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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 7 giugno 2012

Il diritto all’informazione in caso di arresto nell’UE è ora una norma europea

Lei ha diritto a…una comunicazione dei diritti”. La direttiva sul diritto all’informazione nei procedimenti penali, che garantisce agli imputati il diritto all’informazione nei procedimenti penali in tutta l’Unione europea, è stata inserita nel corpus legislativo dell’UE con la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. La nuova normativa - proposta dalla Commissione europea nel luglio 2010, votata dal Parlamento europeo il 13 dicembre 2011 (cfr. IP/11/1534) e approvata dai ministri nazionali della giustizia il 27 aprile 2012 (cfr. IP/12/430) – dispone che chiunque sia arrestato o sia ricercato sulla base di un mandato d’arresto europeo in qualsiasi Stato membro dell’UE debba ricevere una comunicazione dei diritti, contenente l’elenco dei suoi diritti fondamentali nel procedimento penale. Gli Stati membri dell’UE hanno ora due anni di tempo per introdurre le nuove norme nei rispettivi ordinamenti giuridici nazionali. Al momento, solo circa un terzo degli Stati membri1 riconosce il diritto a una comunicazione dei diritti.

Con questa direttiva abbiamo eretto un altro pilastro centrale a sostegno di un autentico spazio europeo della giustizia. La nuova normativa sul diritto all’informazione contribuirà ad assicurare un processo equo per tutti nell’UE garantendo che imputati e indagati di un reato ricevano tempestive e chiare informazioni sui propri diritti”, ha dichiarato la Vicepresidente Viviane Reding, Commissaria per la Giustizia. “Sarà particolarmente utile per i milioni di turisti e per coloro che viaggiano all’interno dell’UE e che potrebbero trovarsi coinvolti in procedimenti penali: d’ora in poi godranno dell’esplicito diritto ad essere informati dei propri diritti in una lingua a loro comprensibile. Ciò contribuirà a salvaguardarli da errori giudiziari. Confido ora che gli Stati membri recepiranno la direttiva UE nel loro ordinamento nazionale in tempi brevi – senza aspettare la scadenza – affinché diventi una realtà tangibile per i nostri 500 milioni di cittadini”.

Contesto

La Commissione europea ha proposto la nuova direttiva nel luglio del 2010 (IP/10/989) nell’ambito di una serie di iniziative per affermare i diritti ad un processo equo da applicarsi in tutta l’Unione. Questo è il secondo provvedimento, promosso dalla Commissaria UE per la Giustizia, Viviane Reding, che è stato concepito per introdurre norme minime comuni dell’Unione nei procedimenti penali e che aumenterà la fiducia nello spazio europeo di giustizia. Nell’ottobre 2010 il Parlamento europeo e il Consiglio avevano già approvato la prima proposta che ha conferito agli indagati il diritto alla traduzione e all’interpretazione (IP/10/1305).

La direttiva sul diritto all’informazione garantirà che la polizia e i magistrati forniscano agli indagati informazioni sui loro diritti. In caso di arresto, le autorità forniranno tali informazioni per iscritto, sotto forma di una comunicazione dei diritti redatta in un linguaggio semplice e di uso corrente. Gli indagati riceveranno sistematicamente la comunicazione al momento dell’arresto anche se non la chiedono e, se necessario, potranno ottenerne la traduzione. Fermo restando che gli Stati membri possono decidere a loro discrezione la formulazione esatta della comunicazione, la Commissione ha proposto – a fini di razionalizzazione - un modello nelle 22 lingue dell’Unione (cfr. allegato). Ciò consentirà di garantire la coerenza a beneficio di chi attraversa le frontiere e di ridurre le spese di traduzione.

La comunicazione dei diritti conterrà dettagli pratici relativi ai diritti delle persone arrestate o detenute, quali:

  • il diritto di non pronunciarsi;

  • il diritto ad un avvocato;

  • il diritto di essere informato dell’accusa;

  • il diritto alla traduzione e all’interpretazione in qualunque lingua, se non si comprende la lingua del procedimento;

  • il diritto di essere prontamente tradotto dinanzi a un’autorità giudiziaria;

  • il diritto di informare un terzo dell’avvenuto arresto o della detenzione.

La comunicazione dei diritti contribuirà ad evitare errori giudiziari e di ridurre il numero degli appelli.

Al momento nell’UE non vi è uniformità per quanto riguarda la possibilità per i cittadini di essere informati in maniera appropriata dei loro diritti qualora vengano arrestati e debbano rispondere di accuse penali. In alcuni Stati membri gli indagati ricevono solo informazioni orali sui propri diritti processuali, mentre in altri le informazioni scritte vengono fornite solo se richieste.

Ai sensi dell’articolo 82, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, e al fine di facilitare il riconoscimento reciproco delle decisioni giudiziarie e la cooperazione di polizia e giudiziaria nelle materie penali, l’Unione europea può adottare misure per rafforzare i diritti dei cittadini europei, in conformità della Carta dei diritti fondamentali.

Il diritto a un processo equo e i diritti della difesa sono sanciti dagli articoli 47 e 48 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE, ma anche dall’articolo 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

Nel giugno 2011, la Commissione ha presentato una terza proposta volta a garantire il diritto di consultare un avvocato e di comunicare con i familiari (IP/11/689) e che è ora all’esame del Parlamento europeo e del Consiglio.

Per ulteriori informazioni

Homepage della Vicepresidente Viviane Reding, Commissaria europea per la Giustizia:

http://ec.europa.eu/reding

Sala stampa online della Direzione generale Giustizia:

http://ec.europa.eu/justice/newsroom/index_en.htm

Commissione europea – Diritti di indagati e imputati:

http://ec.europa.eu/justice/criminal/criminal-rights/index_en.htm

Contatti:

Mina Andreeva (+32 2 299 13 82)

Natasha Bertaud (+32 2 296 74 56)

ALLEGATO

Modello indicativo di comunicazione dei diritti

Il presente modello intende unicamente fornire un esempio di comunicazione dei diritti per aiutare le autorità nazionali nella preparazione di una siffatta comunicazione a livello nazionale. Gli Stati membri non sono tenuti a usare tale modello. Nel redigere la comunicazione, possono modificare il modello per adeguarlo alle proprie norme nazionali applicabili e aggiungere ulteriori informazioni utili2.

Ha i seguenti diritti:

A. ASSISTENZA DI UN AVVOCATO / BENEFICIO DELL’ASSISTENZA LEGALE

Lei ha il diritto di parlare in via confidenziale con un avvocato. Un avvocato è indipendente dalla polizia. Chieda aiuto alla polizia se ha bisogno di contattare un avvocato, la polizia è tenuta ad aiutarLa. In alcuni casi l’assistenza può essere gratuita. Chieda maggiori informazioni alla polizia.

B. INFORMAZIONI IN MERITO ALL’ACCUSA

Ha il diritto di conoscere i motivi dell’arresto/della detenzione e il reato per il quale è indagato.

C. INTERPRETAZIONE E TRADUZIONE

Se non parla o non capisce la lingua, ha il diritto di essere assistito da un interprete. Il servizio è gratuito. L’interprete può aiutarLa a parlare al Suo avvocato ed è tenuto a mantenere il contenuto della comunicazione confidenziale. Ha il diritto alla traduzione almeno dei passaggi che la riguardano dei documenti essenziali, incluso qualsiasi provvedimento del giudice che disponga il Suo arresto, gli atti contenenti l’accusa o il rinvio a giudizio e tutte le sentenze. In alcune circostanze questo diritto potrebbe essere limitato a una traduzione orale o un riassunto orale.

D. FACOLTÀ DI NON RISPONDERE

Se interrogato dalla polizia o dalle autorità giudiziarie, ha il diritto di non rispondere alle domande sul presunto reato. Può domandare al Suo avvocato di aiutarLa a decidere in merito.

E. ACCESSO AI DOCUMENTI

Se viene arrestato, Lei o il Suo avvocato avete il diritto di accedere ai documenti essenziali necessari per contestare la legittimità della detenzione. Se il caso va dinanzi alla corte Lei o il Suo avvocato avete diritto di accedere agli elementi di prova a favore o contro di Lei.

F. INFORMARE UN TERZO SULLA SUA DETENZIONE / INFORMARE IL SUO CONSOLATO O AMBASCIATA

Al momento dell’arresto, comunichi alla polizia se vuole che qualcuno sia informato della detenzione, ad esempio un famigliare o il Suo datore di lavoro. In alcuni casi il diritto di informare altre persone della Sua detenzione può essere limitato nel tempo. La polizia potrà darLe informazioni in proposito.

Se è straniero, comunichi alla polizia se vuole che la Sua autorità consolare o ambasciata sia informata della detenzione. Si rivolga inoltre alla polizia se vuole contattare un funzionario della Sua autorità consolare o ambasciata.

G. ASSISTENZA MEDICA D’URGENZA

Se viene arrestato, ha diritto ad un’assistenza medica d’urgenza. Se ha bisogno di un’assistenza medica d’urgenza si rivolga alla polizia.

H. PERIODO DI PRIVAZIONE DELLA LIBERTÀ

Dopo il Suo arresto può essere privato della Sua libertà/essere detenuto per un periodo massimo di . [inserire il numero applicabile di ore/giorni]. Al termine di tale periodo deve essere rilasciato o ascoltato da un giudice che deciderà in merito ad una Sua ulteriore detenzione. Chieda al Suo avvocato o al giudice informazioni su eventuali possibilità di contestare l’arresto, di ottenere un riesame della detenzione o di chiedere la libertà provvisoria.

1 :

Austria, Repubblica ceca, Germania, Italia, Lettonia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Slovacchia, Spagna, Svezia e Regno Unito (Inghilterra e Galles).

2 :

Ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 1, la comunicazione dei diritti deve essere consegnata al momento dell’arresto/detenzione. Ciò non deve tuttavia impedire agli Stati membri di fornire alle persone sospettate o accusate informazioni scritte in altre situazioni durante il procedimento penale.


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