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Maggiore protezione per i lavoratori distaccati

Commission Européenne - IP/12/267   21/03/2012

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Commissione europea – Comunicato stampa

Maggiore protezione per i lavoratori distaccati

Bruxelles, 21 marzo 2012. Per un mercato unico dell'UE più efficiente per i lavoratori e le imprese, la Commissione ha proposto un nuovo quadro normativo finalizzato a migliorare la tutela dei lavoratori distaccati temporaneamente all'estero. La tutela dei lavoratori e una concorrenza leale sono due aspetti strettamente legati del mercato unico dell'UE. Tuttavia, si è constatato che le condizioni di lavoro minime non sono sempre rispettate nell'UE per quanto concerne i lavoratori distaccati, che sono circa un milione. Per porre fine agli abusi di cui sono vittime i lavoratori che non godono appieno dei loro diritti per quanto riguarda, ad esempio, i salari o le ferie, in particolare nel settore della costruzione, la Commissione ha presentato una proposta di direttiva che precisa le modalità di applicazione pratica delle norme che disciplinano il distacco dei lavoratori e rafforza le misure di vigilanza. Ciò consentirà di creare condizioni di concorrenza eque tra le imprese e di estromettere dal mercato quelle che non rispettano le norme.

Per dimostrare chiaramente che la libertà di sciopero dei lavoratori è un diritto al pari della libera prestazione di servizi, la Commissione ha proposto inoltre un nuovo regolamento che tiene conto della giurisprudenza esistente, particolarmente importante nel contesto della prestazione transfrontaliera dei servizi come nel caso dei lavoratori distaccati. Le due proposte mirano entrambe a favorire la creazione di posti di lavoro di qualità e ad incrementare la competitività dell'UE, adeguando e migliorando il funzionamento del mercato unico e salvaguardando al contempo i diritti dei lavoratori.

In seguito all'adozione del pacchetto legislativo, il presidente Barroso ha affermato: "Nel 2009 ho promesso dinanzi al Parlamento europeo che avremmo chiarito l'esercizio dei diritti sociali per quanto concerne i lavoratori distaccati. La libera prestazione di servizi nel mercato unico rappresenta un importante potenziale di crescita; le norme devono, tuttavia, valere per tutti. Purtroppo i lavoratori distaccati in un altro Stato membro non sono sempre tutelati da tali norme. Oggi la Commissione europea adotta provvedimenti concreti per porre fine ad abusi inaccettabili. Vogliamo far sì che i lavoratori distaccati esercitino appieno i loro diritti sociali in tutta Europa."

Rilevando l'importanza delle proposte per i lavoratori e per le imprese, László Andor, commissario UE per l'occupazione, gli affari sociali e l'inclusione, ha dichiarato: "Il distacco temporaneo dei lavoratori può costituire un vantaggio per il mercato del lavoro e per le imprese dell'UE, ma non deve essere utilizzato come mezzo per eludere le norme minime di protezione sociale." Il commissario ha sottolineato che il mercato unico non può funzionare efficacemente senza condizioni di concorrenza leale ed ha aggiunto: "Le proposte odierne chiariscono a tutte le parti quali sono le norme in materia di distacco dei lavoratori e prevedono misure concrete di salvaguardia per impedire il dumping sociale e condizioni di lavoro precarie, in particolare nel settore della costruzione in cui il distacco è più praticato e più frequenti sono le segnalazioni di abusi.

Contesto

La proposta di direttiva sull'applicazione della direttiva del 1996 sul distacco dei lavoratori è volta a migliorarne le modalità di applicazione pratica, senza modificarne le disposizioni. In particolare, la nuova direttiva:

  • fissa standard più elevati per l'informazione dei lavoratori e delle imprese sui rispettivi diritti e doveri;

  • stabilisce regole chiare riguardo alla cooperazione tra le autorità nazionali competenti in materia di distacco;

  • contiene disposizioni che permettono di migliorare l'applicazione della nozione di distacco e di intensificarne i controlli al fine di evitare la proliferazione di società fittizie che ricorrono al distacco dei lavoratori per eludere le norme nel campo della legislazione del lavoro;

  • definisce l'ambito di vigilanza e le responsabilità delle autorità nazionali competenti;

  • migliora la difesa dei diritti dei lavoratori, tra l'altro introducendo nel settore della costruzione il principio della responsabilità solidale relativamente alla retribuzione dei lavoratori distaccati e disposizioni sul trattamento delle denunce.

La proposta di regolamento Monti II risponde ai timori riguardo al prevalere delle libertà economiche sul diritto di sciopero nel mercato unico e ribadisce il concetto che il diritto di intraprendere azioni collettive e la libertà di prestare servizi sono entrambi diritti primari. Inoltre, introduce un nuovo meccanismo di allerta per i conflitti di lavoro transfrontalieri con implicazioni gravi. Il regolamento non interferisce in alcun modo sulla legislazione nazionale in materia di diritto di sciopero né pone limiti all'esercizio di tale diritto.

Ogni anno sono circa un milione i lavoratori dell'UE che su incarico dei rispettivi datori di lavoro si spostano per lavoro oltre frontiera (0,4% della forza lavoro europea). I principali paesi di origine sono: Polonia, Germania, Francia, Lussemburgo, Belgio e Portogallo. I lavoratori distaccati svolgono un ruolo importante sopperendo ai deficit di manodopera qualificata e non in varie regioni e in vari settori, quali la costruzione, l'agricoltura e i trasporti. Il distacco assume inoltre rilevanza nella prestazione di servizi altamente qualificati, come nel campo delle tecnologie dell'informazione.

Nel mercato unico dell'UE le imprese sono libere di prestare servizi in altri Stati membri e hanno la possibilità di distaccare temporaneamente lavoratori per la realizzazione di progetti specifici. Ciò consente alle imprese di offrire i loro servizi specializzati in tutto il mercato unico dell'UE e di contribuire in tal modo ad una maggiore efficienza e alla crescita economica.

I lavoratori distaccati non sono integrati nel mercato del lavoro del paese ospitante in quanto restano alle dipendenze dell'impresa dello Stato membro d'origine.

Per facilitare il distacco dei lavoratori e garantire condizioni di concorrenza leale e un'adeguata tutela, la direttiva del 1996 definisce un insieme di condizioni di lavoro fondamentali che il prestatore di servizi deve rispettare durante il periodo del distacco nello Stato membro ospitante. Tali condizioni riguardano le tariffe salariali minime, la durata delle ferie, l'orario di lavoro massimo e i periodi minimi di riposo, nonché la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro.

Nella pratica, l'applicazione di tali condizioni minime non è sempre corretta o controllata nello Stato membro ospitante. Le imprese possono abusare del distacco insediandosi fittiziamente all'estero con l'unico scopo di beneficiare di un livello di protezione dei lavoratori o di una contribuzione sociale inferiore. I lavoratori distaccati sono spesso più vulnerabili data la loro situazione di persone che vivono all'estero. La nuova proposta consentirà di introdurre disposizioni più efficaci che garantiscano l'applicazione concreta della direttiva 1996 sul distacco dei lavoratori.

Le sentenze della Corte di giustizia europea nelle cause Viking- Line e Laval hanno suscitato un vivace dibattito sulla possibilità per i sindacati di difendere i diritti dei lavoratori in situazioni transfrontaliere che implicano il distacco o la delocalizzazione di imprese. Secondo alcuni, queste sentenze considerano le libertà economiche prevalenti rispetto ai diritti sociali e, in particolare, al diritto di sciopero. La nuova direttiva di applicazione e il regolamento Monti II dimostrano che questo timore è infondato.

Per ulteriori informazioni

Sito web della DG EMPL sul distacco dei lavoratori:

http://ec.europa.eu/social/posted-workers

Proposta di direttiva sull'applicazione della direttiva 96/71/CE relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi: http://ec.europa.eu/social/BlobServlet?docId=7479&langId=en

Proposta di regolamento sull'esercizio del diritto di promuovere azioni collettive nel quadro della libertà di stabilimento e della libera prestazione di servizi:

http://ec.europa.eu/social/BlobServlet?docId=7480&langId=en

Documento di lavoro dei servizi della Commissione, valutazione di impatto, revisione del quadro legislativo concernente il distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi, SWD(2012) 63:

http://ec.europa.eu/social/BlobServlet?docId=7481&langId=en

MEMO/12/199 + MEMO/12/202

Persone da contattare:

Cristina Arigho (+32 2 298 53 99)

Nadège Defrère (+32 2 299 04 03)


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