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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 18 dicembre 2013

Trasporto marittimo: si registrano progressi in materia di sicurezza, ma alcuni Stati di bandiera dell’UE potrebbero fare meglio

Secondo una relazione della Commissione europea sul rispetto degli obblighi dello Stato di bandiera1, alcuni Stati membri dell’UE hanno difficoltà a rispettare l’impegno di ratificare le convenzioni marittime internazionali.

Siim Kallas, Vicepresidente e Commissario europeo per i trasporti, ha dichiarato: “Mi rincuora sapere che la maggior parte degli Stati membri costieri ottempera con serietà ai propri obblighi di Stato di bandiera. Tuttavia, mi preme particolarmente che, per la nostra gente di mare, ogni Stato membro, in qualità di Stato di bandiera, ratifichi e attui le norme comuni in materia di condizioni di vita e di lavoro a bordo stabilite dalla convenzione internazionale sul lavoro marittimo del 2006, soprattutto perché esse sono state concordate tra le parti sociali a livello europeo e applicate di recente attraverso il diritto dell’Unione”.

Le attuali norme dell’UE2 promuovono la sicurezza marittima e fissano un livello elevato per gli Stati di bandiera dell’UE, obbligandoli a sottoporsi a una revisione inter pares della propria amministrazione marittima e a elaborare e attuare un sistema di gestione della qualità certificato per le proprie operazioni. Il Portogallo, l’Irlanda e tutti gli Stati di bandiera senza sbocco sul mare, ad eccezione del Lussemburgo, non hanno rispettato tale obbligo.

Nonostante i buoni progressi per molti Stati di bandiera dell’UE, la Bulgaria e la Slovacchia restano sulla lista grigia degli Stati di bandiera per quanto riguarda il numero delle navi sottoposte a fermo o il numero di anomalie riscontrate a bordo nelle verifiche durante la sosta in porto. Ciò significa che le navi battenti bandiera di questi due paesi non figurano ancora nella categoria a basso rischio (“lista bianca”) e che pertanto devono essere controllate più spesso.

Gli Stati membri dovrebbero moltiplicare gli sforzi intesi a ratificare e applicare la convenzione sul lavoro marittimo per quanto riguarda le condizioni di vita e di lavoro della gente di mare e le norme recentemente approvate dall’UE3 sulla conformità alla convenzione e sulla sua applicazione.

Conformità

Secondo l’attuale legislazione dell’UE sul rispetto degli obblighi dello Stato di bandiera, agli Stati membri dell’UE viene richiesto di sottoporsi al sistema volontario di verifica dell’Organizzazione marittima internazionale istituito nel 2006, ovvero a una revisione inter pares da parte degli esperti di altri Stati di bandiera. Finora il Portogallo e gli Stati di bandiera dell’UE senza sbocco sul mare Austria, Repubblica ceca, Ungheria e Slovacchia non hanno richiesto tale verifica. Analogamente, un ulteriore controllo indipendente della qualità sui sistemi e le procedure dello Stato di bandiera dell’UE è rappresentato da un sistema certificato di gestione della qualità che avrebbe dovuto essere realizzato entro il 17 giugno 2012. Il Portogallo e l’Irlanda — insieme agli Stati di bandiera dell’UE senza sbocco sul mare Austria, Repubblica ceca, Ungheria e Slovacchia — devono ancora avviare questo processo, mentre altri quattro Stati di bandiera dell’UE (Cipro, Malta, Paesi Bassi e Slovenia) hanno comunicato che disporranno di un sistema di questo tipo entro la fine del 2013.

La lista nera, grigia e bianca del protocollo d’intesa di Parigi

Il segretariato del protocollo d’intesa di Parigi (PMOU) sul controllo da parte dello Stato di approdo 4 pubblica una relazione annuale in cui indica gli Stati di bandiera che figurano nella lista nera, grigia o bianca, a seconda dei tassi di fermi e di anomalie riscontrati per le navi che battono la loro bandiera. Negli ultimi quattro anni, dei sette Stati di bandiera dell’UE figuranti in origine nella lista nera o grigia (Austria, Lituania, Lettonia, Polonia e Slovacchia, oltre a Bulgaria e Romania), solo due (Bulgaria e Slovacchia) permangono sulla lista grigia. La direttiva 2009/21/CE impone agli Stati figuranti nella lista grigia/nera di individuare i motivi per cui figurano in tale lista e di adottare misure correttive per porre rimedio alla situazione. In breve tempo sono stati compiuti progressi notevoli e ora sei dei primi dieci Stati di bandiera che figurano nella lista bianca sono Stati membri dell’UE.

Convenzioni internazionali

Nel dicembre 2008, tutti gli Stati membri dell’UE si sono impegnati a ratificare diverse convenzioni internazionali entro il 1º gennaio 2013. Sebbene siano stati compiuti alcuni progressi, la maggior parte di essi deve ancora ratificare le convenzioni adottate dal 2007 in poi, ad esempio la convenzione di Nairobi sulla rimozione dei relitti del 2007. Solo 14 Stati membri 5 hanno ratificato la convenzione sul lavoro marittimo del 2006 relativa alle condizioni di vita e di lavoro della gente di mare. Per garantire l’adeguata attuazione di questa importante convenzione, l’UE ha appena adottato norme ai fini della conformità alla convenzione. Urge pertanto ratificare lo strumento giuridico di base.

Prossime tappe

La Commissione esaminerà ulteriori misure per garantire che gli Stati membri dell’UE ottemperino con efficacia e coerenza ai propri obblighi di Stati di bandiera, comprese le eventuali procedure d’infrazione.

Per ulteriori informazioni

Progressi marittimi dell’UE

Contatti

Helen Kearns (+32 2 298 76 38)

Dale Kidd (+32 2 295 74 61)

1 :

http://ec.europa.eu/transport/modes/maritime/safety/actions_en.htm (Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sull’applicazione della direttiva 2009/21/CE relativa al rispetto degli obblighi dello Stato di bandiera, adottata il 18.12.2013)

2 :

Direttiva 2009/21/CE relativa al rispetto degli obblighi dello Stato di bandiera, GU L 131 del 28.5.2009, pag. 132.

3 :

Direttiva 2013/54/CE relativa a talune responsabilità dello Stato di bandiera ai fini della conformità alla convenzione sul lavoro marittimo del 2006, GU L 329 del 10.12.2013, pag. 1.

4 :

Protocollo d’intesa di Parigi sul controllo da parte dello Stato di approdo, che comprende tutti gli Stati membri dell’Unione europea, la Federazione russa e il Canada.

5 :

Bulgaria, Croazia, Cipro, Danimarca, Finlandia, Francia, Grecia, Lettonia, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Svezia (dati al 4 luglio 2013).


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