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Sicurezza interna: quali sono i progressi compiuti?

Commission Européenne - IP/13/317   10/04/2013

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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 10 aprile 2013

Sicurezza interna: quali sono i progressi compiuti?

La criminalità organizzata resta una delle sfide maggiori per la sicurezza interna dell’UE. Le altre grosse minacce che l’Unione europea continua a dover affrontare sono la criminalità informatica, la tratta degli esseri umani e l’aumento dell’estremismo violento, insieme al riciclaggio di denaro e alla corruzione. Queste minacce sono descritte nella relazione annuale della Commissione sull’attuazione della strategia di sicurezza interna dell’UE, pubblicata oggi, che evidenzia, per ciascuno degli obiettivi della strategia (2011-2014), gli ambiti cui gli Stati membri e l’UE dovrebbero prestare particolare attenzione.

Una delle principali minacce per la nostra sicurezza interna è rappresentata dalla criminalità organizzata, con i suoi effetti negativi sull’economia europea e sulla sicurezza dei cittadini europei. Rintracciare e recuperare i proventi di reato e smantellare le reti della criminalità organizzata continua ad essere uno degli obiettivi chiave della strategia attuata dall’UE”, ha dichiarato Cecilia Malmström, Commissario UE per gli Affari interni.

La seconda relazione annuale evidenzia i progressi compiuti nei seguenti ambiti:

  1. lotta contro la criminalità organizzata: la Commissione ha ad esempio proposto nuove norme per una più efficace e diffusa confisca di fondi e altri beni acquisiti mediante attività criminali (IP/12/235 e MEMO/12/179);

  2. terrorismo e radicalizzazione: come esempio dell’attività di prevenzione del terrorismo, l’UE ha istituito norme comuni sull’immissione sul mercato e l’uso dei precursori di esplosivi (MEMO/12/874). La nuova legislazione europea garantisce che gli Stati membri abbiano lo stesso livello di controllo su queste sostanze chimiche, impedendo così che i terroristi e i criminali approfittino di scappatoie giuridiche;

  3. criminalità informatica: un passo importante in questa lotta è stata l’istituzione, all’inizio del 2013, di un Centro europeo per la lotta alla criminalità informatica (EC3) presso Europol (IP/13/13 e MEMO/13/6). Un’altra iniziativa strategica intrapresa nel 2012 è stata la creazione di un’Alleanza mondiale contro l’abuso sessuale di minori on-line, cui hanno aderito inizialmente 48 paesi (IP/12/1308 e MEMO/12/937);

  4. gestione delle frontiere: nel dicembre 2011 la Commissione ha presentato una proposta legislativa su un sistema di sorveglianza alle frontiere (Eurosur — IP/11/1528 e MEMO/11/896). All’inizio del 2013 la Commissione ha adottato due proposte legislative per l’introduzione di un sistema di ingressi/uscite (EES) e un programma per viaggiatori registrati (RTP), anche noto come pacchetto “Frontiere intelligenti” (IP/13/162 e MEMO/13/141);

  5. gestione delle crisi e delle catastrofi: nel dicembre 2012 è stata presentata una proposta concernente le modalità di attuazione della clausola di solidarietà (articolo 222 del TFUE), che intende fornire un quadro per le situazioni di minaccia straordinaria o di danni che oltrepassano le capacità di risposta degli Stati membri interessati.

Nel 2013, come risposta concreta alle priorità individuate nella SSI, la Commissione dell’UE intende, fra le altre misure:

  1. pubblicare la prima relazione dell’UE sulla lotta alla corruzione, corredata di raccomandazioni per gli Stati membri;

  2. proporre una direttiva relativa alle sanzioni penali in materia di riciclaggio di denaro;

  3. attuare la strategia dell’Unione europea per la cibersicurezza;

  4. sostenere, sviluppare e ampliare l’Alleanza mondiale contro l’abuso sessuale di minori on-line;

  5. far sì che il sistema d’informazione Schengen II (SIS II) diventi pienamente operativo;

  6. aggiornare l’approccio europeo per contrastare l’estremismo violento attraverso lo sviluppo di un insieme di strumenti europei basato sulle migliori pratiche adottate negli Stati membri;

  7. sviluppare un’iniziativa politica per combattere il traffico illecito di armi da fuoco. È stata appena aperta una consultazione pubblica on-line su quanto ancora dovrebbe fare l’Unione europea contro il pericolo delle armi da fuoco.

Contesto

Nel novembre 2010 la Commissione europea ha presentato “La strategia di sicurezza interna dell’UE in azione: cinque tappe verso un’Europa più sicura” (IP/10/1535MEMO/10/598).

La strategia definisce un programma comune per gli Stati membri, il Parlamento europeo e le agenzie dell’UE per affrontare le sfide fondamentali per la sicurezza dell’Unione: forme gravi di criminalità organizzata, terrorismo, criminalità informatica, sicurezza delle frontiere, gestione delle calamità naturali e provocate dall’uomo.

Nel 2011 la Commissione ha adottato la prima relazione sull’attuazione della SSI. La prossima e ultima relazione sarà presentata à metà 2014.

Le iniziative politiche e le misure adottate nell’ambito della SSI richiedono un considerevole impegno finanziario. Dal 2007 ad oggi la Commissione ha destinato 1,4 miliardi di euro al finanziamento della ricerca nel settore della sicurezza nell’ambito del 7° PQ. Sono stati finanziati più di 250 progetti in ambiti come la protezione dei cittadini dai materiali chimici, biologici, radiologici, nucleari ed esplosivi (CBRNE), le calamità provocate dall’uomo e naturali, la protezione delle infrastrutture critiche, la capacità di gestione delle crisi, la sorveglianza intelligente delle frontiere marittime e terrestri, ecc.

Link utili

Sito web di Cecilia Malmström

Seguite Cecilia Malmström su Twitter

Sito web della DG Affari interni

Seguite la DG Affari interni su Twitter

Contatti:

Michele Cercone (+32 229-80963)

Tove Ernst (+32 229-86764)


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