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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 20 novembre 2013

Infrangere il soffitto di cristallo: il Parlamento europeo sostiene la proposta della Commissione relativa alla presenza delle donne ai vertici delle aziende

Oggi il Parlamento europeo ha deciso a stragrande maggioranza (con 459 favorevoli, 148 contrari e 81 astenuti) di sostenere la proposta legislativa dalla Commissione europea per migliorare l'equilibrio tra uomini e donne nei consigli di amministrazione delle imprese europee. La proposta della Commissione ha dunque già ottenuto l'approvazione dei membri del Parlamento europeo e quindi di uno dei due colegislatori dell'Unione europea. Ora tocca agli Stati membri in sede di Consiglio raggiungere un accordo, tra loro e con il Parlamento europeo, sul progetto al fine di includere la direttiva nel corpus legislativo dell'Unione europea. La votazione della plenaria fa seguito all'approvazione dell'iniziativa della Commissione da parte di due importanti commissioni parlamentari, la commissione giuridica (JURI) e la commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (FEMM), in data 14 ottobre 2013 (IP/13/943). I dati più recenti confermano che, grazie alla determinazione dell'intervento della Commissione in questo settore, la quota di donne nei consigli di amministrazione in tutta la UE è aumentata negli ultimi tre anni e ha raggiunto ora il 16,6% contro il 15,8% dell'ottobre 2012 (si veda l'allegato 1 e il MEMO/13/882).

"Il voto del Parlamento europeo di oggi segna un momento storico per la parità tra i sessi in Europa," ha dichiarato la Vicepresidente Viviane Reding, commissaria per la giustizia dell'UE. "Il Parlamento europeo, eletto direttamente dai cittadini, ha fatto sentire la sua voce, forte e chiara: l'Europa ha bisogno di regole forti per combattere lo squilibrio tra uomini e donne nei consigli di amministrazione delle imprese. Vorrei ringraziare i relatori Rodi Kratsa-Tsagaropoulou e Evelyn Regner per il difficile lavoro realizzato e per il loro impegno nel sostenere la proposta della Commissione. Il Parlamento ha provocato le prime incrinature nel soffitto di cristallo che continua a escludere le donne dalle alte posizioni di responsabilità. Il Consiglio dei Ministri, la seconda Camera dell'Unione europea, deve ora raccogliere la sfida e lavorare celermente a questo progetto legislativo volto a dare il giusto valore alla qualificazione e al merito."

Che cosa significa il voto del Parlamento europeo di oggi? Ecco i punti principali, scaturiti sulla base dei principi fondanti della proposta della Commissione:

  • il voto ratifica l'approccio della Commissione incentrato su una procedura di selezione trasparente e corretta (una cosiddetta "quota procedurale") piuttosto che sull'introduzione di una quota quantitativa fissa;

  • le piccole e medie imprese rimangono escluse dal campo di applicazione della direttiva, ma gli Stati membri sono invitati a sostenerle e incoraggiarle a migliorare in maniera significativa l'equilibrio tra donne e uomini a tutti i livelli dirigenziali e nei consigli di amministrazione;

  • contrariamente a quanto inizialmente previsto dalla proposta della Commissione, gli Stati membri non potranno esentare dagli obblighi prescritti dalla direttiva le imprese in cui i componenti del sesso sottorappresentato costituiscano meno del 10% del personale;

  • il Parlamento ha rafforzato la disposizione relativa alle sanzioni aggiungendovi una serie di sanzioni a carattere obbligatorio, e non indicativo — come originariamente proposto dalla Commissione. Sulla base del testo del Parlamento, le sanzioni previste per il mancato rispetto delle disposizioni relative alle procedure di selezione per i membri dei consigli di amministrazione prevedono, tra l'altro, l'esclusione dagli appalti pubblici e l'esclusione parziale dalla concessione di finanziamenti mediante i fondi strutturali europei.

Le prossime tappe: per diventare legge la proposta della Commissione deve essere adottata congiuntamente dal Parlamento europeo e dagli Stati membri dell'UE in sede di Consiglio (voto a maggioranza qualificata). Il voto del Parlamento europeo nella plenaria di oggi fa seguito ai pareri favorevoli sull'iniziativa espressi da cinque commissioni parlamentari: la commissione giuridica (JURI) e la commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (FEMM) (FEMM) (IP/13/943), la commissione per l'occupazione (EMPL), la commissione per il mercato interno (IMCO) e la commissione per i problemi economici (ECON) (MEMO/13/672).

Il Consiglio, che in relazione a questa proposta decide su un piano di parità con il Parlamento europeo, ha fatto il punto sui progressi compiuti sotto la presidenza irlandese in occasione della riunione dei ministri responsabili per l'occupazione e gli affari sociali (Consiglio EPSCO) del 20 giugno 2013 (MEMO/13/584). I ministri discuteranno prossimamente il progetto di legge nella riunione del 9 e 10 dicembre 2013.

Contesto

Il 14 novembre 2012 la Commissione ha adottato una proposta di direttiva che fissa come obiettivo minimo una percentuale del 40% di amministratori senza incarichi esecutivi del sesso sottorappresentato entro il 2020 per le società europee quotate in borsa e entro il 2018 per quelle pubbliche (si veda l'IP/12/1205 e il MEMO/12/860).

Principali elementi della proposta:

  • la nuova legge impone alle società europee quotate in borsa con meno del 40% di donne in posti di amministratore non esecutivo di introdurre una nuova procedura di selezione che dia priorità alle candidate in possesso delle qualifiche necessarie;

  • la direttiva mette l'accento sulle qualifiche. Le candidate non ottengono il posto per il semplice fatto di essere donne, ma, allo stesso tempo, non possono essere scartate perché donne;

  • la legge si applica solo ai consigli di vigilanza o agli amministratori non esecutivi di imprese quotate in borsa, in virtù del loro peso economico e della loro alta visibilità, e non si applica alle piccole e medie imprese;

  • gli Stati membri dovranno stabilire sanzioni adeguate e dissuasive per le società che non rispettano la direttiva;

  • la direttiva è una misura temporanea che scadrà automaticamente nel 2028;

  • la proposta prevede anche una "quota di flessibilità" come misura complementare: le società quotate in borsa dovranno fissare obiettivi di autoregolamentazione, da realizzare entro il 2020 (2018 per le imprese pubbliche), in modo da assicurare una rappresentanza di genere equilibrata tra gli amministratori con incarichi esecutivi. Le imprese dovranno riferire ogni anno sui progressi compiuti.

Per ulteriori informazioni

Banca dati della Commissione su donne e uomini nel processo decisionale:

http://ec.europa.eu/justice/gender-equality/gender-decision-making/database/index_en.htm

Cartella stampa sulle donne nei consigli di amministrazione:

http://ec.europa.eu/justice/newsroom/gender-equality/news/121114_en.htm

Homepage della Vicepresidente Viviane Reding, commissaria per la giustizia nell'UE:

http://ec.europa.eu/reding

La Vicepresidente su Twitter

@VivianeRedingEU

La Giustizia nell'UE su Twitter

@EU_Justice

Contatti:

Mina Andreeva (+32 229-91382)

Natasha Bertaud (+32 229-67456)

Allegato 1 — Quota di donne nei CdA delle principali aziende quotate in borsa, UE-27, 2010-2013: in continua ascesa a seguito dell'azione della Commissione

Allegato 2 — Rappresentanza di donne e uomini nei consigli di amministrazione delle principali aziende quotate in borsa, aprile 2013

Fonte: Commissione europea, banca dati su donne e uomini nel processo decisionale.


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