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La Commissione europea sollecita gli Stati membri ad attuare programmi nazionali per l'integrazione dei Rom

Commission Européenne - IP/12/499   23/05/2012

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Commissione europea – Comunicato stampa

La Commissione europea sollecita gli Stati membri ad attuare programmi nazionali per l'integrazione dei Rom

Bruxelles, 23 maggio 2012 – In una relazione adottata oggi, la Commissione europea invita gli Stati membri dell'Unione ad attuare le loro strategie nazionali per migliorare l'integrazione economica e sociale dei 10-12 milioni di Rom in Europa. I piani degli Stati membri sono stati elaborati in risposta al Quadro dell'UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom, adottato dalla Commissione il 5 aprile 2011 (IP/11/400, MEMO/11/216) e approvato poco dopo dai leader dell'UE (IP/11/789).

Secondo il Quadro dell'UE, sono quattro i settori fondamentali in cui occorre impegnarsi a livello nazionale per migliorare l'integrazione dei Rom: l'accesso all'istruzione, l'occupazione, l'assistenza sanitaria e l'alloggio. Per la prima volta, tutti gli Stati membri si sono impegnati a sviluppare un approccio integrato in questi quattro settori prioritari e hanno elaborato strategie nazionali in proposito.

Nella relazione odierna la Commissione conclude che gli Stati membri si sono effettivamente adoperati per affrontare in modo globale l'integrazione dei Rom, ma che occorre fare molto di più per assicurare finanziamenti sufficienti a favore dell'inclusione dei Rom, per stabilire meccanismi di controllo e per combattere la discriminazione e la segregazione.

"Apprendo con soddisfazione che gli Stati membri hanno realizzato il loro impegno, presentando strategie di integrazione dei Rom. Si tratta di un primo passo importante", ha commentato Viviane Reding, Commissaria UE per la Giustizia e vicepresidente della Commissione. "Adesso, però, gli Stati membri devono cambiare marcia e intensificare la loro azione prendendo misure più concrete, fissando obiettivi espliciti, stanziando finanziamenti appositi e stabilendo validi meccanismi di monitoraggio e valutazione. Ci vuole qualcosa di più delle strategie sulla carta: occorrono risultati tangibili nelle politiche nazionali, che migliorino la vita dei 10-12 milioni di Rom in Europa".

László Andor, commissario UE responsabile per l'Occupazione, gli Affari sociali e l’Integrazione, ha dichiarato: "L'inclusione dei Rom in Europa costituisce un imperativo economico, sociale e morale comune, anche se le difficoltà cui si confrontano le comunità Rom variano da uno Stato all'altro. La relazione sottolinea la necessità, riguardo alla nostra proposta dell'ottobre 2011, che gli Stati membri dispongano di un'adeguata strategia di inclusione dei Rom prima di ricevere gli stanziamenti del Fondo sociale europeo destinati a tale strategia nell'esercizio finanziario 2014-2020".

In tutte le strategie nazionali si riconosce l'esigenza di ridurre il divario tra i Rom e il resto della popolazione nei quattro settori chiave indicati dalla Commissione europea.

La maggior parte degli Stati membri ha presentato misure specifiche che riguardano il modo in cui intendono raggiungere gli obiettivi stabiliti.

Tra gli esempi di buone prassi citiamo:

  • le misure che promuovono l'inclusione dei Rom nel settore dell'istruzione in Slovenia, Spagna e Finlandia;

  • i piani per migliorare l'occupazione dei Rom in Bulgaria e Spagna;

  • il sostegno all'accesso dei Rom all'assistenza sanitaria in Ungheria, Irlanda e Romania e le misure per migliorare la situazione abitativa di queste popolazioni in Francia e in Ungheria (per ulteriori esempi si veda l'allegato).

Un altro aspetto positivo consiste nel fatto che tutti gli Stati membri, seguendo l'invito della Commissione, hanno istituito punti di contatto nazionali incaricati di seguire l'attuazione delle strategie nazionali, dimostrando così la loro forte volontà politica di affrontare le sfide dell'integrazione dei Rom.

Dalla valutazione odierna risulta però che la maggior parte degli Stati membri non ha assegnato risorse di bilancio sufficienti a favore dell’inclusione dei Rom. Soltanto 12 paesi (Bulgaria, Repubblica ceca, Grecia, Lettonia, Lituania, Ungheria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia e Svezia) hanno indicato chiaramente i fondi stanziati, a carico dei bilanci nazionali o dell'Unione, e hanno presentato importi specifici destinati alle misure di inclusione dei Rom previste dai loro documenti strategici.

Per ciascuno dei quattro settori chiave dell'integrazione dei Rom, la Commissione presenta raccomandazioni agli Stati membri e commenta specificamente ognuna delle strategie nazionali, sottolineando gli elementi principali e identificando le principali carenze.

In seguito a questa relazione, la Commissione valuterà periodicamente le iniziative prese dagli Stati membri e pubblicherà relazioni annuali sui progressi compiuti riguardo alle misure nazionali nel contesto del Quadro dell'UE. Oltre a mantenere stabilmente la questione dell'integrazione dei Rom all'ordine del giorno nel programma dell'UE, queste relazioni, creando una sorta di pressione di gruppo, stimoleranno gli Stati membri ad attuare le raccomandazioni della Commissione e le iniziative da essi annunciate nelle rispettive strategie.

Contesto

I Rom, la principale minoranza europea, sono spesso vittime di razzismo, discriminazioni ed esclusione sociale. Molti bambini Rom, invece di andare a scuola, restano per strada. I Rom spesso si vedono negare un'equa opportunità sul mercato del lavoro e le donne sono ancora vittime di violenza e sfruttamento.

Da una relazione sulla situazione dei Rom in undici Stati membri pubblicata oggi dall'Agenzia dei diritti fondamentali (si veda http://fra.europa.eu) risulta che, tra i Rom intervistati, uno su tre è disoccupato, il 20% non è coperto da assicurazione medica e il 90% vive al di sotto della soglia di povertà. Molti si scontrano quotidianamente con pregiudizi, intolleranza, discriminazioni ed esclusione sociale. I Rom sono emarginati e vivono nella maggior parte dei casi in condizioni socioeconomiche estremamente povere.

Sprecando questi potenziali talenti, i governi perdono in termini di entrate e opportunità. In questi tempi di crisi, una migliore integrazione economica e sociale di tutti i cittadini dell'UE è indispensabile; ma se si vuole che sia efficace, occorre agire in modo concertato su tutti i livelli, per affrontare le molteplici cause dell'esclusione. Secondo le ricerche della Banca mondiale, un'integrazione completa dei Rom potrebbe rappresentare circa 0,5 miliardi di euro all'anno per le economie di alcuni paesi, permettendo di aumentare la produttività, tagliare le spese sociali e accrescere le entrate fiscali.

Scopo del Quadro dell’UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom è trasformare in modo tangibile la vita di queste popolazioni cambiando l’approccio per la loro integrazione. Superando un'impostazione frammentaria e concentrata sui singoli progetti, il Quadro innalza per la prima volta l'inclusione dei Rom a livello dell'UE e la collega chiaramente con Europa 2020, la strategia per la crescita dell'Unione. Inoltre, si procederà a controllare la coerenza tra i programmi nazionali di riforma nell'ambito del semestre europeo e le rispettive strategie nazionali di integrazione dei Rom e, se necessario, gli Stati membri saranno invitati ad affrontare la questione dell'inclusione dei Rom nei loro programmi di riforma.

Molti dei settori in cui l'integrazione dei Rom può essere migliorata, quali l'istruzione, l'occupazione, l'assistenza sanitaria e l'alloggio, sono innanzitutto di competenza nazionale o regionale. Tuttavia, all'UE spetta il ruolo importante di coordinare le azioni degli Stati membri e di assisterli con i suoi strumenti finanziari, tra cui il Fondo sociale e i Fondi strutturali.

Per ulteriori informazioni

La comunicazione odierna e la relazione sulle strategie nazionali di integrazione sono accessibili al seguente indirizzo: http://ec.europa.eu/roma

Per la versione delle strategie nazionali presentate dagli Stati membri si può consultare il seguente sito:

http://ec.europa.eu/justice/discrimination/roma/national-strategies/index_en.htm

Homepage di Viviane Reding, Vicepresidente e Commissaria europea per la Giustizia: http://ec.europa.eu/reding

Homepage di László Andor, Commissario UE per l'Occupazione, gli Affari sociali e l’Integrazione:

http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/andor/index_en.htm

Pagina di László Andor su Twitter: http://twitter.com/#!/LaszloAndorEU

Sito Notizie della DG Giustizia:

http://ec.europa.eu/justice/news/intro/news_intro_en.htm

Fondo sociale europeo: Roma: http://ec.europa.eu/esf/main.jsp?catId=63

Contatti :

Mina Andreeva (+32 2 299 13 82)

Natasha Bertaud (+32 2 296 74 56)

Jonathan Todd (+32 2 299 41 07)

Nadège Defrère (+32 2 296 45 44)

Allegato: Esempi di misure nazionali dirette a promuovere l'inclusione dei Rom nei quattro settori indicati dal Quadro dell'UE

1) Istruzione

La Slovenia utilizza assistenti e mediatori Rom e cerca di includere i bambini Rom nell'istruzione prescolastica in modo da aumentare il tasso di completamento del ciclo generale di istruzione dei Rom (che attualmente è pari al 18,7% per i Rom, rispetto a una media del 54,3% a Lubiana).

La Spagna sta istituendo nuovi programmi di mediazione per contribuire a ridurre l’abbandono scolastico precoce e l’assenteismo (nel ciclo primario, l’obiettivo è di passare dall’attuale 22,5% al 15% nel 2015 e al 10% nel 2020 nel ciclo primario).

La città di Kauhajoki in Finlandia ricorre a insegnanti di estrazione Rom per sostenere i bambini e le loro famiglie a livello prescolastico e nelle scuole polivalenti, nonché per aiutare i giovani adulti a proseguire gli studi e trovare un impiego.

2) Occupazione

La Spagna cerca di aumentare il tasso di occupazione nella popolazione Rom dal 44% (nel 2011) al 50% nel 2015 e al 60% nel 2020, fissando un obiettivo specifico per le donne Rom, tramite programmi volti a favorire l'acquisizione di competenze e l'accesso alla formazione.

L’Austria promuove l’accesso dei giovani Rom al mercato del lavoro tramite un progetto che prevede lavoro comunitario, programmi di coaching e formazione. Lo scopo è favorire l'occupazione dei Rom, anche nel settore del lavoro autonomo.

La Bulgaria sta aumentando il numero dei Rom occupati, soprattutto grazie al sostegno del Fondo sociale europeo, organizzando corsi di formazione per migliorare le possibilità di occupazione di 28 000 persone e formando 1 500 persone nel settore della gestione e dell'imprenditoria.

3) Sanità

L'Ungheria intende formare 2 000 donne Rom come operatori sociali che forniscano sostegno alle famiglie, responsabili dello sviluppo delle comunità, assistenti nella ricerca dell'impiego e mediatori sanitari, con l'aiuto del Fondo sociale europeo.

L’Irlanda ha messo a disposizione una vasta gamma di servizi sanitari dedicati ai Traveller, come le Traveller Health Units e i Primary Health Care Projects, che ricorrono a mediatori sanitari e infermiere del settore pubblico per l’assistenza a questa popolazione.

La Romania impiega circa 450 mediatori sanitari per favorire l'accesso dei Rom ai servizi sanitari pubblici, con il compito di agevolare il dialogo tra i Rom e gli istituti e il personale medico. Questi mediatori aiutano attivamente i Rom a ottenere documenti di identità e assicurazioni sanitarie e a farsi registrare sugli elenchi dei medici di famiglia.

4) Alloggio

Le autorità gallesi nel Regno Unito hanno introdotto misure specifiche per migliorare la situazione abitativa e l’accesso ai servizi di Rom e Traveller. Il governo gallese ha aumentato dal 75% al 100% i finanziamenti alle autorità locali per il rinnovo e la creazione di nuovi siti.

In Ungheria si realizzano programmi integrati, con il sostegno del Fondo sociale europeo e del Fondo europeo di sviluppo regionale, volti a migliorare le condizioni sociali, comunitarie, d’istruzione, di assistenza sanitaria, di occupazione e di alloggio delle popolazioni che vivono in ambienti emarginati.

La Francia ha sviluppato progetti di “villaggi di inserimento” per venire incontro alle necessità delle persone svantaggiate, compresi i Rom, che vivono in insediamenti illegali. Tali progetti saranno riprodotti da varie autorità locali con il sostegno del Fondo europeo di sviluppo regionale.


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