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Commissione europea

Comunicati stampa

Bruxelles, 27 marzo 2013

Un nuovo quadro strategico della Commissione in materia di clima ed energia per il 2030

Oggi la Commissione europea ha fatto il primo passo verso l’istituzione di un quadro strategico unionale per le politiche in materia di cambiamenti climatici e energia da oggi al 2030, adottando un Libro verde che avvia una consultazione pubblica sui contenuti del quadro strategico. La Commissione ha anche pubblicato una comunicazione consultiva sul futuro della cattura e dello stoccaggio del carbonio (CCS) in Europa, al fine di avviare un dibattito sulle opzioni disponibili per garantirne uno sviluppo tempestivo, adottando inoltre una relazione in cui valuta i progressi compiuti dagli Stati membri per conseguire i loro obiettivi in materia di energie rinnovabili entro il 2020, nonché due relazioni sulla sostenibilità dei biocarburanti e dei bioliquidi consumati nell’UE.

Günther Oettinger, Commissario europeo per l’Energia, ha dichiarato: “È necessario definire il più rapidamente possibile il quadro strategico per le nostre politiche in materia di clima ed energia da oggi al 2030, in modo da garantire investimenti adeguati per una crescita sostenibile, prezzi competitivi e accessibili per l’energia e una maggiore sicurezza energetica. Il nuovo quadro strategico deve tenere conto delle conseguenze della crisi economica ed essere anche sufficientemente ambizioso per realizzare l’obiettivo a lungo termine di ridurre le emissioni dell’80-95% entro il 2050.”

Connie Hedegaard, Commissaria responsabile per l’Azione per il clima, ha dichiarato: “La dipendenza dell’Europa dai combustibili fossili provenienti dai paesi terzi aumenta ogni giorno determinando fatture energetiche sempre più care per i cittadini europei. Tutto ciò non è affatto positivo. Non è positivo per il clima ma non lo è neanche per la nostra economia e la nostra competitività. Per queste ragioni abbiamo deciso che per il 2050 auspichiamo una società europea a basse emissioni di carbonio. Abbiamo stabilito degli obiettivi per il 2020, ma per la maggior parte degli investitori il 2020 è già alle porte. È arrivato il momento di stabilire gli obiettivi per il 2030. Prima lo facciamo, maggiore sicurezza offriamo alle nostre imprese e ai nostri investitori. Più ambiziosi saranno questi obiettivi, maggiori saranno i benefici per il clima.

Libro verde sul quadro strategico per il 2030

Il Libro verde solleva una serie di domande, tra cui:

  • di che tipo, natura e livello dovrebbero essere gli obiettivi da fissare per il 2030 in materia di clima ed energia?

  • come si può ottenere coerenza tra i diversi strumenti politici?

  • in che modo il sistema energetico può contribuire alla competitività dell’UE?

  • come tenere conto delle diverse capacità degli Stati membri di agire?

La consultazione resterà aperta fino al 2 luglio. Entro la fine di quest’anno, sulla base delle opinioni espresse da Stati membri, istituzioni europee e portatori di interesse, la Commissione intende proporre un quadro strategico per il 2030 in materia di clima ed energia.

Fare chiarezza in questo ambito contribuirà a dare certezze agli investitori e a stimolare l’innovazione e la domanda di tecnologie a basse emissioni di carbonio, sostenendo in tal modo gli sforzi per costruire un’economia europea più competitiva, sostenibile e sicura in materia di energia. Il quadro strategico per il 2030 si avvarrà dell’esperienza e degli insegnamenti tratti dal precedente quadro per il 2020, indicando dove sia possibile apportare miglioramenti. Contemporaneamente, la Commissione prenderà in considerazione i cambiamenti avvenuti dal 2020, quali ad esempio quelli nel sistema energetico e nell’economia, nonché gli sviluppi della situazione internazionale.

Cattura e stoccaggio del carbonio

L’odierna comunicazione consultiva individua gli ostacoli che hanno impedito alle tecnologie CCS di svilupparsi al ritmo previsto nel 2007. Ad esempio, a causa del livello molto inferiore dei prezzi del sistema comunitario di scambi di emissioni rispetto alle aspettative iniziali, gli operatori economici non hanno alcun incentivo ad investire in tecnologie CCS.

La comunicazione prende in esame le possibili opzioni per promuovere più efficacemente una tempestiva dimostrazione e diffusione delle tecnologie CCS, e invita a presentare osservazioni sul ruolo di queste tecnologie in Europa. Le risposte alla consultazione contribuiranno al lavoro svolto dalla Commissione per la definizione del quadro strategico per il 2030.

Energie rinnovabili

La relazione sui progressi nel campo delle energie rinnovabili (FER) indica che l’attuale quadro politico basato su obiettivi giuridicamente vincolanti per le energie rinnovabili si è tradotto in una forte crescita del settore fino al 2010, con una quota di rinnovabili per l’Unione pari al 12,7%. Per continuare a progredire e conseguire gli obiettivi fissati per il 2020, saranno necessari maggiori sforzi. Occorrerà uno sforzo particolare per creare certezze per gli investitori, riducendo gli oneri amministrativi e facendo maggiore chiarezza in materia di programmazione.

Per ulteriori informazioni

Libro verde e pagina della consultazione:

http://ec.europa.eu/energy/green_paper_2030_en.htm

MEMO/13/275

Comunicazione su CCS e pagina della consultazione: http://ec.europa.eu/energy/coal/ccs_en.htm

MEMO/13/276

Relazione sui progressi nell’uso e nella promozione delle energie rinnovabili:

http://ec.europa.eu/energy/renewables/reports/reports_en.htm

MEMO/13/277

Contatti:

Isaac Valero Ladron (+32 2 296 49 71)

Marlene Holzner (+32 2 296 01 96)

Stephanie Rhomberg (+32 2 298 72 78)

Nicole Bockstaller (+32 2 295 25 89)

Member State

2010 RES share

2020 RES target

Austria

30.10%

34%

Belgium

5.40%

13%

Bulgaria

13.80%

16%

Cyprus

5.70%

13%

Czech Republic

9.40%

13%

Germany

11.00%

18%

Denmark

22.20%

30%

Estonia

24.30%

25%

Greece

9.70%

18%

Spain

13.80%

20%

Finland

33%

38%

France

13.50%

23%

Hungary

8.80%

13%

Ireland

5.80%

16%

Italy

10.40%

17%

Lithuania

19.70%

23%

Luxembourg

3%

11%

Latvia

32.60%

40%

Malta

0.40%

10%

Netherlands

3.80%

14%

Poland

9.50%

15%

Portugal

24.60%

31%

Romania

23.60%

24%

Sweden

49.10%

49%

Slovenia

19.90%

25%

Slovakia

9.80%

14%

UK

3.30%

15%

EU

12.70%

20%


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