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La proposta sull'EURODAC: per completare il sistema europeo comune di asilo

European Commission - IP/12/522   30/05/2012

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Commissione europea – Comunicato stampa

La proposta sull'EURODAC: per completare il sistema europeo comune di asilo

Bruxelles, 30 maggio 2012 – Nel 2011, i 27 Stati membri dell'Unione europea hanno ricevuto più di 300 000 domande di asilo, con un aumento del 16,2% rispetto al 2010. Pur essendo ben lontani dal picco del 2001, anno in cui sono state ricevute 425 000 domande, gli aumenti dei flussi di richiedenti asilo possono mettere in crisi le capacità di accoglienza di alcuni Stati membri. Oggi la Commissione ha proposto di aumentare l'efficienza generale dell'EURODAC, il sistema che favorisce l'identificazione rapida e corretta dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di asilo.

"La nuova proposta EURODAC forma parte integrante di un pacchetto di misure necessarie per istituire un sistema europeo comune di asilo. Offre alle autorità di polizia e giudiziarie degli Stati membri la possibilità di operare, in circostanze strettamente limitate e specifiche, riscontri delle impronte digitali con la banca dati EURODAC, per aiutarle a prevenire e combattere i reati più gravi e il terrorismo. Le ricerche potranno essere condotte esclusivamente con un sistema di concordanza/non concordanza ("hit/no hit") e soltanto a condizione che siano già state effettuate, senza successo, ricerche su banche dati nazionali o di altri Stati membri. Sono state introdotte solide salvaguardie per garantire il pieno rispetto dei diritti fondamentali e della privacy e per assicurare che non venga in alcun modo compromesso il diritto all'asilo", ha dichiarato Cecilia Malmström, Commissaria per gli Affari interni.

L'EURODAC, un sistema di raccolta delle impronte digitali dei richiedenti asilo, è in funzione dal 2003 e costituisce una parte essenziale del sistema europeo comune di asilo dell'UE.

La proposta odierna fissa termini più chiari per la trasmissione dei dati, garantisce la piena compatibilità con la legislazione più recente in materia di asilo e risponde meglio alle esigenze di protezione dei dati. Prevede inoltre la possibilità che le autorità di contrasto degli Stati membri consultino la banca dati dell'EURODAC a fini di prevenzione, accertamento e indagine di reati di terrorismo e altri reati gravi, su richiesta degli Stati membri dell'UE.

Il confronto delle impronte digitali in possesso delle autorità di contrasto designate dagli Stati membri e di Europol con quelle presenti nella banca dati EURODAC sarà possibile solo in casi specifici e in circostanze ben definite. La proposta esclude esplicitamente che le autorità di contrasto possano interrogare la banca dati dell'EURODAC su base sistematica e vieta loro di trasmettere a paesi terzi, organizzazioni o enti i dati personali ottenuti. Prevede inoltre misure rigorose per garantire la sicurezza dei dati personali trattati e affida il controllo delle attività di trattamento ad autorità pubbliche indipendenti di protezione dei dati.

Tali disposizioni sull'accesso ai dati e sulla sicurezza dei medesimi garantiscono il rispetto dei diritti fondamentali delle persone le cui impronte digitali sono memorizzate nell'EURODAC e la protezione del diritto alla vita privata dei richiedenti asilo e dei migranti in posizione irregolare.

Contesto

L'EURODAC è stato il primo strumento adottato nel settore dell'asilo (Regolamento (CE) n. 2725/2000). Si tratta di un sistema informatico europeo all'avanguardia per la raccolta di dati biometrici, destinato a favorire la corretta applicazione del regolamento Dublino contribuendo a identificare cittadini di paesi terzi che generalmente non possiedono documenti di identità. Si è dimostrato utile nella determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di asilo e nella protezione del sistema di asilo dagli abusi, evitando che la stessa persona presenti domande multiple in diversi Stati membri.

Dopo vari anni di funzionamento, però, era necessario introdurre alcuni aggiornamenti, specialmente per ridurre i ritardi nella trasmissione dei dati da parte di alcuni Stati membri, cioè il tempo che intercorre tra il rilevamento delle impronte digitali e la loro trasmissione all'unità centrale dell'EURODAC.

Per consentire di progredire nei negoziati sull'intero pacchetto asilo, ora la proposta intende anche fare in modo che le autorità di contrasto possano consultare l’EURODAC per fini di prevenzione, accertamento e indagine di reati di terrorismo e altri reati gravi.

La proposta sarà presentata ai ministri degli Affari interni in occasione del prossimo Consiglio Giustizia e Affari interni, del 7-8 giugno 2012.

Per ulteriori informazioni

http://ec.europa.eu/home-affairs/news/intro/news_intro_en.htm

Homepage di Cecilia Malmström, Commissaria per gli Affari interni:

http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/malmstrom/welcome/default_en.htm

Homepage della DG Affari Interni:

http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/index_en.htm

Contatti :

Michele Cercone (+32 2 298 09 63)

Tove Ernst (+32 2 298 67 64)


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