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Prodotti alimentari: La Commissione propone norme più chiare sullo status giuridico del polline nel miele

Commission Européenne - IP/12/992   21/09/2012

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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 21/09/2012

Prodotti alimentari: La Commissione propone norme più chiare sullo status giuridico del polline nel miele

la Commissione europea, in seguito a una pronunzia pregiudiziale della Corte di giustizia delle Comunità europee1, ha adottato oggi una proposta di modifica delle norme sul miele tesa a chiarire l’effettiva natura del polline2. Conformandosi alle norme dell’OMC, la proposta definisce il polline una componente naturale del miele e non un ingrediente.

La Corte di giustizia ha fondato la sua interpretazione sulla direttiva “Miele”, risalente al 2011, e ha qualificato il polline come ingrediente del miele, sostenendo che il polline si trova nel miele a causa soprattutto di un intervento dell’apicoltore. Secondo la proposta della Commissione, invece, il polline è una componente naturale e non un ingrediente di miele; esso giunge all’alveare grazie all’attività delle api e si trova nel miele indipendentemente dall’intervento dell’apicoltore. Di conseguenza, poiché il polline è considerato una componente naturale del miele, non si dovrebbero applicare le norme di etichettatura UE, che impongono un elenco degli ingredienti.

La proposta della Commissione non tocca la conclusione della Corte per quanto riguarda l’applicazione della normativa sugli OGM al polline OGM nei prodotti alimentari. In particolare non modifica la conclusione della Corte secondo la quale il miele contenente polline OGM può essere immesso sul mercato solo se esiste una normativa che lo autorizzi. Saranno inoltre applicabili anche le norme di etichettatura sugli OGM3. La proposta mira poi ad allineare le attuali competenze di esecuzione della Commissione. articolate nella direttiva 2001/110/CE (direttiva “Miele”), a quelle introdotte dal trattato di Lisbona.

Il mercato del miele dell’UE in cifre

L’UE rappresenta il 13% circa della produzione mondiale di miele (200 000 t.): La Spagna ne è il maggior produttore (33 000 t.), seguita da Italia, Ungheria e Romania (ciascuno di questi paesi produce 22 000 t. circa) e dal Portogallo (21 000 t.). Le importazioni di miele dell’UE ammontano a circa 140 000 t., che rappresentano il 40% del consumo totale della UE.

Contesto

La questione è nata nel contesto di una controversia avviata da un apicoltore tedesco e riguardante lo status giuridico del miele dopo che nel suo miele era stata riscontrata la presenza di polline di mais MON 810 geneticamente modificato. Su questo caso, il tribunale tedesco ha chiesto alla Corte europea di giustizia una pronunzia pregiudiziale.

In data 6 settembre 2011, la Corte di giustizia ha pronunciato la sentenza in cui ha indicato quanto segue: a) la precedente interpretazione del campo d’applicazione della legislazione sugli OGM era erronea (tale legislazione era pienamente applicabile al polline OGM nel miele) e b) il polline nel miele andava considerato un ingrediente.

Per maggiori informazioni sulla causa C-442/09:
http://curia.europa.eu/jcms/upload/docs/application/pdf/2011-09/cp110079it.pdf

Persone da contattare:

Frédéric Vincent (+32 2 298 71 66)

Aikaterini Apostola (+32 2 298 76 24)

1 :

Causa C-442/09, sentenza della Corte (grande sezione) del 6 settembre 2011 (domanda di pronuncia pregiudiziale: Bayerischer Verwaltungsgerichtshof - Germania) — Karl Heinz Bablok e altri contro Freistaat Bayern, GU C 311 del 22.10.2011, pag. 7. I tribunali nazionali sono responsabili di garantire, nei rispettivi Stati membri, la corretta applicazione del diritto comunitario. Per impedire che paesi UE diversi diano differenti interpretazioni della legislazione europea, esiste il cosiddetto “procedimento di pronunzia pregiudiziale” che consente a un tribunale nazionale, in caso di dubbio sull’interpretazione, o sulla validità, di una norma dell’Unione, di chiedere un parere alla Corte. Tale parere è detto “pronunzia pregiudiziale”.

2 :

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2001/110/CE (direttiva “Miele”)

3 :

Secondo il regolamento (CE) n. 1829/2003, la presenza di materiale che contenga, sia costituito o sia prodotto a partire da OGM autorizzati nei prodotti alimentari deve risultare dall’etichettata, a meno che tale presenza sia pari o inferiore allo 0,9% di ciascun ingrediente.


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