritari gli incrementi di efficienza nella ristrutturazione del settore pubblico. In alcuni paesi questo processo ha continuato il suo corso seguendo un approccio più equilibrato che suscita minori tensioni e conserva così il margine per soluzioni collettive tra i sindacati e il settore pubblico. In altri paesi i metodi scelti per attuare decisioni hanno spesso escluso il ricorso al dialogo sociale. Tale tendenza non si registra unicamente nei paesi che beneficiano dell'assistenza finanziaria dell'UE e del Fondo monetario internazionale. Di conseguenza, in molti Stati membri, l'inasprimento fiscale e i tagli della spesa pubblica hanno generato un'ondata di vertenze di lavoro e hanno messo in evidenza la natura contestata di alcune delle misure di riforma che non sono passate al vaglio del dialogo sociale.

Europa centrale e orientale

La relazione analizza inoltre in profondità lo stato del dialogo sociale in Europa centrale e orientale. Benché esista una grande diversità tra i paesi di questa area, essi presentano tutti, ad eccezione della Slovenia, istituzioni di relazioni industriali fragili e frammentate. Alcune riforme pregiudicano effettivamente il coinvolgimento delle parti sociali nell'introduzione dei cambiamenti. La relazione dimostra che la rivitalizzazione dei sistemi nazionali di relazioni industriali al fine di promuovere e ripristinare il consenso è indispensabile per garantire la sostenibilità a lungo termine delle riforme economiche e sociali in atto.

Nella relazione sono state esaminate altre questioni, in particolare il coinvolgimento delle parti sociali nella riforma del regime di disoccupazione e pensionistico e nella transizione verso un'economia più sostenibile e meno dipendente dai combustibili fossili. Mentre in paesi come il Belgio, la Francia, i Paesi Bassi e la Spagna i sindacati hanno partecipato al processo di riforma pensionistica, in altri il ruolo delle parti sociali è stato minimo, il che ha generato conflitti. Per quanto riguarda il cambiamento climatico, la relazione rileva che le attività delle parti sociali in questo settore si intensificano e che il loro ruolo di sostegno all'agenda verde è sempre più incisivo.

Per maggior informazioni

MEMO/13/325

Notizie sul sito web della DG Occupazione:

http://ec.europa.eu/social/main.jsp?langId=en&catId=89&newsId=1856&furtherNews=yes

Dialogo sociale europeo:

http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=329&langId=en

Sito web di László Andor:

http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/andor/index_en.htm

Per seguire László Andor su Twitter: http://twitter.com/LaszloAndorEU

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