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Commissione europea

Comunicato Stampa

Bruxelles, 10 aprile 2013

La Commissione propone di modernizzare gli strumenti di difesa commerciale dell'UE

La Commissione europea ha lanciato oggi una proposta intesa ad adeguare il corpus normativo dell'UE per fronteggiare la concorrenza sleale rappresentata dalle importazioni oggetto di dumping e di sovvenzioni e le altre sfide cui deve far fronte l'economia dell'UE.

Le modifiche proposte renderanno più funzionale la difesa commerciale dell'UE per tutti i soggetti interessati, compresi i produttori e gli importatori europei, oltre a migliorare l'efficacia e l'applicazione degli strumenti anti‑dumping e antisovvenzioni per proteggere i produttori dell'UE dalle pratiche sleali delle imprese estere e da qualsiasi rischio di ritorsioni. Allo stesso tempo, gli importatori potranno beneficiare di una maggiore prevedibilità per quanto riguarda le fluttuazioni delle aliquote del dazio, il che semplificherà la loro pianificazione aziendale. L'intero sistema diventerà più trasparente e facile da usare.

"Si tratta di un pacchetto equilibrato con miglioramenti concreti per tutte le parti interessate dai dazi di difesa commerciale – produttori, importatori e utilizzatori", ha dichiarato il commissario UE per il commercio, Karel De Gucht. “Intendiamo dotare le imprese dell'UE di strumenti per fronteggiare in modo più efficace le pratiche commerciali sleali all'estero, senza incidere negativamente sui consumatori o sulle imprese dell'UE che dipendono dalle importazioni".

Secondo la proposta legislativa, la Commissione intende:

migliorare la prevedibilità per le imprese, informandole di eventuali misure provvisorie antidumping o antisovvenzioni due settimane prima dell'entrata in vigore dei dazi;

offrire agli importatori il rimborso dei dazi riscossi durante un riesame in previsione della scadenza qualora in esso si concluda che non è necessario mantenere in atto le misure di difesa commerciale dopo cinque anni;

proteggere l'industria dell'UE avviando indagini di propria iniziativa ("d'ufficio"), senza una richiesta ufficiale dell'industria in presenza di una minaccia di ritorsioni;

scoraggiare altri partner commerciali dal mettere in atto talune pratiche commerciali sleali imponendo dazi più alti sulle importazioni provenienti da paesi che utilizzano sovvenzioni sleali e creano distorsioni strutturali nei loro mercati delle materie prime. In tali casi, l'UE si discosterebbe dalla sua consueta "regola del dazio inferiore", che mantiene la tariffa aggiuntiva entro i limiti di quanto è strettamente necessario per evitare di danneggiare un'industria dell'UE.

La proposta legislativa deve essere approvata dal Consiglio e dal Parlamento europeo e non diventerà probabilmente legge prima del 2014.

Le altre proposte non legislative:

faciliteranno la cooperazione con imprese e associazioni commerciali coinvolte nelle indagini, prorogando talune scadenze nel corso delle indagini stesse;

miglioreranno il monitoraggio dei flussi commerciali;

consentiranno lo svolgimento di inchieste antielusione d'ufficio per garantire una maggior rapidità d'azione contro l'aggiramento illegale delle misure.

Parallelamente, un documento di lavoro della DG Trade espone alcuni progetti di orientamenti in quattro ambiti particolarmente complessi:

il riesame in previsione della scadenza di una misura di difesa commerciale, ovvero un'inchiesta al termine della normale applicazione quinquennale dei dazi per valutare le probabilità di persistenza o di reiterazione del pregiudizio in caso di scadenza delle misure;

"l'analisi dell'interesse dell'Unione", ossia il modo in cui la Commissione valuta l'eventuale utilità di una misura di difesa commerciale per gli interessi economici generali dell'UE — compresi quelli dell'industria nazionale interessata, degli importatori, dei settori che utilizzano il prodotto importato e, se del caso, dei consumatori;

il calcolo del "margine di pregiudizio", che richiede un'analisi del volume e dei prezzi delle importazioni oggetto di dumping e il loro conseguente impatto sull'industria dell'UE;

la scelta di un "paese di riferimento", utilizzato per determinare l'esistenza di pratiche di dumping per i prodotti originari di un paese privo di "status di economia di mercato".

Questi progetti di orientamenti procedurali saranno ora sottoposti a una consultazione pubblica di tre mesi, al termine della quale la Commissione analizzerà le osservazioni ricevute e adotterà la versione definitiva al fine di agevolare la comprensione delle procedure di difesa commerciale dell'UE per le imprese e l'opinione pubblica dell'Unione.

Contesto

I dazi antidumping e antisovvenzioni sono spesso l'unico strumento di cui l'UE dispone per proteggere le industrie produttrici dal pregiudizio causato dalle pratiche commerciali sleali delle imprese estere. È necessario garantire che il sistema di difesa commerciale dell'UE — ampiamente immutato dal 1995 — si adegui alle nuove sfide sorte con l'evoluzione del paesaggio economico.

La proposta della Commissione è il risultato di diciotto mesi di riflessione nei quali si è tenuta una consultazione pubblica sulle questioni con cui le imprese dell'UE devono fare i conti quando si trovano a fronteggiare pratiche sleali. La proposta tiene conto anche delle conclusioni di un studio indipendente volto a valutare l'attuale sistema di difesa commerciale e l'esperienza della Commissione in materia di inchieste antidumping e antisovvenzioni.

Alla fine del 2012, l'Unione aveva 102 misure antidumping e 10 misure antisovvenzioni in vigore. Rispetto agli altri membri dell'OMC, l'Unione europea fa un uso moderato degli strumenti di difesa commerciale. Le misure antidumping e antisovvenzioni incidono sullo 0,25% circa delle importazioni dell'UE.

Per ulteriori informazioni

MEMO: "Ammodernamento degli strumenti di difesa commerciale dell'UE"

http://europa.eu/rapid/press-release_MEMO-13-319_en.htm

Ulteriori informazioni sul sistema di difesa commerciale dell'UE:

http://ec.europa.eu/trade/tackling-unfair-trade/trade-defence/

Contatti:

Helene Banner (+32 2 295 24 07)

John Clancy (+32 2 295 37 73)


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