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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 19 dicembre 2012

Aiuti di Stato: la Commissione ordina il recupero di 360 milioni di EUR illegalmente concessi a SEA Handling, operatore italiano per l’assistenza a terra

La Commissione europea ha stabilito che l’aiuto di Stato dell’importo pari a circa 360 milioni di EUR concesso tra il 2002 e il 2010 da SEA, l’operatore pubblico che gestisce gli aeroporti di Milano Malpensa e Milano Linate, alla sua controllata SEA Handling, operatore dell’assistenza a terra in tali aeroporti, è incompatibile con le norme UE in materia di aiuti di Stato. L’indagine della Commissione ha rivelato che gli apporti di capitale effettuati dagli azionisti pubblici di SEA Handling hanno procurato un indebito vantaggio economico a SEA Handling rispetto ai concorrenti che operano senza sovvenzioni da parte dello Stato. SEA Handling deve quindi restituire l’importo che le ha procurato tale indebito vantaggio con gli interessi.

Nel giugno 2010, la Commissione, a seguito di una denuncia, ha avviato un’indagine approfondita sugli apporti di capitali effettuati da SEA a favore delle sua controllata nel periodo 2002-2010 (si veda l’IP/10/787).

Dall’indagine è emerso che, a causa di una situazione finanziaria estremamente difficile, SEA Handling non sarebbe stata in grado di ottenere tali finanziamenti sul mercato nel periodo 2002-2010. Nessun investitore operante in condizioni di mercato avrebbe accettato di concedere tale capitale all’impresa. I ripetuti apporti di capitale hanno conferito a SEA Handling un indebito vantaggio rispetto ai suoi concorrenti e costituisce, pertanto, un aiuto di Stato ai sensi della normativa dell’UE.

La Commissione ha quindi esaminato se tali aiuti di Stato potessero essere considerati compatibili con la normativa UE. Dal momento che nel periodo in questione SEA Handling si trovava in difficoltà finanziarie, la società avrebbe potuto legittimamente ottenere aiuti di Stato sulla base delle condizioni stabilite dagli orientamenti sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà (si veda l’IP/12/1042). Tuttavia, gli apporti di capitale non soddisfacevano tali criteri. Il piano aziendale di SEA Handling non è riuscito a dimostrare, sulla base di elementi solidi e attendibili, in che modo l’impresa avrebbe potuto diventare redditizia e operare senza i ripetuti aiuti di Stato. Inoltre, il piano non indicava che SEA Handling avrebbe contribuito al costo della ristrutturazione. Infine, non prevedeva alcuna misura di compensazione per ridurre le distorsioni della concorrenza determinate dall’importo considerevole dell’aiuto ottenuto dallo Stato.

Poiché tali condizioni non sono state soddisfatte, l’Italia deve provvedere al recupero dell’aiuto concesso a SEA Handling in modo da ripristinare la parità di condizioni nel mercato interno dell'UE.

Contesto

La Commissione è tenuta ad esercitare un controllo sui finanziamenti pubblici concessi alle imprese che svolgono attività economiche nella UE, al fine di evitare che alcune imprese siano tenute in attività grazie a sovvenzioni senza dover competere con le loro forze.

Conformemente alle norme dell'UE in materia di aiuti di Stato, gli interventi delle pubbliche autorità a favore di società che svolgono attività economiche possono non configurarsi come aiuti di Stato qualora vengano effettuati a condizioni che sarebbero accettate da un privato operante a condizioni di mercato ("principio dell'investitore operante in un'economia di mercato"). Se tale criterio non è soddisfatto, l’intervento costituisce un aiuto di Stato ai sensi della normativa dell’UE.

Conformemente alle disposizioni dell’articolo 107 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), gli aiuti possono essere considerati compatibili in alcuni casi, segnatamente quando perseguono un obiettivo di interesse comune, come la protezione dell’ambiente, la ricerca o lo sviluppo regionale, senza falsare indebitamente la concorrenza tra imprese nel mercato interno.

La Commissione deve valutare se gli effetti positivi derivanti dal conseguimento dell'obiettivo di interesse comune controbilancino gli inevitabili vantaggi in termini di concorrenza che un'impresa ottiene grazie ad una sovvenzione. A tal fine la Commissione ha adottato diverse serie di orientamenti che, in conformità delle norme del TFUE, stabiliscono le condizioni da rispettare per evitare che i diversi tipi di interventi statali falsino indebitamente la concorrenza.

Gli orientamenti applicabili a SEA Handling sono gli orientamenti dell’UE sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà del 2004 (si vedano l’IP/04/856 e il MEMO/04/172) che fissano le condizioni in base alle quali le imprese che si trovano in difficoltà finanziarie possono ricevere aiuti di Stato. Segnatamente, gli orientamenti prevedono che le imprese interessate debbano elaborare un solido piano di ristrutturazione che ripristini la redditività a lungo termine e permetta loro di funzionare senza continuare a ricevere sovvenzioni da parte dello Stato. Inoltre, le imprese beneficiarie dell’aiuto devono attuare adeguate misure compensative finalizzate a ridurre al minimo le distorsioni di concorrenza create dall’aiuto di Stato e ad apportare un considerevole contributo al piano di ristrutturazione mediante risorse proprie. Inoltre, gli orientamenti specificano che un’impresa può ricevere un aiuto alla ristrutturazione soltanto una volta ogni dieci anni.

Ulteriori informazioni sono consultabili nel registro degli aiuti di Stato (State aid Register) sul sito Internet della DG Concorrenza in riferimento al caso n. SA.21420. Le ultime pubblicazioni sulle decisioni relative agli aiuti di Stato figurano nel bollettino elettronico di informazione settimanale in materia di aiuti di Stato (State Aid Weekly e-News).

Contatti :

Antoine Colombani (+32 2 297 45 13)

Maria Madrid Pina (+32 2 295 45 30)


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