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La Commissione propone nuove norme IVA sui buoni ("voucher")

Commission Européenne - IP/12/464   10/05/2012

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Commissione europea – Comunicato stampa

La Commissione propone nuove norme IVA sui buoni ("voucher")

Bruxelles, 10 maggio 2012 - La Commissione europea ha oggi proposto di aggiornare le norme dell'Unione in materia di IVA per garantire il trattamento fiscale uniforme di tutti i tipi di buoni ("voucher") nell'insieme degli Stati membri. Nell'Unione europea il mercato dei buoni è pari a oltre 52 miliardi di euro all'anno. I buoni prepagati per le telecomunicazioni rappresentano quasi il 70% del mercato, seguiti dai buoni regalo e dai buoni sconto. Tuttavia le differenze esistenti da uno Stato membro all'altro nelle norme IVA sui buoni causano gravi inefficienze del mercato. Invece di trarre un vantaggio reale dal mercato unico, le imprese sono costrette ad affrontare problemi di doppia imposizione e difficoltà nell'espandere le loro attività oltre frontiera. Le nuove norme mirano a porre rimedio a tale situazione.

Algirdas Šemeta, Commissario per la Fiscalità e l’unione doganale, l’audit interno e la lotta antifrode, ha dichiarato: "I buoni, acquistati e venduti a milioni ogni settimana, sono in piena espansione in Europa. L'incertezza e le complicazioni della normativa fiscale non devono essere una giustificazione per frenare questo mercato in espansione. Con le nuove norme sull'IVA oggi proposte possiamo instaurare un autentico mercato unico dei buoni, a vantaggio delle imprese, dei cittadini e delle amministrazioni fiscali."

Le nuove norme proposte prevedono, fra l'altro, una chiara definizione delle diverse categorie di buoni e il regime loro applicabile ai fini dell'IVA, rendendo così possibile il trattamento uniforme in tutta Europa delle operazioni che comportano l'utilizzo di buoni. La proposta comprende disposizioni relative alla definizione dei buoni ai fini dell'IVA e alla determinazione del momento in cui l'IVA sui buoni diviene esigibile (ossia, al momento della vendita o del riscatto). Stabilisce inoltre norme concernenti i buoni che passano attraverso le catene di distribuzione e i mezzi di pagamento generali. Le nuove norme entreranno in vigore il 1° gennaio 2015.

Contesto

Attualmente non esistono norme a livello dell'Unione sul trattamento ai fini IVA delle operazioni che comportano l'utilizzo di buoni. In assenza di norme comuni, gli Stati membri hanno messo a punto pratiche nazionali, che non sono coordinate e causano spesso problemi alle imprese e per la riscossione dell'IVA. Quando un buono è emesso in uno Stato membro e utilizzato in un altro, non è sempre chiaro in quale momento le operazioni legate al buono debbano essere tassate. È il caso, ad esempio, delle catene internazionali di alberghi che si servono di buoni per promuovere soggiorni in diversi Stati membri dell'UE.

La proposta odierna si prefigge di chiarire e armonizzare le norme dell'Unione sul trattamento ai fini IVA dei buoni. Avrà pertanto un effetto positivo sulle imprese eliminando i casi di doppia imposizione e l'incertezza sugli adempimenti fiscali. La proposta contribuirà inoltre a colmare le lacune che facilitano l'elusione fiscale da parte di alcune imprese, che sfruttano le divergenze esistenti fra gli Stati membri. Le nuove norme si integrano inoltre nella più ampia strategia dell'agenda digitale europea, in particolare nell'obiettivo di creare un mercato digitale unico.

La Commissione propone in primo luogo di armonizzare la definizione dei buoni ai fini dell'IVA e di determinare il momento dell'imposizione per le operazioni che comportano l'utilizzo di buoni al fine di evitare incoerenze che danno luogo alla doppia imposizione o alla doppia non imposizione. Il momento dell'imposizione sarà determinato dalla natura del buono; verrà in tal modo chiarito se l'imposta debba essere applicata all'atto della vendita del buono o del suo riscatto contro beni o servizi.

In secondo luogo, le nuove norme operano una netta divisione tra i buoni e altri mezzi di pagamento. Il numero crescente di dispositivi mobili rende necessario distinguere tra i crediti prepagati per le telecomunicazioni (che sono buoni) e i servizi di pagamento mobile (che sono soggetti a un'imposizione diversa). L'evoluzione tecnologica nel settore dei pagamenti, in particolare l'utilizzo sempre più diffuso dei pagamenti mobili, rende necessario eliminare qualsiasi ambiguità.

La direttiva stabilisce infine norme comuni per la distribuzione dei buoni all'interno delle catene di intermediari, specialmente nel caso in cui tali catene si estendano a due o più Stati membri. Ad esempio, una carta telefonica può cambiare di mano diverse volte in una catena di distribuzione prima di raggiungere il consumatore e le imprese interessate hanno bisogno di certezza in merito ai loro adempimenti fiscali.

La direttiva contempla altre misure tecniche che riguardano il diritto a detrazione, le procedure di riscatto e di rimborso, la persona debitrice dell'imposta e altri obblighi delle imprese.

La proposta della Commissione è corredata di una valutazione d'impatto, secondo le cui conclusioni l'unico modo efficace per colmare le carenze individuate consiste nell'inserire nella direttiva IVA le nuove disposizioni sui buoni. La direttiva UE sull'IVA e la valutazione d'impatto sono consultabili al seguente indirizzo:

http://ec.europa.eu/taxation_customs/taxation/vat/key_documents/legislation_proposed/index_en.htm

Contatti:

Emer Traynor (+32 2 292 15 48)

Natasja Bohez Rubiano (+32 2 296 64 70)


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