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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 21 marzo 2013

Il dibattito sul futuro dell’Europa: faccia a faccia tra Viviane Reding e i cittadini greci

Mentre il dibattito sul futuro dell’Europa e sulle conseguenze della crisi economica si fa sempre più animato, la Commissione incontra i cittadini di alcune città dell’UE per conoscere le loro preoccupazioni e aspettative future. Il prossimo 22 marzo la Vicepresidente Viviane Reding sarà in Grecia a Salonicco per un incontro che riunirà oltre 500 cittadini.

Vado a Salonicco per ascoltare la voce dei cittadini greci e avere con loro un dialogo aperto. È ora di smetterla di parlare dei greci e di cominciare a parlare con i greci” ha affermato Viviane Reding, Vicepresidente e Commissaria europea per la Giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza. “La mia sarà una visita amichevole. E da buona amica sarò franca: non ci sono alternative alle riforme dolorose se non vogliamo che il prezzo degli errori dei padri ricada sui figli. La UE sta dando una mano in questo difficile processo.”

Il dibattito di Salonicco si terrà nel principale centro congressi della città, il “Velidio”. La scelta di Salonicco è quanto mai strategica: seconda città greca dopo Atene, Salonicco è uno dei maggiori centri universitari dell’Europa sudorientale e ospita la più vasta popolazione studentesca della Grecia. Gli studenti sono la prossima generazione di dirigenti e il dialogo sarà per loro un’occasione per cominciare ad avere un ruolo nel proprio futuro.

Al cuore del dibattito con la Vicepresidente Reding: la crisi economica e le sue conseguenze sulla vita quotidiana, sui diritti dei cittadini dell’UE e sul futuro dell’Unione. All’incontro, che verrà inaugurato dalla Vicepresidente e dal sindaco di Salonicco Yiannis Boutaris, prenderanno parte anche Chrysoula Paliadeli, Ioannis Tsoukalas e Theodoros Skylakakis, deputati greci del Parlamento europeo.

Il dibattito, trasmesso in diretta in web streaming, è aperto alla partecipazione di tutti i cittadini europei su Twitter al seguente indirizzo @DialogosPoliton utilizzando l’hashtag #EUDeb8.

Contesto

Cosa sono i dialoghi con i cittadini?

Il 2013 è l’Anno europeo dei cittadini, un evento dedicato ai cittadini dell’Unione e ai loro diritti cui la Commissione europea ha dato avvio lo scorso gennaio (IP/13/2). Perché il 2013? Perché nel 2013 ricorre il XX anniversario della cittadinanza dell’Unione, introdotta con il trattato di Maastricht nel 1993, e perché tra un anno, nel 2014, si terranno le elezioni del Parlamento europeo. Lungo tutto il 2013 i membri della Commissione incontreranno i cittadini in una serie di dialoghi con il pubblico organizzati in varie città dell’Unione per conoscerne le aspettative future.

La Vicepresidente Reding ha già incontrato i cittadini europei a Cadice (Spagna), a Graz (Austria), a Berlino (Germania), a Dublino (Irlanda) (IP/13/2) e a Coimbra (Portogallo) (IP/13/129). Altri dibattiti si sono tenuti a Napoli, in presenza del Commissario László Andor, a Göteborg (Svezia) e a Torino, in presenza della Commissaria Cecilia Malmström, e a Roma, in presenza del Commissario Antonio Tajani. Nel corso dell’anno sono previsti numerosi incontri in tutta l’Unione europea durante i quali politici europei, nazionali e locali dialogheranno con cittadini di ogni ceto e provenienza. Tutti i dibattiti sono disponibili sul sito http://ec.europa.eu/european-debate/index_it.htm.

In questi vent’anni di cittadinanza dell’Unione è stato fatto molto: un recente sondaggio UE indica che oggi ben il 63% dei cittadini si sente “europeo”. Una percentuale che in Grecia non supera il 46%, anche se il 63% dei greci dice di sentirsi più vicino ai cittadini degli altri paesi europei per effetto della crisi.

I cittadini dell’Unione fruiscono quotidianamente dei diritti derivanti dalla cittadinanza europea: le norme dell’Unione li tutelano quando acquistano beni in altri Stati membri, la tessera sanitaria europea dà loro accesso a cure mediche ovunque nell’UE e usufruiscono di tariffe roaming meno care, il tutto grazie all’Unione. Ma gli effetti della cittadinanza UE non sono noti a tutti: secondo i sondaggi, per esempio, quasi due greci su tre dicono di non sapere abbastanza sui loro diritti in quanto cittadini UE, mentre sei greci su dieci vorrebbero saperne di più.

Ecco perché la Commissione ha proclamato il 2013 Anno europeo dei cittadini, puntando i riflettori per l’appunto sui cittadini e sui loro diritti. L’evento ha un duplice scopo: il primo è di spiegare cosa significa essere cittadini europei e quali sono i diritti che ne derivano.

L’altro è di ascoltare. Nel 2013 la Vicepresidente Reding e gli altri Commissari, insieme a politici nazionali e locali, terranno incontri aperti al pubblico in tutti gli Stati membri per sapere cosa vogliono i cittadini, cosa ne pensano dei loro diritti e quali progressi vorrebbero veder realizzarsi in Europa nei prossimi dieci anni. L’idea è di dare ai cittadini europei la possibilità di esprimere le loro preoccupazioni e di preparare il terreno per le prossime elezioni.

Perché proprio ora?

Perché oggi lEuropa si trova a un bivio. Il futuro dell’Europa è l’argomento che corre di bocca in bocca: c’è chi parla di unione politica, chi di federazione di Stati-nazione chi di Stati Uniti d’Europa. I prossimi mesi e anni saranno decisivi per definire il volto futuro dell’Unione. Ma è fondamentale che l’integrazione europea vada di pari passo con il rafforzamento della legittimità democratica dell’Unione.

Il dibattito sul futuro dell’Europa ha preso avvio con il discorso sullo stato dell’Unione pronunciato lo scorso settembre dal presidente della Commissione Barroso (SPEECH/12/596). Il 29 novembre 2012 la Commissione ha poi indicato nel Piano per un’Unione più approfondita le mosse per una piena integrazione economica, monetaria, di bilancio e politica, tema successivamente affrontato, il 5 dicembre 2012, dalla relazione congiunta dei presidenti del Consiglio europeo, del Commissione europea, dell’Eurogruppo e della Banca centrale europea. La Commissione e le altre istituzioni lavorano attualmente a una tabella di marcia verso un’Unione politica. È quindi importante che nel dibattito in corso sul futuro dell’UE i cittadini possano dire la loro e i dialoghi siano una piattaforma di discussione dove poter prendere la parola.

Le speranze e le preoccupazioni dei cittadini europei devono essere ascoltate prima delle elezioni del Parlamento europeo del prossimo anno e prima che venga proposta qualsiasi modifica al trattato.

Attualmente oltre la metà degli europei (68%) ritiene che la propria voce non conti niente in Europa. E questo deve cambiare.

A cosa servono i dialoghi?

La voce dei cittadini permetterà alla Commissione di orientarsi e definire la futura riforma dell’UE. I dialoghi servono inoltre a preparare il terreno per le prossime elezioni europee.

Le elezioni del Parlamento europeo del 2014 dovranno essere infatti incentrate su questioni europee e non su problemi di politica interna di questo o quel paese. Occorre una dimensione più propriamente europea: quando va a votare, il cittadino di uno Stato membro deve sapere che non sta votando per un partito politico nazionale ma per una famiglia di partiti europea che segue una data linea politica in Europa.

La Commissione è impegnata al tempo stesso a dare più legittimità democratica a questa consultazione elettorale. All’inizio di marzo ha infatti proposto ai partiti politici di nominare i candidati alla presidenza della Commissione (IP/13/215). La Commissione si augura di assistere a un reale dibattito europeo e a una campagna in cui i partiti politici europei propongano un chiaro programma basato sulla loro visione del futuro dell’Europa.

D’altro canto la Commissione europea lavora a rimuovere gli ostacoli che disattendono le aspettative dei cittadini. La relazione 2010 sulla cittadinanza dell’Unione (IP/10/1390 e MEMO/10/525) individua 25 azioni concrete per eliminare le ultime barriere alla libera circolazione dei cittadini all’interno dell’Unione. Tra queste la campagna di sensibilizzazione pubblica sullo status di cittadino dell’UE, sui diritti che ne derivano e sulle loro implicazioni nel quotidiano.

In questo Anno europeo dei cittadini la Commissione pubblicherà, intorno al 9 maggio, una seconda relazione sulla cittadinanza dell’Unione che, oltre a fare il bilancio delle 25 azioni individuate nel 2010, ne presenterà altre 12 mirate a risolvere i problemi con cui i cittadini UE continuano a scontrarsi. Le questioni emerse dalla consultazione online e dai dibattiti pubblici serviranno a orientare la Commissione nella redazione della nuova relazione e a indirizzarne la politica sulla cittadinanza.

Per ulteriori informazioni

Dialogo di Salonicco:

http://www.citizensdialogue.gr/

Dibattiti con i cittadini sul futuro dell’Europa:

http://ec.europa.eu/european-debate/index_it.htm

Anno europeo dei cittadini:

http://europa.eu/citizens-2013/it/home

Gli europei dicono la loro - i risultati della consultazione sui diritti dei cittadini dell’UE:

http://ec.europa.eu/justice/citizen/files/eu-citizen-brochure_it.pdf

Homepage di Viviane Reding, Vicepresidente e Commissaria per la Giustizia:

http://ec.europa.eu/reding

Hashtag di Twitter per i dibattiti: #EUDeb8

La Vicepresidente su Twitter: @VivianeRedingEU

Contatti:

Mina Andreeva (+32 2 299 13 82)

Natasha Bertaud (+32 2 296 74 56)

ALLEGATO

1. Per i greci l’UE può, meglio di chiunque altro, risolvere la crisi economica e finanziaria

Fonte: EB Standard 78 EL National report

2. I greci sono sulla stessa lunghezza d’onda degli altri cittadini del resto dell’Europa per quanto riguarda il riconoscimento dei risultati positivi dell’UE

Fonte: EB Standard 78 EL National report

3. Meno della metà dei greci si considerano cittadini dell’UE

Fonte: EB Standard 78 EL National report

4. Meno di quattro greci su dieci si ritengono informati sui diritti della cittadinanza UE

Fonte: FL 365 "EU Citizenship" p22 (lavoro sul campo nov. 2012/pub.: feb 2013)

5. I cittadini greci sono tra i meno informati sull’UE

Fonte: Eurobarometer Standard 78 National report


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