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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 26 Marzo 2013

La rivista trimestrale sull'occupazione e la situazione sociale nell'UE esamina l'aggravamento della crisi sociale

La situazione occupazionale e sociale nell'UE è rimasta critica nel quarto trimestre del 2012: l'occupazione è diminuita un po' ovunque e la disoccupazione è ulteriormente aumentata mentre la situazione finanziaria delle famiglie permane grave, secondo quanto evidenzia l'ultimo esame trimestrale sull'occupazione e la situazione sociale nell'UE della Commissione europea. Sono sempre più evidenti in alcuni Stati membri gli effetti negativi dei tagli subiti dai bilanci pubblici e degli aumenti delle imposte sull'occupazione e sul tenore di vita. La rivista sottolinea inoltre che l'immigrazione netta dall'esterno dell'UE è rallentata e che la crisi ha avuto effetti nocivi sulla fertilità.

László Andor, commissario europeo per l'Occupazione, gli Affari sociali e l'Inclusione, ha commentato: "La crisi sociale in Europa continua a peggiorare e in diversi Stati membri non vi sono segnali tangibili di miglioramento. Le fasce più povere della popolazione sono state molto spesso quelle più colpite. I governi devono investire per ritrovare la strada di una crescita inclusiva e per dare alle persone la possibilità reale di vivere in modo dignitoso – il recente pacchetto della Commissione sugli investimenti sociali ha individuato i possibili percorsi. Ma abbiamo bisogno soprattutto di maggiore solidarietà: all'interno dei singoli paesi, ma anche tra di loro. Potremo superare la crisi solo unendo i nostri sforzi."

La disoccupazione è ancora aumentata nel gennaio 2013, raggiungendo i 26,2 milioni nell'UE (19 milioni nell'area euro), vale a dire il 10,8% della popolazione economicamente attiva (11,9% nell'area euro). La differenza nel tasso di disoccupazione tra i paesi meridionali/periferici e il nord dell'area euro ha raggiunto i dieci punti percentuali nel 2012, situazione che è senza precedenti. Nell'UE il PIL è diminuito dello 0,5% nel quarto trimestre del 2012, la più grave contrazione dai primi mesi del 2009. L'occupazione generale nell'UE è diminuita dello 0,4% nel 2012, e si sono rilevati sviluppi positivi solo in rapporto al lavoro a tempo parziale. Solamente nel quarto trimestre del 2012 l'occupazione è diminuita dello 0,2% rispetto al trimestre precedente.

La spesa complessiva della protezione sociale è diminuita più rapidamente che non durante le precedenti crisi economiche

L'inasprimento delle politiche di bilancio ha colpito l'occupazione sia direttamente, riducendo l'occupazione nel settore pubblico, sia indirettamente, per la diminuzione della domanda macroeconomica aggregata. I cambi apportati ai sistemi fiscali e previdenziali e i tagli degli stipendi nel settore pubblico hanno generato riduzioni significative del livello di reddito disponibile delle famiglie, sottoponendo ad una forte pressione il livello di vita delle famiglie a basso reddito. I tagli della spesa e gli aumenti delle imposte hanno colpito in modo diverso i gruppi ad alto e a basso reddito. L'analisi mostra che un'attenta considerazione delle riforme di bilancio è necessaria per evitare che le fasce più povere della popolazione siano colpite in modo sproporzionato, come è avvenuto in alcuni paesi (ad esempio, in Estonia e in Lituania). La quota di popolazione europea che si dichiara in situazione di crisi finanziaria grave rimane molto al di sopra dei livelli osservati in qualunque periodo del decennio precedente – circa una ogni quattro famiglie a basso reddito.

La spesa per la protezione sociale ha svolto un ruolo decisivo nel compensare le perdite di reddito delle famiglie nella prima fase della crisi ed ha contribuito a stabilizzare l'economia. Dalla metà del 2010 il suo impatto è calato e nel 2012 era trascurabile, anche nei paesi in cui la disoccupazione continuava ad aumentare. La riduzione della spesa sociale è stata molto più forte che non durante le recessioni del passato, in parte a causa delle eccezionali necessità di consolidamento fiscale nel contesto della crisi dell'euro. Tale situazione ha neutralizzato la funzione di stabilizzazione economica dei sistemi di protezione sociale in molti Stati membri e può aver contribuito ad aggravare la recessione, almeno nel breve termine.

Nel marzo 2013 il Consiglio europeo ha confermato che combattere la disoccupazione e le conseguenze sociali della crisi rimane una delle fondamentali priorità dell'UE e delle politiche nazionali. Nel febbraio 2013 la Commissione ha messo a punto un Pacchetto di investimenti sociali il cui scopo è orientare gli Stati membri nell'individuare politiche sociali più efficienti ed efficaci in risposta alle notevoli sfide che essi devono affrontare (si veda IP/13/125, MEMO/13/117, MEMO/13/118 e SPEECH/13/141). Il Pacchetto ha sottolineato il fatto che l'investimento pubblico nell'assistenza ai minori, nell'istruzione o nel sostegno ad un invecchiamento attivo e in buona salute deve essere mantenuto o addirittura incrementato anche quando vengono adottate politiche nazionali di bilancio rigorose, poiché senza tale investimento molte persone non sono in grado di partecipare alla vita sociale o di sviluppare il loro potenziale economico.

La disoccupazione e l'inattività giovanili sono ai livelli più alti di sempre

La disoccupazione giovanile non ha solo raggiunto un nuovo massimo nell'UE (il 23,6 % dei giovani attivi era senza lavoro nel gennaio 2013), ma i periodi di disoccupazione tra i giovani si sono fatti più lunghi. Il 7,1 % dei giovani attivi è rimasto senza lavoro per più di un anno nel terzo trimestre del 2012, rispetto al 6,3% dell'anno precedente. Questa tendenza presenta il grave rischio di rendere i giovani sempre più separati dal mercato del lavoro e dalla società nel suo insieme. Il numero crescente di giovani di età inferiore a 25 anni che sono disoccupati e che non partecipano ad alcun ciclo di istruzione e formazione (NEET), che attualmente si avvicina agli 8 milioni, è a sua volta causa di gravi preoccupazioni.

Per contribuire a lottare contro i livelli di disoccupazione giovanile inaccettabilmente elevati, il 5 dicembre 2012 la Commissione ha presentato un Pacchetto per l'occupazione giovanile (si veda IP/12/1311, MEMO/12/938 e SPEECH/12/910). Tale pacchetto comprende una proposta di raccomandazione per introdurre in ciascuno Stato membro una Garanzia giovani al fine di assicurare che tutti i giovani fino ai 25 anni di età ricevano un'offerta qualitativamente buona di occupazione, la possibilità di proseguire gli studi, un apprendistato o un tirocinio entro quattro mesi dall'uscita dal sistema di insegnamento formale o dall'inizio della disoccupazione. Il Consiglio dei ministri ha raggiunto un accordo politico su questa raccomandazione il 28 febbraio 2013 (si veda MEMO/13/152). La Commissione ha inoltre di recente proposto norme operative per attuare rapidamente l'iniziativa per l'occupazione giovanile al fine di combattere la disoccupazione giovanile (si veda IP/13/217). Tale iniziativa è stata proposta dal Consiglio europeo del 7-8 febbraio 2013 e ad essa è stato attribuito un bilancio di 6 miliardi di euro per il periodo 2014-2020.

La crisi colpisce la fertilità

La rivista trimestrale analizza inoltre gli effetti nocivi della crisi sulla fertilità. A partire dal 2009 la fertilità ha arrestato il suo recupero e si è stabilizzata poco al di sotto di 1,6 figli per donna nell'UE-27. L'età media delle donne al momento del parto ha continuato ad aumentare ed ha raggiunto la soglia dei trent'anni. D'altro lato, la speranza di vita ha continuato a sua volta ad aumentare ed ha raggiunto i 77,4 anni per gli uomini e gli 83,1 anni per le donne. L'immigrazione dall'esterno dell'UE è diminuita dal suo picco del 2007, ma anche nel 2011 si è avuto nell'UE-27 un aumento netto di mezzo milione, vale a dire un immigrante dall'esterno dell'UE per mille abitanti dell'UE. Le acquisizioni di cittadinanza aumentano e sono pari a circa un milione. Rimangono evidentemente gravi le sfide di lungo periodo per i mercati del lavoro dell'UE di fronte ad una forza lavoro che tende a diminuire e ad invecchiare.

Per ulteriori informazioni si vedano:

La Rivista trimestrale sull'occupazione e la situazione sociale nell'UE

Il Pacchetto sugli investimenti sociali

Il Pacchetto sull'occupazione giovanile

Il Pacchetto occupazione

La Pagina web Analisi dell'occupazione e della situazione sociale

Il sito web di László Andor

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