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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 19 luglio 2012

Lotta antifrode: diminuzione dei casi di sospetta frode ai danni dei fondi dell’UE

Secondo la relazione annuale della Commissione sulla “tutela degli interessi finanziari dell’Unione europea”, le frodi ai danni del bilancio dell’UE sono calate del 35% nel 2011. Nel settore della politica di coesione i casi di sospetta frode sono diminuiti del 41% rispetto al 2010, mentre nel settore dell’agricoltura i casi sono diminuiti del 66%. A spiegare tale diminuzione contribuiscono, oltre alle misure più efficaci e ai controlli più rigorosi cui vengono sottoposti i fondi UE, anche una serie di ragioni tecniche. La chiusura di un periodo di programmazione nella politica di coesione e un metodo più omogeneo per le segnalazioni nell’ambito del sistema di controllo per l’agricoltura hanno anch’essi contribuito a far scendere il numero di frodi segnalate rispetto al 2010. In totale, 295 milioni di euro di fondi UE, pari allo 0,2% del bilancio, sono stati oggetto di frode e vanno recuperati in conformità alle regole dell’UE. Nella relazione, la Commissione sottolinea la necessità di ridurre ulteriormente le frodi a danno del bilancio dell’Unione e formula una serie di raccomandazioni agli Stati membri a tal fine.

Algirdas Šemeta, Commissario responsabile per il portafoglio Fiscalità e unione doganale, audit e lotta antifrode ha dichiarato: “La diminuzione del numero di frodi perpetrate ai danni del bilancio dell’UE dimostra che la nostra determinazione nell’affrontare il problema sta portando i suoi frutti. Ma la battaglia è tutt’altro che finita. La Commissione conferma la sua politica di tolleranza zero nei confronti delle frodi, perché neanche un centesimo del denaro dei contribuenti deve finire nelle tasche dei truffatori. La Commissione continuerà a mettere in campo ogni misura necessaria al fine di tutelare il bilancio dell’Unione e anche gli Stati membri devono fare la loro parte.”

Il recupero di fondi dell’UE oggetto di irregolarità e frode ha visto un miglioramento e la Commissione è riuscita nello scorso anno a riappropriarsi di circa 2 miliardi di euro tramite rettifiche finanziarie e recuperi. Anche gli Stati membri hanno registrato progressi per quanto concerne i recuperi dai beneficiari finali, soprattutto nel settore dell’assistenza preadesione. La relazione della Commissione esorta gli Stati membri che hanno ancora bassi tassi di recupero ad aumentare l’efficacia delle attività di recupero e a confiscare i beni qualora i beneficiari non restituiscano gli importi oggetto di irregolarità e frode. La recente proposta della Commissione sulla tutela degli interessi finanziari dell’Unione attraverso il diritto penale (IP/12/767) sarà di notevole utilità nel recupero di fondi, nonché come deterrente per i truffatori.

Nel 2011 la Commissione ha presentato oltre una decina tra proposte legislative o nuove iniziative volte a rafforzare la lotta antifrode sui fondi UE (vedere MEMO/12/577).

Contesto

conformemente all’articolo 325 del trattato, la Commissione presenta annualmente una relazione sulla tutela degli interessi finanziari dell’UE, al fine di riferire in merito alle misure adottate per combattere le frodi che colpiscono i fondi UE. La relazione, che riporta le informazioni sui casi di frode sospetta o confermata segnalati dagli Stati membri e relativi all’intero bilancio (ovvero sia le entrate che le voci di spesa), contribuisce a determinare quali siano i settori maggiormente a rischio e a valutare azioni mirate sia a livello UE che a livello nazionale.

Oltre ai dati relativi alle frodi e alle irregolarità segnalate, ai recuperi e ai livelli delle segnalazioni negli Stati membri, ogni anno la relazione include anche un’analisi approfondita su un argomento specifico. Quest’anno la Commissione ha selezionato la politica di coesione, dove si registrano miglioramenti nei sistemi di controllo finanziario e gestione del rischio, ad esempio per quanto riguarda le disposizioni giuridiche e gli orientamenti, le procedure amministrative e la collaborazione tra le autorità nazionali in questo settore. Gli Stati membri devono tuttavia dare un seguito più efficace ai risultati delle indagini amministrative e penali, soprattutto per quanto riguarda i recuperi dai beneficiari finali dei fondi di coesione.

Per ulteriori informazioni:

Sito web di Algirdas Šemeta, Commissario UE responsabile per il portafoglio Fiscalità e unione doganale, audit e lotta antifrode:

http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/semeta/index_en.htm

La relazione è consultabile al seguente indirizzo:

http://ec.europa.eu/anti_fraud/about-us/reports/communities-reports/index_en.htm

Contatti:

Emer Traynor (+32 2 292 15 48)

Natasja Bohez Rubiano (+32 2 296 64 70)


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