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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 20 marzo 2013

La politica europea di vicinato nel 2012: impegno continuo per una cooperazione più forte con i paesi vicini, nonostante le turbolente condizioni politiche ed economiche

Le relazioni nazionali e regionali sull'evoluzione della politica europea di vicinato pubblicate oggi indicano che la cooperazione dell’UE con i paesi partner è più forte e produce risultati positivi. A due anni dall’avvio di un nuovo approccio alla politica europea di vicinato, in molti settori di cooperazione i risultati sono incoraggianti, sebbene il 2012 sia stato un anno complesso a causa dell’instabilità politica e delle difficili condizioni socioeconomiche. Tuttavia, nei paesi partner le riforme politiche non sono uniformi e i progressi verso una democrazia a tutti gli effetti e sostenibile non sono sempre lineari.

Il “pacchetto annuale sulla politica europea di vicinato”, presentato da Catherine Ashton, Alta rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza/vicepresidente della Commissione, e da Štefan Füle, commissario dell’UE per l’allargamento e la politica di vicinato, dimostra che molti paesi partner continuano a impegnarsi per rafforzare le relazioni con l’UE e che l’Unione ha potenziato il proprio sostegno ai paesi partner che hanno intrapreso importanti programmi di riforma. Infatti, nonostante l’attuale crisi economica nell’UE, le risorse finanziarie in forma di sovvenzioni e prestiti assegnati a tali paesi sono aumentate. Tuttavia, la comunicazione giunge alla conclusione che molto resta ancora da fare per dar seguito concreto all’offerta dell’UE. Per la prima volta, oltre alle raccomandazioni, il pacchetto comprende una valutazione delle raccomandazioni dell’anno scorso.

Dato il ritmo e la direzione non omogenei delle riforme nei singoli paesi partner, il pacchetto si conclude affermando la necessità di una maggiore differenziazione nella risposta dell’UE alle singole esigenze e aspirazioni del paese.

Le relazioni sui progressi conseguiti forniscono un quadro contrastante dell’evoluzione delle riforme democratiche intraprese nei paesi del vicinato meridionale. In Egitto, Algeria e Libia si sono svolte elezioni democratiche. L’UE ha potenziato l’assistenza volta a indire elezioni libere e democratiche in linea con le norme internazionali e ha inviato missioni di osservazione elettorale in Algeria, in Egitto e in Giordania. Nei paesi del Sud la società civile fa sentire la propria voce più che in passato. Permangono preoccupazioni circa le libertà di riunione, di associazione e di espressione, compresa la libertà dei media in molti paesi partner, in particolare Egitto e Algeria. Le riforme costituzionali sono lente. L’UE ha istituito delle task force per la Tunisia, la Giordania e l’Egitto al fine di migliorare il coordinamento dell’assistenza finanziaria fornita dall’UE, dagli Stati membri e dalle istituzioni finanziarie internazionali.

Sempre più spesso i paesi orientali intraprendono percorsi diversi. Moldova, Georgia e Armenia hanno proseguito le riforme democratiche e indetto elezioni generalmente conformi alle norme internazionali. Le elezioni parlamentari dell’Ucraina hanno presentato uno scenario più contrastante, caratterizzato da diverse lacune e da un peggioramento dei parametri precedentemente seguiti. L’Azerbaigian deve compiere ulteriori, significativi sforzi per rispettare gli impegni assunti in materia di democrazia, anche per quanto riguarda i processi elettorali. In Bielorussia le elezioni si sono svolte in un contesto generale di repressione.

Nel commentare i risultati e i ritardi delle riforme democratiche nei paesi partner, l’Alta rappresentante Catherine Ashton ha dichiarato: “L’Unione europea continuerà a fare il possibile per agevolare lo sviluppo di una democrazia a tutti gli effetti nei paesi partner. La politica europea di vicinato ha un ruolo fondamentale nel sostenere questo processo. I ritardi riscontrati in alcuni paesi partner sono certo fonte di preoccupazione, ma non devono essere considerati un pretesto per abbandonare la partita. Per l’UE la costruzione di democrazie sostenibili rimane una priorità assoluta".

La maggior parte dei paesi partner sta attraversando una fase di transizione politica e il dinamismo della società civile diventa sempre più importante per contribuire alla democrazia e alla buona gestione della cosa pubblica. Tuttavia, le relazioni dimostrano che in alcuni paesi partner le ONG devono ancora far fronte a alle ingerenze delle autorità. L’UE ha continuato a sostenere le organizzazioni attraverso lo strumento per la società civile. Lo scorso anno è stato istituito il Fondo europeo per la democrazia volto a fornire un sostegno rapido e flessibile a coloro che lavorano per il cambiamento democratico.

Il commissario Štefan Füle ha dichiarato: “Attribuisco grande importanza al partenariato con la società civile nell’ambito della politica europea di vicinato. Il ruolo della società civile è di cruciale importanza per i processi di democratizzazione. Abbiamo rafforzato considerevolmente il nostro impegno con la società civile dei paesi partner, al fine di ottimizzare il sostegno pubblico a favore delle riforme. È infatti deplorevole che in alcuni paesi partner le organizzazioni della società civile continuino a subire gravi limitazioni: ostacoli alla libertà di movimento, azioni legali contro i leader delle ONG, procedure amministrative gravose, accettazione dell’assistenza finanziaria solo previa autorizzazione, ecc.”

Le relazioni commerciali con i paesi vicini hanno continuato a intensificarsi. L’UE ha proseguito i negoziati per gli accordi di associazione con la Moldova, l’Armenia e la Georgia, che comprendono zone di libero scambio globale e approfondito, e per l’accordo di associazione con l’Azerbaigian. L’accordo di associazione UE-Ucraina è stato siglato e sarà firmato non appena Kiev avrà adottato tutte le misure al riguardo. Per quanto riguarda i paesi del Sud, l’UE ha avviato i preparativi per i negoziati sulle zone di libero scambio globale e approfondito con il Marocco, la Tunisia e la Giordania.

L’UE e i paesi partner continuato a lavorare per migliorare la mobilità delle persone. Nel 2012 sono stati compiuti progressi significativi verso l’obiettivo dell’esenzione dal visto per i paesi del partenariato orientale. La Moldova e l’Ucraina hanno compiuto progressi sostanziali nell’ambito del piano d’azione in materia di liberalizzazione dei visti. È stato aperto un dialogo in materia di visti ed è stato concordato un piano d’azione in materia di liberalizzazione dei visti con la Georgia, mentre l’Armenia ha concesso l’ingresso in esenzione dal visto ai cittadini dell’UE a partire dal gennaio 2013. In seguito all’istituzione di partenariati per la mobilità con la Moldova, la Georgia e l’Armenia, sono stati avviati negoziati per un partenariato per la mobilità tra l’Unione europea e l’Azerbaigian. Inoltre, sono state intraprese azioni volte a stringere legami più stretti con i paesi partner meridionali in materia di mobilità e migrazione. È stato raggiunto un accordo su un partenariato per la mobilità con il Marocco e proseguono i negoziati con la Tunisia. È stato inoltre avviato un dialogo con la Giordania nel dicembre 2012.

In seguito a una maggiore cooperazione in settori specifici, la politica europea di vicinato influenza sempre più la vita dei cittadini in modo positivo e concreto. I progetti finanziati dall’UE in materia di trasporti (ad esempio la sicurezza stradale e il miglioramento del trasporto pubblico), ambiente (gestione delle risorse idriche e valutazioni d’impatto), istruzione (partecipazione di studenti e ricercatori ai programmi europei, con l’erogazione nel 2012 di oltre 3 250 borse di studio a studenti e membri del personale accademico nell’ambito della politica europea di vicinato) o di energia (sviluppo di energie rinnovabili), oltre a molti altri settori, stanno migliorando le condizioni di vita quotidiane nei paesi partner.

In base al principio fondamentale “più progressi, più aiuti” (“more for more”)"more for more"), l’Unione europea ha continuato a fornire assistenza finanziaria per sostenere le iniziative riformatrici dei paesi partner, mettendo a disposizione ulteriori risorse finanziarie per 1 miliardo di EUR dal bilancio dell’UE per il periodo 2011-2013. Di questo importo, 670 milioni di EUR sono erogati tramite due programmi “ombrello”: 540 milioni di EUR per SPRING nel Mediterraneo meridionale e 130 milioni di EUR per EaPIC nel vicinato orientale. Entrambi i programmi intendono promuovere la trasformazione democratica e il consolidamento istituzionale e stimolare la crescita sostenibile e inclusiva. I fondi a titolo di tali programmi sono stati erogati sulla base di prove evidenti dell’attuazione delle riforme democratiche. La Banca europea per gli investimenti (BEI) e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) hanno inoltre esteso la capacità di prestito nei paesi partner. Per raccogliere finanziamenti da queste e altre istituzioni finanziarie, l’UE ha aumentato le risorse assegnate al Fondo d’investimento per la politica di vicinato, il che consente di garantire un sostegno maggiore per i grandi investimenti e per lo sviluppo del settore privato.

Nell’ambito del vicinato sia orientale che meridionale, l’UE ha continuato tenacemente ad attuare le due tabelle di marcia presentate nell’ambito del pacchetto in materia di politica europea di vicinato 2012. Nel vicinato orientale, l’UE ha rafforzato l’impegno a garantire un esito positivo del vertice di Vilnius che si svolgerà nel novembre prossimo. Nel vicinato meridionale l’Unione ha assunto la copresidenza per la sponda settentrionale dell’Unione per il Mediterraneo e ha adottato una comunicazione che propone iniziative a sostegno dell’integrazione dei paesi del Maghreb.

Nel sostenere i processi di riforma nel vicinato, l’UE ha intensificato la cooperazione con altri portatori di interessi, in particolare tutte le istituzioni dell’UE, il Consiglio d’Europa, l’OSCE, il Forum della società civile del partenariato orientale o la Fondazione Anna Lindh. L’Unione ha moltiplicato le iniziative volte a migliorare il coordinamento con altri donatori internazionali.

La Siria rimane un caso molto specifico tra i paesi del vicinato. L’Unione europea ha sospeso tutte le attività di cooperazione bilaterale con il governo, ma mantiene l’impegno a favore dei cittadini. Ha intrapreso azioni diplomatiche per agevolare una soluzione pacifica del conflitto, sostenendo l’inviato speciale congiunto dell’ONU e della Lega degli Stati arabi, partecipando attivamente alle riunioni del gruppo “Amici della Siria” e fornendo aiuti ai rifugiati e ai paesi limitrofi coinvolti nella crisi.

Per ulteriori informazioni:

Sito internet del commissario europeo per l'Allargamento e la politica europea di vicinato, Štefan Füle:

http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/fule/index_en.htm

Sito internet dell’Alta rappresentante e vicepresidente della Commissione, Catherine Ashton

http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/ashton/index_en.htm

Commissione europea: Politica europea di vicinato

http://ec.europa.eu/world/enp/index_en.htm

http://www.enpi-info.eu

Memo/13/241 Algeria

Memo/13/242 Armenia

Memo/13/243 Azerbaigian

Memo/13/244 Bielorussia

Memo/13/245 Egitto

Memo/13/246 Georgia

Memo/13/247 Israele

Memo/13/248 Giordania

Memo/13/249 Libano

Memo/13/250 Libia

Memo/13/252 Moldova

Memo/13/253 Marocco

Memo/13/254 Territori palestinesi occupati

Memo/13/255 Siria

Memo/13/256 Tunisia

Memo/13/257 Ucraina

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