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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 30 luglio 2012

Industria della sicurezza: La Commissione propone un programma per consentire di crescere ancora

La sicurezza è una preoccupazione centrale di ogni società. Le catastrofi naturali e gli attacchi terroristici degli ultimi anni hanno messo in evidenza la necessità di essere più preparati per affrontare le situazioni di crisi. La Commissione europea ha perciò proposto un programma d'azione per rafforzare l’industria della sicurezza dell’UE. Il programma dovrebbe dare a questa industria - uno dei settori che presentano il più alto potenziale di crescita e occupazione nell'UE – la possibilità di rimanere in Europa e di continuare a produrre articoli di sicurezza di alta qualità.

Antonio Tajani, commissario responsabile per l'industria e le imprese, ha dichiarato: "L’attuale frammentazione del mercato indebolisce la competitività dell'industria europea della sicurezza. La mancanza di un "marchio europeo" è particolarmente critica, poiché in futuro i mercati chiave per le tecnologie della sicurezza non saranno in Europa ma nei paesi emergenti. Oggi abbiamo concordato un programma per la creazione di un autentico mercato interno per le tecnologie della sicurezza. Ciò è essenziale per rafforzare la posizione della nostra industria della sicurezza, in modo che possa contribuire alla crescita e all'occupazione."

La Commissione propone di creare un autentico mercato interno per l'industria della sicurezza, tra l' altro:

  • armonizzando le norme e le procedure di certificazione per le tecnologie della sicurezza

  • sfruttando in modo migliore le sinergie tra la ricerca sulla sicurezza (civile) e quella sulla difesa

  • utilizzando nuovi programmi di finanziamento, come quello relativo agli appalti pre-commerciali, al fine di testare e convalidare i risultati derivanti dai progetti di ricerca dell’UE in materia di sicurezza

  • introducendo controlli sull'impatto sociale delle nuove tecnologie di sicurezza fin dalla fase di ricerca.

Il mercato interno deve rafforzare l'industria della sicurezza dell’UE

Il mercato della sicurezza dell'UE ha un valore stimato tra i 26 miliardi e i 36,5 miliardi di euro, e circa 180 000 dipendenti. In linea di massima possiamo suddividerlo nei seguenti settori: sicurezza aerea, sicurezza marittima, sicurezza delle frontiere, protezione delle infrastrutture critiche, intelligence antiterroristica (inclusa la sicurezza informatica e delle comunicazioni), protezione della sicurezza fisica; gestione delle crisi e indumenti di protezione.

Le imprese europee sono ancora tra i leader mondiali nella maggior parte dei segmenti di mercato del settore della sicurezza. Per mantenere e aumentare il loro vantaggio tecnologico sono essenziali condizioni favorevoli del mercato, nonché il rafforzamento della posizione dell’industria della sicurezza dell’UE sui nuovi mercati internazionali. Particolare attenzione va rivolta alle PMI, di cui vanno sostenuti gli sforzi per accedere ai mercati internazionali dei paesi terzi.

Più specificamente, la Commissione propone le seguenti misure per creare un vero mercato interno per l'industria della sicurezza:

  • Sarà prioritario superare la frammentazione del mercato della sicurezza dell'UE, armonizzando le norme e le procedure di certificazione per le tecnologie della sicurezza. Gli organismi europei di normazione saranno invitati a stabilire tappe concrete e dettagliate per la normazione della prossima generazione di tecnologie. In tale contesto, per conseguire il riconoscimento reciproco dei sistemi di certificazione, la Commissione intende presentare due proposte legislative, istituire un sistema di certificazione armonizzato a livello dell'UE per le apparecchiature di rilevamento (screening) aeroportuali, e un sistema di certificazione armonizzato a livello dell'UE per i sistemi di allarme.

  • Sarà opportuno privilegiare un migliore sfruttamento delle sinergie tra la ricerca sulla sicurezza (civile) e quella sulla difesa. La Commissione intende presentare agli organismi europei di normazione, in collaborazione con l'Agenzia europea per la difesa, mandati aventi per oggetto le “norme ibride”.

  • Allo scopo di ridurre il divario fra la ricerca e il mercato, in particolare per quanto riguarda gli appalti pubblici europei e internazionali, la Commissione utilizzerà i nuovi meccanismi di finanziamento previsti nell’ambito di Orizzonte 2020 come gli appalti pre-commerciali, al fine di testare e convalidare i risultati derivanti da progetti di ricerca dell’UE in materia di sicurezza. Questo approccio dovrebbe riunire industria, autorità pubbliche e utenti finali fin dall'inizio dei progetti di ricerca. La sicurezza delle frontiere e la sicurezza dell'aviazione sono i settori più promettenti.

  • La Commissione incoraggerà gli Stati membri a varare iniziative analoghe a livello nazionale nel rispetto del diritto UE in materia di appalti pubblici.

  • La Commissione introdurrà controlli sull'impatto sociale delle nuove tecnologie di sicurezza nella fase di ricerca, e intende inoltre conferire un mandato agli organismi europei di normazione perché elaborino una norma per l'integrazione delle questioni relative alla riservatezza, dalla progettazione alle fasi del processo di produzione.

  • Verrà realizzato uno studio su scala più vasta per analizzare le implicazioni giuridiche ed economiche della limitazione della responsabilità civile.

Un apposito gruppo di esperti costituito dalla Commissione si riunirà almeno una volta l'anno per seguire l'attuazione delle misure strategiche proposte e riunire tutti i soggetti interessati nel settore della sicurezza.

Contesto

Negli ultimi dieci anni il mercato mondiale della sicurezza è cresciuto di quasi dieci volte, da 10 a 100 miliardi di euro circa nel 2011, con un fatturato annuo di circa 30 miliardi di euro nell'UE. Tuttavia le recenti evoluzioni del mercato indicano che, se non si interverrà per migliorare la competitività delle imprese europee, nei prossimi anni le loro quote di mercato a livello mondiale diminuiranno sensibilmente. Negli USA, grazie ai vantaggi di un quadro giuridico armonizzato e di un mercato interno solido, le imprese che si occupano di sicurezza continuano a essere leader del mercato e all’avanguardia da punto di vista tecnologico; al contrario il mercato interno dell'UE è estremamente frammentato, diviso su basi nazionali o addirittura regionali. Essendo fra i settori di intervento più sensibili, la sicurezza costituisce uno degli ambiti in cui gli Stati membri esitano a rinunciare alle loro prerogative nazionali.

Per maggiori informazioni cfr. anche MEMO/12/605

Per ulteriori informazioni

Contacts :

Carlo Corazza (+32 2 295 17 52)

Sara Tironi (+32 2 299 04 03)


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