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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 14 febbraio 2013

Imposta sulle transazioni finanziarie, avviata una cooperazione rafforzata: la Commissione espone i dettagli

I dettagli dell’imposta sulle transazioni finanziarie (ITF) da introdurre nel quadro di una cooperazione rafforzata sono stati precisati in una proposta adottata oggi dalla Commissione. Come richiesto dagli 11 Stati membri1 che procederanno con l’applicazione di tale imposta, il testo della direttiva rispecchia il campo di applicazione e gli obiettivi della proposta originaria presentata dalla Commissione nel settembre 2011 (IP/11/1085). È mantenuto l’approccio di assoggettare tutte le transazioni per le quali esista un collegamento con la zona di applicazione della ITF (“zona ITF"), così come sono mantenute le aliquote dello 0,1% per le azioni e obbligazioni e dello 0,01% per i derivati.

Una volta applicata dagli 11 Stati membri, questa imposta sulle transazioni finanziarie dovrebbe produrre entrate di 30-35 miliardi di euro l’anno.

Nell’odierna proposta vi sono alcune modifiche limitate rispetto alla proposta originaria, dovute al fatto che l’imposta sarà attuata su una scala geografica ridotta rispetto a quanto inizialmente previsto. Questi cambiamenti sono intesi soprattutto a garantire chiarezza giuridica e a rafforzare le disposizioni anti-elusione e anti-abusi.

Algirdas Šemeta, commissario responsabile per la fiscalità, ha affermato: "Con la proposta odierna, tutto è pronto perché un’imposta comune sulle transazioni finanziarie possa essere introdotta nell’UE. Sul tavolo vi è un’imposta senza dubbio equa e tecnicamente solida, che consentirà di rafforzare il mercato unico e contenere le negoziazioni irresponsabili. Undici Stati membri hanno sollecitato questa proposta, in modo da poter procedere con l’introduzione della ITF mediante una cooperazione rafforzata. Ora invito questi stessi Stati membri ad andare avanti con ambizione: li esorto a decidere e concludere, in modo da dar vita alla prima ITF regionale del mondo.”

La proposta odierna segue l’accordo raggiunto il mese scorso dai ministri delle finanze dell’UE per consentire agli 11 Stati membri di procedere all’introduzione di una ITF nel quadro di una cooperazione rafforzata (IP/12/1138).

La ITF ha tre obiettivi principali. In primo luogo, rafforzerà il mercato unico riducendo il numero di impostazioni nazionali divergenti in materia di tassazione delle transazioni finanziarie. In secondo luogo, garantirà che il settore finanziario fornisca un contributo giusto e cospicuo alle entrate pubbliche. Infine, la ITF sosterrà le misure regolamentari incoraggiando il settore finanziario ad impegnarsi in attività più responsabili, orientate verso l’economia reale.

Come nella proposta originaria, le aliquote sono basse, la base imponibile è ampia e sono previste reti di sicurezza contro il trasferimento delle attività del settore finanziario. Sempre come nella precedente proposta, si applicherà il "principio di residenza". Ciò significa che l’imposta sarà dovuta se una delle parti della transazione è stabilita in uno Stato membro partecipante, indipendentemente dal luogo in cui l’operazione ha luogo. Ciò vale sia se un ente finanziario coinvolto nell’operazione è esso stesso stabilito nella zona ITF, sia se tale ente agisce per conto di una parte stabilita in tale zona.

Come ulteriore salvaguardia contro l’elusione dell’imposta, la proposta odierna aggiunge anche il “principio di emissione”. In base a tale principio gli strumenti finanziari emessi negli 11 Stati membri saranno tassati quando sono negoziati, anche se quanti li negoziano non sono stabiliti nella zona ITF. Inoltre, sono ora incluse disposizioni esplicite in materia di prevenzione degli abusi.

Come nella proposta originaria, al fine di proteggere l’economia reale la ITF non si applicherà alle attività finanziarie quotidiane dei cittadini e delle imprese (ad esempio a prestiti, pagamenti, assicurazioni, depositi ecc.). Né si applicherà alle tradizionali attività bancarie d’investimento nel quadro della raccolta di capitali o alle operazioni finanziarie effettuate nell’ambito di ristrutturazioni.

La proposta esclude inoltre le attività di rifinanziamento, la politica monetaria e la gestione del debito pubblico. Pertanto, le operazioni effettuate con le banche centrali e la BCE, con la European Financial Stability Facility e con il meccanismo europeo di stabilità, e le operazioni con l’Unione europea sono esonerate dall’imposta.

Prossime tappe

La direttiva proposta sarà ora discussa dagli Stati membri, in vista della sua attuazione nel quadro di una cooperazione rafforzata. Tutti i 27 Stati membri possono partecipare ai dibattiti in merito. Tuttavia, solo gli Stati membri che partecipano alla cooperazione rafforzata disporranno di un voto e devono decidere all’unanimità prima che l'attuazione sia possibile. Anche il Parlamento europeo verrà consultato.

Contesto

Nel settembre 2011, la Commissione ha presentato una proposta concernente un sistema comune di imposta sulle transazioni finanziarie, con l’obiettivo di assicurare un approccio coerente alla tassazione di questo settore nel mercato unico, assicurando un giusto contributo da parte del settore finanziario alle finanze pubbliche e facendo sì che le negoziazioni nel settore finanziario contribuiscano maggiormente a efficienza e welfare.

Dopo intensi dibattiti in materia, le riunioni ECOFIN dell’estate 2012 sono giunte ad un consenso sul fatto che fosse impossibile raggiungere l'unanimità dei 27 Stati membri entro un periodo di tempo ragionevole. Ciononostante, una serie di Stati membri ha espresso la forte volontà di andare avanti con l’introduzione della ITF. Pertanto, nell’autunno 2012, 11 Stati membri hanno scritto alla Commissione chiedendo ufficialmente l’autorizzazione a procedere a una cooperazione rafforzata sull'imposta sulle transazioni finanziarie in base alla proposta presentata dalla Commissione nel 2011.

La Commissione ha valutato attentamente tale richiesta a fronte dei criteri per una cooperazione rafforzata previsti nei trattati. In particolare, è stato stabilito che una cooperazione rafforzata sulla ITF non avrebbe avuto un impatto negativo sul mercato interno o su obblighi, diritti e competenze degli Stati membri non partecipanti. Sulla base di tale valutazione, nell’ottobre 2012 la Commissione ha proposto una decisione che autorizza una cooperazione rafforzata sulla ITF. Tale decisione ha ottenuto il sostegno del Parlamento europeo in dicembre e l’approvazione dei ministri delle finanze europei al Consiglio ECOFIN nel gennaio 2013.

Ottenuto il via libera per la cooperazione rafforzata, oggi la Commissione ha potuto procedere con la presentazione della proposta dettagliata sulla ITF da applicarsi negli 11 Stati membri.

Per ulteriori informazioni cfr. anche MEMO/13/98

http://ec.europa.eu/taxation_customs/taxation/other_taxes/financial_sector/index_en.htm

Per il sito web del commissario Šemeta, cfr.:

http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/semeta/index_en.htm

Contatti

Emer Traynor (+32 2 292 15 48)

Natasja Bohez Rubiano (+32 2 296 64 70)

1 :

Francia, Germania, Belgio, Austria, Slovenia, Portogallo, Grecia, Slovacchia, Italia, Spagna, Estonia


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