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Commissione europea – Comunicato stampa

Diritto ad un processo equo: diventa legge la proposta della Commissione europea che conferisce ai cittadini il diritto all’informazione nei procedimenti penali

Lussemburgo, 27 aprile 2012 – “Lei ha diritto a…una comunicazione dei diritti”. Presto questo sarà ciò che accadrà a chiunque sia arrestato o fermato in qualunque parte dell’Unione europea. I ministri della Giustizia UE hanno adottato oggi una nuova legge proposta dalla Commissione europea per garantire agli imputati il diritto all’informazione durante il procedimento penale. Grazie alla “direttiva sul diritto all’informazione nei procedimenti penali”, gli indagati di un reato saranno informati sui loro diritti in una lingua che comprendono. Il provvedimento garantirà che i paesi dell’Unione europea forniscano a chiunque venga arrestato – o sia oggetto di un mandato d’arresto europeo – una comunicazione dei diritti che elenca i loro diritti fondamentali nel quadro del procedimento penale. Secondo le stime, una volta entrata in vigore (due anni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, attesa nelle prossime settimane), la nuova legge si applicherà a 8 milioni di procedimenti penali ogni anno in tutti e 27 gli Stati membri dell’UE. A tutt’oggi questo diritto è riconosciuto solo in un terzo degli Stati membri.

«Il diritto ad un processo equo è uno dei pilastri dei nostri sistemi giudiziari in Europa», ha dichiarato Viviane Reding, Vicepresidente e Commissaria UE per la Giustizia. «Questa nuova legge dell’Unione contribuirà a salvaguardare questo diritto garantendo che chiunque venga informato in merito ai propri diritti in modo chiaro e tempestivo. Questo giorno rappresenta una tappa fondamentale nel nostro cammino comune per assicurare ai cittadini europei l’accesso alla giustizia, ovunque essi si trovino nell’Unione europea. Desidero ringraziare il Parlamento europeo e i ministri della Giustizia dell’Unione europea per il loro sostegno alla proposta della Commissione. L’aver fatto di questo diritto ad un processo equo una realtà per i 500 milioni di cittadini dell’Europa in tempi così rapidi, rappresenta un precedente positivo per un’Europa dei diritti e della giustizia».

Contesto

La Commissione europea ha proposto la nuova legge nel luglio del 2010 (IP/10/989) nell’ambito di una serie di iniziative per affermare i diritti ad un processo equo da applicarsi in tutta l’Unione. Questo è il secondo provvedimento, promosso dalla Commissaria UE per la Giustizia, Viviane Reding, che è stato concepito per introdurre norme minime comuni dell’Unione nei procedimenti penali e che aumenterà la fiducia nello spazio europeo di giustizia. Nell’ottobre 2010 il Parlamento europeo ed il Consiglio avevano già approvato la prima proposta che ha conferito agli indagati il diritto alla traduzione e all’interpretazione (IP/10/1305).

La direttiva garantirà che polizia e magistrati delle procure forniscano agli indagati informazioni sui loro diritti. In caso di arresto, le autorità forniranno tali informazioni per iscritto, in una comunicazione dei diritti redatta in un linguaggio semplice e di uso corrente. Gli indagati riceveranno sistematicamente la comunicazione anche se non la chiedono e, se necessario, potranno ottenerne la traduzione. Anche se la formulazione esatta della comunicazione è a discrezione degli Stati membri, la Commissione ha proposto un modello nelle 22 lingue dell’Unione (cfr. allegato). Ciò consentirà di garantire la coerenza a beneficio di chi attraversa le frontiere e di ridurre le spese di traduzione.

La comunicazione dei diritti conterrà dettagli pratici relativi ai diritti delle persone arrestate o detenute, quali:

  • il diritto di non pronunciarsi;

  • il diritto ad un avvocato;

  • il diritto di essere informato dell’accusa;

  • il diritto alla traduzione e all’interpretazione in qualunque lingua, se non si comprende la lingua del procedimento;

  • il diritto di essere prontamente tradotto dinanzi a un’autorità giudiziaria;

  • il diritto di informare un terzo dell’avvenuto arresto o della detenzione.

La comunicazione dei diritti consentirà di evitare errori giudiziari e di ridurre il numero degli appelli.

Al momento nell’UE non vi è uniformità per quanto riguarda la possibilità per i cittadini di essere informati in maniera appropriata dei loro diritti qualora vengano arrestati e debbano rispondere di accuse penali. In alcuni Stati membri gli indagati ricevono solo informazioni orali sui propri diritti processuali, mentre in altri le informazioni scritte vengono fornite solo se richieste.

Ai sensi dell’articolo 82, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, e al fine di facilitare il riconoscimento reciproco delle decisioni giudiziarie e la cooperazione di polizia e giudiziaria nelle materie penali, l’Unione europea può adottare misure per rafforzare i diritti dei cittadini europei, in conformità della Carta dei diritti fondamentali.

Il diritto a un processo equo e i diritti della difesa sono sanciti dagli articoli 47 e 48 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE, ma anche dall’articolo 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

Nel giugno 2011, la Commissione ha presentato una terza misura che garantisce il diritto di consultare un avvocato e di comunicare con i familiari (IP/11/689). La proposta è attualmente oggetto di dibattito in sede di Parlamento europeo e di Consiglio.

Per ulteriori informazioni

Homepage della Vicepresidente Viviane Reding, Commissaria europea per la Giustizia:

http://ec.europa.eu/reding

Newsroom della direzione generale della Giustizia:

http://ec.europa.eu/justice/news/intro/news_intro_en.htm

Commissione europea – diritti degli indagati e imputati:

http://ec.europa.eu/justice/criminal/criminal-rights/index_en.htm

ANNEX I

Indicative model Letter of Rights:

The sole purpose of this model is to present an illustration of a Letter of Rights with a view to helping the national authorities when preparing such Letter at national level. Member States are not bound to use this model. When preparing their Letter, they may amend this model to align it with their national applicable rules and add further useful information.1

You have the following rights:

A. ASSISTANCE OF A LAWYER / ENTITLEMENT TO LEGAL AID

You have the right to speak confidentially to a lawyer. A lawyer is independent from the police. Ask the police if you need help to get in contact with a lawyer, the police shall help you. In certain cases the assistance may be free of charge. Ask the police for more information.

B. INFORMATION ABOUT THE ACCUSATION

You have the right to know why you have been arrested/detained and what you are suspected of having done.

C. INTERPRETATION AND TRANSLATION

If you do not speak or understand the language, you have the right to be assisted by an interpreter. This is free of charge. The interpreter may help you to talk to your lawyer and is required to keep the content of this communication confidential. You have the right to translation of at least the relevant passages of essential documents, including any order by a judge allowing your arrest or keeping you in custody, any charge or indictment and any judgment. You may in some circumstances be provided with an oral translation or summary.

D. RIGHT TO REMAIN SILENT

While questioned by the Police or judicial authorities, you are not obliged to answer questions about the alleged offence. Your lawyer can help you to decide on that.

E. ACCESS TO DOCUMENTS

When you are arrested, you (or your lawyer) have the right to access essential documents you need to challenge the arrest or detention. If your case goes to court you (or your lawyer) will have the right to access material evidence for or against you.

F. INFORMING SOMEONE ELSE ABOUT YOUR DETENTION / INFORMING YOUR CONSULATE OR EMBASSY

When you are arrested, tell the police if you want someone to be informed of the detention, for example a family member or your employer. In certain cases the right to inform other persons of your detention may be temporary limited. The police will be able to tell you.

If you are a foreigner, tell the police if you want your consular authority or embassy to be informed of the detention. Also tell the police if you want to contact an official of your consular authority or embassy.

G. URGENT MEDICAL ASSISTANCE

When you are arrested, you have the right to urgent medical assistance. Tell the police if you are in need of urgent medical care.

H. PERIOD OF DEPRIVATION OF LIBERTY

After your arrest you may be deprived of your liberty/detained for a maximum period of …. [fill in applicable number of hours/days]. At the end of this period you must either be released or be heard by a judge who will decide on your further detention. Ask your lawyer or the judge for information about possibilities to challenge the arrest, to review the detention or to ask for provisional release.

Contatti:

Mina Andreeva (+32 2 299 13 82)

Natasha Bertaud (+32 2 296 74 56)

1 :

According to Article 4(1), the Letter of Rights shall be given upon arrest/detention. This however shall not prevent Member States from providing suspected or accused persons with written information in other situations during criminal proceedings.


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