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Commissione europea – Comunicato stampa

L'UE rafforza il sostegno ai processi di riforma nel vicinato meridionale e orientale

Bruxelles, 15 maggio 2012 – A maggio 2011, quando nel vicinato meridionale erano in atto mutamenti epocali, l'Unione europea ha concluso una revisione approfondita della sua politica europea di vicinato (PEV). Secondo il principio "more for more", i paesi del vicinato meridionale e orientale dell'UE che danno prova di un deciso impegno a livello di riforme riceveranno dall'Unione un sostegno più ampio e consistente.

Il pacchetto sulla PEV presentato oggi da Catherine Ashton, Alta rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza/Vicepresidente della Commissione, e da Štefan Füle, Commissario UE per l'Allargamento e la politica di vicinato, valuta il primo anno di attuazione del nuovo approccio e propone una roadmap per dare ulteriore slancio all'attuazione del partenariato orientale.

Negli ultimi dodici mesi l'UE ha risposto con determinazione al rapido evolversi della situazione nei paesi del vicinato. La comunicazione congiunta valuta i risultati della nuova politica:

  • l'UE ha riorientato i programmi di assistenza mettendo a disposizione un importo supplementare di 1 miliardo di euro da erogare nel 2011-2013 attraverso due programmi innovativi: SPRING per il vicinato meridionale e EaPIC per il vicinato orientale; ha portato a 1,15 miliardi di euro i massimali di prestito della Banca europea per gli investimenti; ha proposto e ottenuto l'estensione del mandato della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo ai paesi del vicinato meridionale e orientale.

  • In applicazione del principio “more for more”, che ricompensa le riforme, l'Unione ha sostenuto i partner che hanno intrapreso riforme politiche. L'assistenza finanziaria dell'UE alla Tunisia è raddoppiata, passando da 80 a 160 milioni di euro nel 2011. L'Unione è stata inoltre tempestiva nel ridurre le relazioni con i paesi responsabili di gravi violazioni dei diritti umani e nell'imporre una vasta gamma di sanzioni contro i regimi in questione, dirigendo invece il proprio sostegno verso la società civile e le popolazioni colpite.

  • Parallelamente alla ripresa dei colloqui ufficiali “5+2” per la risoluzione del conflitto transnistriano nella Repubblica moldova, è stata intensificata la cooperazione con il governo moldovo, sono state varate misure UE di rafforzamento della fiducia su larga scala e sono state rivedute di volta in volta le sanzioni contro la Transnistria.

  • A settembre è stato introdotto uno strumento per la società civile – con una dotazione iniziale di 26 milioni di euro per il 2011 e importi di simile entità previsti per il 2012 e il 2013 – a beneficio di tutti i paesi PEV.

Una volta terminata la valutazione, l'Alta rappresentante Catherine Ashton ha dichiarato: "L'anno scorso abbiamo rilanciato la nostra politica di vicinato per tener conto dei cambiamenti epocali in atto nei paesi attorno a noi. Questo riesame, il cui scopo era aumentare l'assistenza in funzione dei progressi compiuti in termini di riforme democratiche e economiche, sta dando i primi risultati. In alcuni paesi i progressi sono considerevoli. In altri, invece, dobbiamo incoraggiare i dirigenti politici ad adottare misure coraggiose sulla via delle riforme. Ho sempre detto che saremo giudicati in base al nostro operato nei confronti del vicinato diretto e sono convinta che ci stiamo muovendo nella giusta direzione. Continueremo ad aiutare i nostri partner a integrare i valori fondamentali e a rafforzare le riforme economiche necessarie per creare quella che chiamo "democrazia profonda".

Štefan Füle ha aggiunto: “Pur evitando di autoincensarci, e ferma restando l'esigenza di una verifica oggettiva dell'efficacia della nostra nuova politica, è innegabile che essa poggia su solide basi e che ha sviluppato numerose iniziative le quali, ne sono certo, stanno già dando i loro frutti.”

Vi sono stati notevoli progressi per quanto riguarda l'associazione politica con i paesi partner. Sono in corso negoziati per un accordo di associazione con la Repubblica moldova, la Georgia, l'Armenia e l'Azerbaigian. Si registrano passi avanti anche in termini di integrazione economica (le cosiddette zone di libero scambio globali e approfondite, parte integrante degli accordi di associazione); i negoziati sono stati avviati con la Moldova e la Georgia e inizieranno a breve con l'Armenia. Entro la fine dell'anno saranno probabilmente intavolati negoziati analoghi con la Giordania, il Marocco e la Tunisia.

Nonostante il completamento dei negoziati su un accordo di associazione con l'Ucraina (comprendente una zona di libero scambio globale e approfondita) e la successiva sigla dell'accordo a marzo, le preoccupazioni che rimangono in merito alla situazione politica interna del paese potrebbero rallentare il processo di firma e ratifica, a meno che tali preoccupazioni non vengano fugate.

Si osservano progressi considerevoli anche a livello di mobilità, con l'adozione di misure finalizzate alla liberalizzazione del visto con i partner orientali (Repubblica di Moldova, Ucraina e Georgia), la recente creazione di un partenariato per la mobilità con l'Armenia e il possibile avvio, a breve, di negoziati con l'Azerbaigian sullo stesso tipo di partenariato. Alla Bielorussia è stata fatta una proposta speciale in questo campo. Per quanto riguarda il vicinato meridionale, sono in corso dialoghi su migrazione, mobilità e sicurezza con il Marocco e la Tunisia, che spianeranno la via ai partenariati per la mobilità. La comunicazione propone di avviare un dialogo con la Giordania.

Come richiesto dal Consiglio europeo del marzo 2012, il documento di lavoro su un "partenariato per la democrazia e la prosperità condivisa" propone una roadmap che individua gli obiettivi, gli strumenti e gli interventi necessari per l'attuazione delle politiche dell'UE nei confronti dei partner del Mediterraneo meridionale.

Come stabilito in occasione del vertice del partenariato orientale tenutosi a Varsavia nel 2011, una distinta comunicazione congiunta propone una roadmap fino al vertice del partenariato orientale dell'autunno 2013. La comunicazione descrive per la prima volta tutte le attività bilaterali e multilaterali svolte nell'ambito del partenariato orientale. La roadmap conferma l'impegno comune dell'UE e dei paesi partner dell'Europa orientale nei confronti delle riforme democratiche e della trasformazione economica e definisce un ambizioso programma di lavoro in previsione del vertice che si terrà l'anno prossimo a Vilnius. Essa darà slancio al conseguimento degli obiettivi del partenariato orientale, cioè accelerare l'associazione politica e intensificare l'integrazione economica dei paesi partner con l'UE, aumentare la mobilità dei cittadini in un ambiente sicuro e ben gestito e promuovere la cooperazione in un'ampia gamma di settori.

"Il partenariato orientale affronta il problema delle trasformazioni incomplete" ha commentato l'Alta rappresentante Ashton. "Sono certa che la roadmap aiuterà i paesi partner ad accelerare la transizione verso la democrazia e l'economia di mercato fornendo uno strumento di monitoraggio a sostegno dei loro processi di riforma. Il sostegno dell'UE ai paesi partner sarà commisurato ai progressi tangibili da essi conseguiti in termini di riforme. È fondamentale, inoltre, che i partner si adoperino con rinnovato vigore per risolvere i conflitti che da troppo tempo devastano la regione. L'UE è pronta ad aumentare il sostegno ai paesi disposti a prendere decisioni coraggiose e a voltare pagina."

Il Commissario Füle ha aggiunto: “Sono lieto di constatare che questo strumento strategico è stato elaborato in consultazione con gli Stati membri dell'UE, i nostri partner dell'Europa orientale e la società civile. La roadmap illustra chiaramente gli obiettivi del partenariato orientale a tutti i partner, le misure strategiche che essi dovrebbero adottare, il modo in cui l'UE contribuirà al conseguimento di questi obiettivi e i risultati che ci si possono aspettare dal prossimo vertice del partenariato orientale, che si terrà nell'autunno 2013."

I documenti disponibili sono:

  • la comunicazione congiunta: "Realizzare una nuova politica europea di vicinato";

  • la comunicazione congiunta: "Una roadmap fino al vertice del partenariato orientale dell'autunno 2013";

  • due documenti di lavoro congiunti che illustrano in modo più dettagliato le dimensioni bilaterale e multilaterale del partenariato orientale;

  • dodici documenti di lavoro congiunti che valutano i progressi compiuti da ciascun paese PEV (relazioni per paese);

  • una relazione sul "partenariato per la democrazia e la prosperità condivisa" riguardante il Mediterraneo meridionale, compresa la roadmap;

  • una relazione sul "partenariato orientale";

  • un allegato statistico;

  • una serie di 16 memo che riassumono la situazione nei paesi del vicinato.

Contatti:

Peter Stano (+32 2 295 74 84)

Anca Paduraru (+32 2 296 64 30)

Michael Mann (+32 2 299 97 80)

Maja Kocijancic (+32 2 298 65 70)

Sebastien Brabant (+32 2 298 64 33)


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