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Un milione di ore di film europei giacciono in scatole e armadi, secondo una relazione della Commissione

European Commission - IP/12/1427   20/12/2012

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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 20 dicembre 2012

Un milione di ore di film europei giacciono in scatole e armadi, secondo una relazione della Commissione

Secondo una nuova relazione della Commissione europea gran parte degli istituti europei per la conservazione del patrimonio cinematografico non si sono ancora adeguati alla rivoluzione digitale e non sono ancora in grado di conservare i film in formato digitale. Una parte dei nostri film rischia di andare definitivamente persa e di non essere trasmessa alle generazioni future, come avvenuto per i film muti, di cui si è conservato solo il 10%. Per problemi di formattazione e di interoperabilità anche i film risalenti agli inizi dell’era digitale rischiano di andare persi per sempre.

Le nuove tecnologie consentirebbero di accedere ad un milione di ore di film europei, attualmente chiusi in scatole negli archivi. Eppure, solo il 1,5% del patrimonio cinematografico europeo è attualmente accessibile al pubblico, a pagamento o gratuitamente.

Neelie Kroes, Vicepresidente della Commissione, ha dichiarato: "È ridicolo che nel 21° secolo il nostro patrimonio cinematografico non sia visibile. La cultura è il cuore dell’Europa, e il cinema il cuore della cultura. È mia ferma intenzione fare in modo che questo patrimonio cinematografico sia disponibile online, e nel 2013 presenterò una proposta per consentire agli Stati membri e ai settori interessati di unire le forze per realizzare questo obiettivo".

Solo l'1,5% del patrimonio cinematografico europeo è digitalizzato. La digitalizzazione è però il presupposto per l’accessibilità online. Senza di essa, i cinefili continueranno a essere privati delle possibilità offerte dalla rete. Certo non per mancanza di interesse: ad esempio, sulla piattaforma online "Europa Film Treasures" finanziata dall’UE si sono registrati due milioni di visualizzazioni dal 2009.

La scarsità di finanziamenti pubblici e privati e la complessità delle procedure di gestione dei diritti (in termini sia di tempo e che di denaro) ostacolano attualmente la digitalizzazione

La Svezia e il Regno Unito sono invece considerate esemplari.

Contesto

La Commissione ritiene che gli Stati membri dovrebbero includere il patrimonio cinematografico nelle loro strategie di digitalizzazione e nelle politiche in materia di archivi, il che consentirebbe, tra l’altro, di arricchire il catalogo dei film accessibili tramite il portale Europeana. Occorre mettere a punto forme di finanziamento e tecniche di gestione collettiva innovative: ad esempio potenziando la ricerca nelle tecnologie di scansione delle pellicole di archivio, che consentirebbe di ridurre i costi di digitalizzazione. Inoltre, occorre aumentare le risorse e migliorare le strutture e le competenze in materia di conservazione delle pellicole sia analogiche che digitali.

Il 16 novembre 2005 il Parlamento europeo e il Consiglio hanno adottato una raccomandazione relativa al patrimonio cinematografico.

La prima relazione sull’attuazione della raccomandazione è stata pubblicata nell’agosto del 2008 e la seconda nel luglio 2010. La terza relazione del 2012 analizza le risposte degli Stati membri ad un questionario inviato dalla Commissione. Le risposte sono consultabili online nella lingua originale e in inglese.

Nel gennaio 2012 la Commissione ha pubblicato uno studio, realizzato da esperti indipendenti, su l’Agenda digitale per il patrimonio cinematografico europeo.

Nell’ottobre 2011 la Commissione ha adottato la raccomandazione sulla digitalizzazione e l’accessibilità in rete dei materiali culturali e sulla conservazione digitale, riguardante tutto il patrimonio culturale europeo, a prescindere dal supporto, e quindi anche il patrimonio cinematografico.

Nel 2013 la Commissione avvierà, parallelamente, un dialogo con i settori interessati su alcuni problemi urgenti legati ai diritti d’autore, tra cui i problemi relativi alla conservazione e all’accessibilità on line di opere del patrimonio cinematografico, e valuterà se proporre nel 2014 misure legislative per modernizzare la direttiva 2001/29/CE sul diritto d’autore nella società dell’informazione, in particolare in materia di eccezioni e limitazioni (cfr. IP/12/1394 e MEMO/12/950).

Per ulteriori informazioni

La 3a relazione sull'attuazione della raccomandazione relativa al patrimonio cinematografico

Sito web di Neelie Kroes.

Seguite Neelie Kroes su Twitter

Contatti:

Ryan Heath (+32 2 296 17 16), Twitter: @RyanHeathEU

Linda Cain (+32 2 299 90 19)


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