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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 14 marzo 2013

Stop al marketing fraudolento: intervento della Commissione europea per un maggior rispetto delle norme contro le pratiche commerciali sleali

Bruxelles, 14 marzo 2013 – La Commissione europea ha illustrato oggi una serie di interventi contro le pratiche commerciali aggressive nell’Unione europea, come le offerte falsamente “gratuite”, la pubblicità propagandistica per prodotti che non possono essere venduti o le sollecitazioni all’acquisto dirette ai minori. La Commissione ha esaminato, a cinque anni dall’entrata in vigore, l’applicazione della direttiva sulle pratiche commerciali sleali e ha annunciato l’intenzione di potenziare il rispetto della normativa per accrescere la fiducia dei cittadini che fanno acquisti nel mercato interno europeo.

Questa iniziativa fa parte dell’azione della Commissione volta a creare un clima di fiducia nel quadro dell’agenda europea dei consumatori (IP/12/491). Acquistando online nei paesi dell’UE si ha una scelta di prodotti 16 volte più ampia, ma il 60% dei consumatori non approfitta di questa possibilità e, di conseguenza, non trae vantaggio dalla varietà di scelta e dalle differenze di prezzo esistenti nel mercato unico. Rafforzare la fiducia dei consumatori garantendo con maggior efficacia il rispetto delle norme può dare un forte impulso alla crescita economica in Europa. I sondaggi rivelano infatti che, rispetto al 2006 quando la direttiva non era ancora stata recepita negli Stati membri, sono aumentati i consumatori interessati ad effettuare acquisti transfrontalieri e disposti a spendere più denaro oltre frontiera.

Le spese per i consumi rappresentano il 56% del PIL dell’Unione europea, ma la mancanza di fiducia dei consumatori negli acquisti oltrefrontiera nell’UE è segno che non stiamo ancora sfruttando appieno il potenziale del mercato unico”, ha dichiarato Viviane Reding, Vicepresidente e Commissaria europea per la Giustizia. “Le norme vigenti a tutela dei consumatori sono ben strutturate, ma occorre far sì che siano meglio applicate, specie nei casi transfrontalieri. Dev’esserci “tolleranza zero” per i professionisti disonesti in modo che i consumatori sappiano esattamente cosa acquistano e non vengano ingannati. Questo vuol dire adottare un approccio coerente verso l’applicazione dello stesso insieme di norme”.

Grazie alla direttiva sulle pratiche commerciali sleali, i garanti nazionali della tutela dei consumatori hanno potuto tenere a freno una vasta gamma di pratiche commerciali sleali, comprese le informazioni menzognere fornite ai consumatori o l’utilizzo di tecniche aggressive per influenzarne le scelte. Sostituendo 27 regimi nazionali con un unico insieme di norme, la direttiva ha semplificato le regole in materia di pratiche commerciali sleali, rendendo più facile per i consumatori conoscere i loro diritti, a prescindere dal luogo nell’UE in cui fanno acquisti. Tuttavia, tanto i consumatori quanto i professionisti hanno ancora difficoltà a sapere come verranno applicate queste norme dalle varie autorità nazionali competenti.

Nel 2010 quattro consumatori online su cinque nell’UE (l’81%) hanno usato un sito di confronto dei prezzi. Questi strumenti, però, possono servire a rafforzare la fiducia del consumatore solo se forniscono informazioni in modo chiaro e accurato, cosa che non sempre oggi si verifica. Vari portatori d’interessi hanno segnalato problemi riguardo ai siti di confronto dei prezzi, specie in termini di trasparenza e completezza dell’informazione fornita.

Per di più, problemi ricorrenti o pratiche commerciali nuove, come quelle poste in essere nell’ambiente digitale, spesso hanno una dimensione transnazionale e pongono questioni comuni alle autorità nazionali; ciò richiede un approccio più coerente verso l’applicazione.

Ne è un esempio l’ammenda irrogata da un’autorità nazionale ad un’impresa leader del mercato degli apparecchi elettronici per aver offerto a pagamento una garanzia di due anni sui propri prodotti, nonostante i consumatori avessero già diritto a questo servizio gratuitamente ai sensi del diritto dell’Unione. Poiché problemi simili erano già stati riscontrati in altri Stati membri, la Vicepresidente Viviane Reding ha scritto a tutti i ministri degli Stati membri dell’UE responsabili della tutela dei consumatori per attirare la loro attenzione sulla questione e verificare quanto sia stato fatto per garantire il rispetto delle norme a livello nazionale. Dalle risposte ricevute è emersa una mancanza di coerenza nell’interpretare e far rispettare la direttiva da parte delle autorità nazionali.

La Commissione intende quindi svolgere un ruolo più incisivo nel rafforzare la cooperazione tra autorità nazionali responsabili dell’applicazione della normativa, attraverso:

  • una maggior efficienza della rete di cooperazione per la protezione dei consumatori e la promozione delle indagini a tappeto (“sweeps”);

  • il supporto agli Stati membri nell’applicazione efficace della direttiva per mezzo di orientamenti e scambi di buone prassi;

  • l’elaborazione di indicatori del rispetto delle norme, per identificare le carenze e i punti deboli che richiedono ulteriori interventi di indagine e/o correttivi;

  • l’organizzazione di seminari tematici periodici tra autorità nazionali responsabili dell’applicazione e di formazioni per tali autorità e per i magistrati.

I principali mercati in cui i consumatori continuano a perdere denaro e in cui serve agire di più sono stati identificati nei servizi turistici e di trasporto, nel digitale, nei servizi finanziari e nei beni immobili. Inoltre, le autorità responsabili del rispetto della normativa devono verificare più attentamente le “asserzioni ambientali” ed “ecologiche”, spesso usate dai rivenditori in modo vago e non sempre in maniera responsabile.

Contesto

Adottata nel 2005, la direttiva 2005/29/CE sulle pratiche commerciali sleali stabilisce norme armonizzate per contrastare le pratiche commerciali sleali e garantisce che i consumatori non siano tratti in inganno o sottoposti ad un marketing aggressivo e che le qualità vantate dai professionisti nell’Unione siano chiare, accurate e comprovate, permettendo in tal modo ai consumatori di fare scelte informate ed appropriate. La direttiva si prefigge anche di garantire, promuovere e tutelare la concorrenza leale nel settore delle pratiche commerciali. Il suo campo di applicazione è ampio e comprende tutti i settori economici.

Norme specifiche vietano lo sfruttamento di consumatori vulnerabili, come i minori, mentre nella “lista nera” sono elencate le pratiche - come la pubblicità propagandistica (“bait advertising”) o le offerte falsamente gratuite - che sono vietate in qualunque circostanza.

Come indicato dagli Stati membri e dai portatori d’interessi nella relazione pubblicata oggi, la mancanza di risorse, la complessità delle procedure interne e l’assenza di sanzioni deterrenti rischiano di pregiudicare l’applicazione corretta della normativa.

Il vertice europeo dei consumatori del 18-19 marzo 2013, organizzato dalla Commissione, sarà l’occasione per discutere con tutti gli interessati soluzioni concrete per migliorare il rispetto dei diritti dei consumatori, a livello nazionale e transnazionale, e per sondare in che modo si possa rispondere in modo efficace nei casi di importanza europea all’interno del mercato unico.

Per ulteriori informazioni, si veda:

Comunicati stampa – pratiche sleali verso i consumatori

http://ec.europa.eu/justice/newsroom/consumer-marketing/news/130314_en.htm  

Comunicazione “Raggiungere un livello elevato di tutela dei consumatori - Rafforzare la fiducia nel mercato interno”

http://ec.europa.eu/justice/consumer-marketing/files/ucpd_communication_en.pdf

Relazione sull’applicazione della direttiva 2005/29/CE sulle pratiche commerciali sleali

http://ec.europa.eu/justice/consumer-marketing/files/ucpd_report_en.pdf

Studio sull’applicazione della direttiva 2005/29/CE ai settori dei servizi finanziari e dei beni immobili

http://ec.europa.eu/justice/newsroom/consumer-marketing/news/130108_en.htm

Normativa dell’Unione in materia di pratiche commerciali sleali

http://ec.europa.eu/justice/consumer-marketing/unfair-trade/index_en.htm

Homepage della Vicepresidente Viviane Reding, Commissaria dell’UE per la Giustizia

http://ec.europa.eu/reding

Contatti:

Mina Andreeva (+32 2 299 13 82)

Natasha Bertaud (+32 2 296 74 56)


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