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Commissione europea – Comunicato stampa

Banconote e monete in euro – 10 anni dopo

Bruxelles, 2 gennaio 2012 – Il 1° gennaio 2002 ha visto l'introduzione nell'Unione europea delle banconote e delle monete in euro, dando così l'avvio ad un' armonizzazione senza precedenti delle politiche monetarie e ad una maggiore cooperazione tra i paesi dell'area del'euro. Se da un lato l'euro e l'Unione economica e monetaria hanno fornito una solida base per lo sviluppo dell'economia, la crisi bancaria del 2008 e le sue conseguenze hanno messo a dura prova il sistema. È apparso evidente che il successo dell'euro dipende dalla solidità e sostenibilità delle finanze pubbliche e dall'efficacia delle politiche macroeconomiche. Grazie alla normativa dell'UE in materia di governance e vigilanza sui conti pubblici, recentemente rafforzata, esistono già i mezzi per attuare un risanamento. Essa è stata ulteriormente rafforzata attraverso un "pacchetto fiscale" concordato dai leader dell'UE allo scopo di rafforzare la disciplina di bilancio, intensificare il coordinamento delle politiche economiche e la governance di tutta l'area dell'euro.

Negli anni precedenti la crisi l'intera area dell'euro ha beneficiato della stabilità macroeconomica che ha consentito di contenere l'inflazione, mantenere bassi i tassi di interesse, conseguire una crescita economica per un periodo eccezionalmente lungo e rafforzare il mercato interno. I 332 milioni di persone che utilizzano l'euro non devono più sostenere i costi connessi al cambio delle valute, le operazioni transfrontaliere sono più trasparenti e i consumatori possono confrontare i prezzi tra i vari paesi dell'area dell'euro.

Olli Rehn, vicepresidente della Commissione europea e responsabile degli affari economici e monetari e dell'euro ha dichiarato: "In un contesto di fragilità delle economie attuali, questo è il momento opportuno per ricordare i principi fondamentali che hanno ispirato la creazione dell'euro e per ricondurre l'Europa su un cammino di solidità e opportunità. Abbiamo i mattoni e il cemento; abbiamo la manodopera. Quello che occorre ora è la volontà politica, una forte determinazione e rapidi interventi per rilanciare la crescita economica, creare più posti di lavoro e ripristinare la fiducia degli investitori e dell'opinione pubblica."

Contesto

Per poter aderire all'euro, senza alcun'eccezione, tutti i potenziali paesi membri devono rispettare rigorosi criteri economici e monetari per mantenere la disciplina di bilancio. L'euro ha avvicinato gli Stati membri inducendoli a collaborare per raggiungere l'obiettivo comune, favorevole a tutti, della stabilità economica e monetaria. Prima della crisi bancaria del 2008, l'Unione europea era già avviata a raggiungere questi traguardi.

Tuttavia, all'interno dell'area dell'euro, nell'arco di un decennio si sono creati squilibri finanziari e macroeconomici. Per rimediare a questi squilibri nell'UE le amministrazioni pubbliche hanno compiuto sforzi enormi allo scopo di tutelare al contempo gli interessi dei governi, delle imprese e dei cittadini in tutta l'UE.

Se non ci fosse stata l'Unione economica e monetaria la crisi finanziaria mondiale avrebbe causato una serie di crisi delle valute estremamente destabilizzanti in Europa. Gli effetti sulle economie, i governi, le imprese e addirittura la vita quotidiana delle persone sarebbero stati inimmaginabili.

Gli obiettivi fondamentali dell'unione economica e monetaria e dell'euro sono, e rimangono, un miglior funzionamento dell'economia europea, la creazione di posti di lavoro e l'innalzamento del tenore di vita dei cittadini europei. L'euro non è solo un accordo monetario puramente tecnico, ma è anche il simbolo dell'intenzione di collaborare con uno spirito di solidarietà.

L'euro non garantisce da solo la stabilità e la crescita economica. Anzitutto, occorre una sana gestione dell'economia in tutta l'area dell'euro nel rispetto delle norme del trattato UE e del patto di stabilità e crescita (PSC), che è una componente fondamentale dell'Unione economica e monetaria (UEM).

In secondo luogo, in quanto moneta dell'Unione europea, l'euro è uno strumento essenziale per incrementare i vantaggi del mercato unico, della politica commerciale e della collaborazione strategica.

Il patto di stabilità e crescita è appena stato rafforzato tramite un pacchetto di sei norme entrate in vigore nell'UE il 13 dicembre 2011. Questi nuovi strumenti garantiranno, ora più che mai, che tutti si attengano alle regole pattuite di comune accordo e contribuiranno in modo significativo a stabilizzare l'economia dell'UE e a impedire il ripetersi di una nuova crisi. Questa serie di strumenti comprende norme fiscali e un nuovo impulso alla riduzione degli elevati livelli di debito, sostenuti da un meccanismo sanzionatorio credibile, e un quadro normativo efficiente per impedire e affrontare più ampi squilibri macroeconomici.

Questa tappa fondamentale è stata raggiunta solo alcuni giorni dopo il Consiglio europeo del 9 dicembre, quando i leader politici dell'UE hanno preso decisioni coraggiose per rafforzare la credibilità della nostra capacità di reazione alle crisi, sia per quanto riguarda un'ulteriore rafforzamento della governance economica per arrivare ad un nuovo patto fiscale, sia per quanto riguarda gli strumenti di protezione finanziaria per limitare il contagio e, in ultima analisi, tutelare la crescita economica e l'occupazione.

Per ulteriori informazioni

MEMO/11/945

MEMO/11/898

Sito internet della DG ECFIN:

http://ec.europa.eu/economy_finance/euro/index_en.htm

Contatti:

Amadeu Altafaj Tardio (+32 2 295 26 58)

Vandna Kalia (+32 2 299 58 24)

Catherine Bunyan (+32 2 299 65 12)


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