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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 20 febbraio 2013

Dibattito sul futuro dell'Europa: faccia a faccia della Vicepresidente Reding con i cittadini a Coimbra (Portogallo)

In un momento in cui il dibattito sul futuro dell'Europa si fa animato, la Commissione europea si rivolge direttamente ai cittadini di varie città europee per chiedere la loro opinione. Il 22 febbraio 2013 la Vicepresidente Viviane Reding sarà a Coimbra, in Portogallo, dove terrà un incontro con oltre 200 cittadini che verterà sulle loro aspettative. Il dibattito sarà materia per la prossima relazione sulla cittadinanza, prevista nel corso del 2013, e accompagnerà i lavori sulle proposte di modifica del trattato che la Commissione intende presentare per creare le condizioni per un'Unione europea più forte nel futuro.

I prossimi mesi e anni saranno decisivi per l'orientamento che si vuole dare al futuro dell'Unione europea, tema al centro di un dibattito che dal settembre scorso, quando il presidente della Commissione Barroso ha pronunicato il discorso sullo stato dell'Unione (SPEECH/12/596), è ormai entrato nel vivo. Alla fine dello scorso anno la Commissione ha presentato un piano per lo sviluppo dell'Unione economica e monetaria (cfr. IP/12/1272), cui ha fatto seguito la relazione dei quattro presidenti, ad opera dei presidenti di Consiglio, Commissione, Eurogruppo e BCE. Prima delle elezioni europee del 2014 la Commissione presenterà le sue proposte intese a realizzare l'unione politica.

Si offre qui ai cittadini portoghesi la straordinaria possibilità di esprimere direttamente ai politici europei i timori e i sogni che essi nutrono circa il futuro dell'Unione europea e, con essa, del loro paese. È questo un nuovo modo di concepire le politiche: coinvolgendo i cittadini prima di prendere le decisioni che incideranno direttamente sulla loro vita di tutti i giorni”, ha dichiarato la Vicepresidente Viviane Reding. “La legittimità democratica è fondamentale per qualsiasi agenda politica ambiziosa. Sono qui per sentire dai cittadini portoghesi in che modo, a loro avviso, possiamo imparare dagli errori passati e cosa possiamo fare meglio in futuro. La possibilità di intrattenere un tale scambio aperto di vedute è ancor più importante in un paese, come il Portogallo, in cui i cittadini hanno fatto enormi sacrifici per non far pagare alle generazioni future gli errori commessi da quelle passate. Gli sforzi compiuti dai paesi per portare avanti le riforme stanno dando i loro frutti e mi rinfranca vedere una nuova ventata di ottimismo in Europa. Restano però varie sfide da affrontare, perciò non dobbiamo troppo abbandonarci all'ottimismo. La Commissione sosterrà il Portogallo nelle ulteriori riforme che lo attendono. Per quanto riguarda la direzione generale di cui sono responsabile, ho inviato alcuni esperti del dipartimento Giustizia che aiuteranno le autorità portoghesi a riformare in profondità il settore della giustizia, il che ridarà fiducia agli investitori e avrà quindi un impatto positivo sul contesto imprenditoriale.”

In gennaio la Commissione europea ha inaugurato l'Anno europeo dei cittadini (IP/13/2): dedicato ai cittadini e ai loro diritti, oltre a segnare il 20° anniversario della cittadinanza dell'Unione, introdotta dal trattato di Maastricht nel 1993, è l'anno che precede quello in cui si terranno le elezioni per il Parlamento europeo. Per tutto quest'anno i membri della Commissione dialogheranno con i cittadini, sondando e discutendo le loro aspettative per il futuro nell'ambito di incontri pubblici organizzati in varie città dell'Unione europea.

A ospitare il dibattito a Coimbra sarà la storica università, una delle più antiche e prestigiose d'Europa, che per l'occasione aprirà le porte della sua rinomata Sala dos Capelos, per tradizione riservata esclusivamente al rettore e alle cerimonie di laurea honoris causa.

Al centro del dibattito vi sarà la crisi economica e le sue ripercussioni sulla vita quotidiana, i diritti dei cittadini e il futuro dell'Unione. Saranno presenti anche gli eurodeputati portoghesi Regina Bastos e Vital Moreira, nonché il deputato del parlamento lussemburghese Félix Braz. Vi sarà un collegamento video con Esch-sur-Alzette, città lussemburghese, con un'importante fetta di popolazione portoghese, gemellata con Coimbra. A fare gli onori di casa sarà la sindaca di Esch-sur-Alzette, Lydia Mutsch.

Il dibattito può essere seguito in diretta in streaming e da tutt'Europa i cittadini possono anche partecipare via Twitter (hasgtags: #DCCoimbra oppure #EUDeb8).

Contesto

Dialoghi con i cittadini: di cosa si tratta?

Molti passi sono stati fatti nei vent'anni intercorsi dall'introduzione della cittadinanza dell'Unione: da una recente indagine UE risulta che attualmente il 63% dei cittadini si sente “europeo” (in Portogallo il 59%).

In tutta l'UE i cittadini fruiscono quotidianamente dei loro diritti: sono più tutelati quando fanno acquisti transfrontalieri, hanno cure garantite in altri Stati membri dell'UE presentando la tessera sanitaria europea e pagano tariffe di roaming meno care, tutto ciò grazie alla legislazione europea. Ma non sempre lo sanno: l'indagine evidenzia che poco più di un terzo dei cittadini UE (36%) ritiene di essere ben informato sui propri diritti in quanto cittadino UE (in Portogallo il 32%).

Ecco perché la Commissione ha deciso di proclamare il 2013 Anno europeo dei cittadini, dedicandolo ai cittadini e ai loro diritti. Con un duplice scopo: da un lato spiegare cosa significa essere cittadini europei e quali sono i diritti legati a questa condizione; e dall'altro ascoltare.

Nel corso dell'anno la Vicepresidente Reding e gli altri Commissari UE, insieme a politici nazionali e locali, terranno incontri pubblici in tutti gli Stati membri, per ascoltare le opinioni dei cittadini e rispondere alle loro domande.

Si tratterà di occasioni in cui i cittadini potranno dialogare direttamente con i politici europei, esprimendo le loro aspettative, i loro pareri in fatto di diritti e la direzione in cui vorrebbero vedere andare l'Unione nei prossimi dieci anni. I cittadini europei devono poter dar voce alle loro preoccupazioni e preparare il terreno per le prossime elezioni.

La Vicepresidente Reding ha già tenuto questo genere di incontri a Cadice (Spagna), con la sindaca Teófila Martínez Saíz e l'eurodeputata Teresa Jimenez-Becerril, a Graz (Austria), con il vicecancelliere austriaco Michael Spindelegger, a Berlino (Germania), con l'eurodeputata socialdemocratica Dagmar Roth-Behrendt, e a Dublino (Irlanda), con Lucinda Creighton, ministra irlandese per gli affari europei. Altri dibattiti sono stati tenuti a Napoli (Italia) dal Commissario László Andor e a Göteborg (Svezia) dalla Commissaria Cecilia Malmström, la quale sarà a Torino (Italia) il 21 febbraio. Molti altri se ne terranno nel corso del 2013 in tutta l'Unione europea e vedranno impegnati i politici europei, nazionali e locali in un dialogo con cittadini di ogni ceto e provenienza. È possibile seguire i dibattiti sul sito http://ec.europa.eu/european-debate/index_it.htm.

Perché la Commissione ha lanciato questa iniziativa proprio ora?

Perché l'Europa si trova ad una svolta. Non si fa che parlare del futuro dell'Europa: c'è chi si dice a favore di una maggiore unione politica, chi di una federazione di Stati-nazione, altri invocano gli Stati Uniti d'Europa. Per la Commissione è fondamentale che i cittadini europei dicano la loro in questo dibattito e che si facciano decisori del loro futuro, e ciò prima delle elezioni del 2014 per il Parlamento europeo e prima che sia proposta qualsiasi modifica del trattato.

Oltre la metà degli europei (68%) pensa che la propria voce non conti in Europa. Questa percezione deve mutare.

12 000 cittadini hanno preso parte ad una delle più grandi consultazioni pubbliche online sui diritti dei cittadini e sul futuro dell'Unione europea (IP/12/461). Tra i partecipanti che hanno descritto con parole proprie come vorrebbero che l'Unione evolvesse nell'immediato futuro e come vorrebbero che fosse nel 2020, un terzo (31%) ha dichiarato di prefigurasi l'UE come un'unione politica (cfr. allegato).

Queste le parole della Vicepresidente Reding in proposito: “Dobbiamo costruire la casa europea insieme ai cittadini, e non pretendere di costruirla senza prima chiedere loro se vogliono viverci dentro. Se vogliamo costruire un'Unione più forte e a maggiore valenza politica abbiamo bisogno del loro coinvolgimento. I cittadini europei devono poter dar voce alle proprie preoccupazioni e preparare il terreno per le prossime elezioni europee."

In cosa sfoceranno i dialoghi?

Uno degli obiettivi principali dei dialoghi è preparare il terreno per le elezioni europee del 2014.

Gli interventi dei cittadini nel corso dei dialoghi aiuteranno la Commissione ad orientarsi nel tracciare la futura riforma dell'UE. Il 29 novembre 2012 la Commissione ha già delineato un piano per una piena integrazione economica, monetaria, di bilancio e politica, e i presidenti di Consiglio europeo, Commissione europea, Eurogruppo e Banca centrale europea hanno pubblicato, il 5 dicembre 2012, una relazione comune. La Commissione e le altre istituzioni stanno lavorando a una tabella di marcia verso un'unione politica. I cittadini devono poter dire la loro nel dibattito sul futuro dell'Unione europea e i dialoghi saranno un modo per dare loro la parola e una piattaforma di discussione.

La Commissione europea sta nel frattempo lavorando anche per sopprimere gli ostacoli che frustrano le attese dei cittadini. La relazione 2010 sulla cittadinanza dell'Unione (cfr. IP/10/1390 e MEMO/10/525) ha indicato 25 azioni concrete da intraprendere per eliminare gli ultimi ostacoli che continuano ad impedire ai cittadini dell'UE di fruire appieno del diritto alla libera circolazione nell'UE. Una di queste azioni è volta a sensibilizzare maggiormente le persone sul proprio status di cittadini UE, sui propri diritti e su come questi diritti si traducono nella vita quotidiana.

Durante l'Anno europeo dei cittadini, intorno al 9 maggio 2013, la Commissione pubblicherà una seconda relazione sulla cittadinanza dell'Unione, che, oltre a fare un bilancio delle 25 azioni indicate nel 2010, ne presenterà altre 12, mirate a risolvere i restanti problemi che i cittadini UE continuano a dover affrontare. Le questioni emerse nella consultazione pubblica online e nel corso dei dialoghi figureranno in questa relazione e serviranno a tracciare la politica della Commissione in materia di cittadinanza.

Per ulteriori informazioni

Ulteriori informazioni sul dialogo di Coimbra sono reperibili nei seguenti siti:

http://www.dialogo-cidadaos.pt/

https://www.facebook.com/DialogoCidadaos?fref=ts

Dibattiti con i cittadini sul futuro dell'Europa:

http://ec.europa.eu/european-debate/index_it.htm

Anno europeo dei cittadini:

http://europa.eu/citizens-2013/it/home

La parola ai cittadini europei: esito della consultazione sui diritti dei cittadini dell'UE:

http://ec.europa.eu/justice/citizen/files/eu-citizen-brochure_it.pdf

Homepage di Viviane Reding, Vicepresidente e Commissaria per la Giustizia:

http://ec.europa.eu/reding

La Vicepresidente su Twitter: @VivianeRedingEU

Contatti :

Mina Andreeva (+32 2 299 13 82)

Natasha Bertaud (+32 2 296 74 56)

ALLEGATO

1. L'UE vista come il soggetto più efficace per intervenire contro la crisi

2. La maggioranza dei cittadini si sente “europea” e conosce il concetto di “cittadinanza dell'Unione”

3. Come i cittadini dell'UE percepiscono il livello d'informazione circa i loro diritti

4. Come i cittadini dell'UE vorrebbero che l'Unione si sviluppasse nell'immediato futuro e come vorrebbero che fosse nel 2020

Fonte: http://ec.europa.eu/justice/citizen/files/eu-citizen-brochure_it.pdf


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