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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 12 febbraio 2013

Prima relazione della Commissione sui progressi del Kosovo* verso la liberalizzazione dei visti

La Commissione europea ha presentato oggi la prima relazione sui progressi compiuti dal Kosovo nella realizzazione delle condizioni previste dalla tabella di marcia per la liberalizzazione dei visti. La Commissione ha valutato i progressi del Kosovo in ogni ambito della roadmap e ha formulato una serie di raccomandazioni per le autorità di tale paese negli ambiti in cui è necessaria un’azione più incisiva ai fini dell’ottenimento dell’esenzione dal visto per i cittadini kosovari. La relazione valuta inoltre i potenziali effetti della liberalizzazione dei visti per il Kosovo in termini di sicurezza ed emigrazione.

La relazione valuta il percorso compiuto dal Kosovo nell’adozione e attuazione delle riforme e, soprattutto, delle normative, previste dalla tabella di marcia per la liberalizzazione dei visti.

Dalla relazione emerge che il paese ha predisposto un quadro giuridico e istituzionale nei seguenti ambiti: riammissione, reintegrazione, sicurezza dei documenti, gestione delle frontiere/dei confini, migrazione, asilo, lotta contro la criminalità organizzata e la corruzione, cooperazione di polizia e giudiziaria, protezione dei dati e diritti fondamentali connessi alla libertà di circolazione.

Vengono inoltre indicati due nuovi strumenti legislativi che il Kosovo dovrebbe adottare: una legge sulla cooperazione interservizi in materia di gestione integrata delle frontiere/dei confini, e una legge relativa alla lotta contro la tratta degli esseri umani. Vi sono poi altre leggi – come quelle sui nomi, sugli stranieri, sull’asilo, sul controllo delle frontiere/dei confini, sul finanziamento dei partiti politici, così come il progetto di legge sull’intercettazione delle telecomunicazioni – che richiedono ulteriori modifiche ai fini del loro adeguamento alle norme dell’UE. Occorrono chiarimenti quanto alle disposizioni del nuovo Codice penale e Codice di procedura penale, e occorre procedere all’adozione del progetto di legge sul recupero dei beni.

L’attuale capacità del Kosovo di lottare contro la criminalità organizzata e la corruzione resta limitata, con potenziali gravi ripercussioni sulla sicurezza interna dell’Unione europea.

Il tasso di rifiuto del visto per i richiedenti kosovari varia da uno Stato Schengen all’altro, mentre il numero di cittadini kosovari cui è stato rifiutato l’ingresso nell’UE è recentemente raddoppiato. È invece diminuito il numero di cittadini kosovari trovati in situazione di soggiorno irregolare o richiedenti asilo nell’UE. Il numero di domande di riammissione pendenti dovrebbe diminuire.

Nel corso dell’anno, la Commissione effettuerà un’altra valutazione incentrata in particolare sull’impegno messo in atto dal Kosovo per adottare le raccomandazioni formulate nella relazione.

Contesto

La Commissione europea ha avviato un dialogo con il Kosovo sulla liberalizzazione dei visti il 19 gennaio 2012 (IP/12/32).

Il 14 giugno 2012 è stata comunicata alle autorità del Kosovo la relativa tabella di marcia (IP/12/605), che contiene un vasto elenco di riforme che il paese è stato invitato ad attuare per soddisfare le condizioni relative alla libera circolazione. Queste riforme toccano ambiti come la reintegrazione e la riammissione, la sicurezza dei documenti, la gestione delle frontiere/dei confini e della migrazione, l’asilo, la lotta contro la criminalità organizzata e la corruzione, e i diritti fondamentali connessi alla libertà di circolazione.

La prima relazione della Commissione sui progressi compiuti dal Kosovo nella realizzazione delle condizioni previste dalla tabella di marcia sui visti è stata discussa oggi nel corso di una riunione tenutasi a Pristina fra alti responsabili di entrambe le parti, sotto la direzione del Direttore generale Stefano Manservisi per la DG “Affari interni” e del Ministro per l’integrazione europea Vlora Çitaku. Erano presenti alla riunione anche altri alti funzionari delle Direzioni generali “Allargamento” e “Giustizia”, così come il vice Premier del Kosovo e i ministro kosovari degli Interni e della Giustizia.

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Contatti:

Michele Cercone: (+32 2 298 09 63)

Tove Ernst: (+32 2 298 67 64)

* :

Questa designazione non pregiudica le posizioni riguardo allo status ed è in linea con la risoluzione 1244/99 dell’UNSC e con il parere della CIG sulla dichiarazione di indipendenza del Kosovo.


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