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Commissione europea – Comunicato stampa

Ambiente: la Commissione chiede all'Italia di rispettare le norme sui rifiuti delle industrie estrattive

Bruxelles, 26 gennaio 2012 – La Commissione europea chiede all'Italia di adeguare la legislazione nazionale alle norme europee in materia di rifiuti del settore estrattivo. Su raccomandazione del Commissario Janez Potočnik, la Commissione ha trasmesso all'Italia un parere motivato, nel quale si richiede l'adempimento entro due mesi. In caso contrario, la Commissione può adire la Corte di giustizia dell'Unione europea.

La direttiva sui rifiuti delle industrie estrattive intende prevenire e ridurre gli effetti dei rifiuti di tali industrie sulla salute umana e sull'ambiente. La direttiva stabilisce che una struttura di deposito dei rifiuti estrattivi debba avere un'autorizzazione operativa che prevede di un piano di gestione dei rifiuti. Le strutture che presentano un rischio potenziale per la salute umana o l'ambiente sono tenute a redigere un piano di emergenza interno ed esterno per prevenire incidenti gravi e prevederne le possibili conseguenze per la salute umana e l'ambiente.

Mentre molte disposizioni della direttiva sono state recepite correttamente nella legislazione nazionale, la Commissione ha individuato diverse carenze indicate in una lettera di costituzione in mora inviata all'Italia nel marzo 2011. Le carenze individuate riguardano settori quali l'informazione al pubblico, il trattamento dei vuoti di miniera, la manutenzione successiva alla chiusura nonché lo scambio di informazioni con altri Stati membri in caso di incidente. L'Italia ha informato la Commissione che nell'estate 2011 sarebbe stato adottato un progetto di decreto volto a emendare la legislazione nazionale, ma la procedura di adozione è stata inaspettatamente bloccata dal Parlamento italiano e non è stata corretta nessuna delle carenze individuate dalla Commissione. Anche se le autorità italiane hanno deciso di adottare tutte le modifiche necessarie, non si sono registrati cambiamenti. Per tali motivi la Commissione ha deciso di trasmettere un parere motivato.

Contesto

La direttiva sui rifiuti delle industrie estrattive stabilisce misure, procedure e orientamenti per prevenire e ridurre gli effetti dei rifiuti di tali industrie sulla salute umana e sull'ambiente. La direttiva riguarda un gran numero di strutture di deposito dei rifiuti delle industrie estrattive, tra i quali i rifiuti inerti, i rifiuti pericolosi come i residui di bauxite (fango rosso) o dell'estrazione dell'oro (contenenti cianuro), i residui di carbone, i rifiuti di uranio e quelli provenienti dall'estrazione petrolifera di terra.

Sono attualmente in corso procedimenti contro otto Stati membri per mancata applicazione della direttiva sui rifiuti delle industrie estrattive. Oltre all'Italia, tre di essi, ossia Ungheria, Lettonia e Polonia (cfr. IP/11/1289, IP/11/594 e IP/11/1275) si trovano nella fase del parere motivato. Gli altri Stati membri hanno ricevuto le lettere di costituzione in mora.

Per ulteriori informazioni:

Informazioni statistiche aggiornate sulle procedure d'infrazione in generale sono disponibili sul sito Internet:

http://ec.europa.eu/eu_law/infringements/infringements_it.htm

Per più ampie informazioni sulla politica unionale di gestione dei rifiuti del settore estrattivo:

http://europa.eu/legislation_summaries/environment/waste_management/l28134_it.htm

Cfr. anche:

Per più ampie informazioni sulla politica unionale di gestione dei rifiuti del settore estrattivo:

http://ec.europa.eu/environment/waste/index.htm

MEMO/12/42

Contatti:

Joe Hennon (+32 2 295 35 93)

Monica Westeren (+32 2 299 18 30)


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