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Prima relazione della Commissione sul meccanismo di allerta: correggere gli squilibri macroeconomici nell'UE

European Commission - IP/12/132   14/02/2012

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Commissione europea – Comunicato stampa

Prima relazione della Commissione sul meccanismo di allerta: correggere gli squilibri macroeconomici nell'UE

Bruxelles, 14 febbraio 2012 – Le nuove norme sulla governance economica nell'UE, il cosiddetto "Six-pack", si fondano su due pilastri, ossia la sorveglianza di bilancio e la sorveglianza macroeconomica. La procedura per gli squilibri macroeconomici è un nuovo strumento che aiuta ad individuare e a correggere gli sviluppi economici rischiosi. La prima relazione sul meccanismo di allerta, adottata oggi dalla Commissione, dà il via alla sorveglianza. La Commissione europea ha individuato 12 Stati membri per i quali è necessario approfondire ulteriormente l'analisi della situazione macroeconomica. Sono soltanto queste analisi approfondite successive che consentiranno di stabilire se esistono squilibri e se sono dannosi.

Il vicepresidente Olli Rehn, commissario per gli Affari monetari e l'euro, ha dichiarato: "Questa crisi ha evidenziato i rischi che gli squilibri macroeconomici recano alla stabilità finanziaria, alle prospettive economiche e al benessere di un paese, dei suoi cittadini e dell'intera Unione europea. Come primo passo, oggi lanciamo l'analisi approfondita della situazione macroeconomica dei paesi. Se dall'analisi emergerà che gli squilibri ci sono e sono dannosi, questo nuovo strumento rappresenterà un passo importante verso la correzione degli squilibri accumulati durante gli anni. Sviluppare solide politiche di bilancio, individuare tempestivamente gli squilibri economici pericolosi e correggerli sono i presupposti necessari per ripristinare la sostenibilità della crescita e dell'occupazione".

Sulla base di un quadro di valutazione composto di 10 indicatori macroeconomici, che rilevano ad esempio perdita di competitività, livello di indebitamento elevato o bolle speculative sul mercato immobiliare, e tenendo conto di altri dati economici, il meccanismo di allerta consente di individuare gli Stati membri la cui situazione macroeconomica richiede un'analisi più approfondita. È questo il punto di partenza della nuova procedura per gli squilibri macroeconomici, che intensificherà il dialogo con gli Stati membri a proposito della definizione delle politiche economiche. Se necessario, la Commissione europea indirizzerà allo Stato membro interessato una raccomandazione, affinché questo possa intervenire con misure appropriate per correggere la situazione o per evitare che gli squilibri persistano.

La Commissione europea ritiene necessario approfondire ulteriormente l'analisi della situazione macroeconomica nei seguenti paesi (qui elencati in ordine alfabetico): Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Finlandia, Francia, Italia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria e Regno Unito.

La relazione conclude che in questo momento non è necessario approfondire l'analisi dei seguenti paesi: Austria, Repubblica ceca, Estonia, Germania, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia e Slovacchia. Per questi paesi, tuttavia, saranno formulate raccomandazioni sulle politiche di bilancio e macroeconomiche nel quadro del semestre europeo.

Analisi approfondite non sono state proposte per Grecia, Irlanda, Portogallo e Romania, che beneficiano di un programma di assistenza finanziaria condizionata dell'UE e del FMI, e sono quindi già soggetti a sorveglianza economica rafforzata.

Tra le ragioni che rendono necessaria un'analisi più approfondita per i 12 paesi di cui sopra figurano le seguenti:

Belgio: perdita consistente di quote del mercato delle esportazioni, che va di pari passo con un peggioramento del saldo delle partite correnti e un calo della competitività di costo. Il livello del debito lordo del settore privato va considerato in relazione con il livello del debito pubblico.

Bulgaria: accumulo molto rapido di squilibri interni ed esterni, ma adesso il paese sta attraversando una fase di correzioni rapide e significative. Dato il livello ancora elevato degli squilibri accumulati, le prospettive di ulteriore aggiustamento richiedono un'analisi più attenta.

Danimarca: il boom del mercato delle abitazioni che ha preceduto la crisi, la cui correzione è iniziata nel 2007, è stato accompagnato da una rapida crescita del credito e dall'aumento del debito del settore privato, in particolare delle famiglie. Mentre negli ultimi anni il credito e i prezzi delle abitazioni hanno subito un parziale aggiustamento, lo stock del debito del settore privato rimane molto elevato.

Spagna: il paese sta attraversando una fase di aggiustamento dei forti squilibri esterni e interni accumulatisi durante il lungo boom edilizio e creditizio.

Francia: il graduale deterioramento della bilancia commerciale si è tradotto in un peggioramento del saldo delle partite correnti e in gravi perdite di quote del mercato delle esportazioni.

Italia: significativo deterioramento della competitività a partire dalla metà degli anni '90, evidente anche nelle persistenti perdite di quote del mercato delle esportazioni. Mentre l'indebitamento del settore privato è relativamente contenuto, il debito pubblico desta preoccupazione, soprattutto in considerazione della debolezza della crescita e delle debolezze strutturali.

Cipro: sfide di ampia portata sia a livello interno che esterno. L'economia cipriota è caratterizzata da disavanzi elevati delle partite correnti, perdite di quote del mercato delle esportazioni e forte indebitamento del settore privato.

Ungheria: il paese ha visto un netto aggiustamento di gravi squilibri. Il livello dell'indebitamento, in particolare del settore pubblico, ma anche di quello privato, resta elevato. L'indebitamento verso l'estero è il più elevato dell'UE.

Slovenia: rapido accumulo di squilibri interni, con un deciso aumento del costo nominale del lavoro per unità di prodotto, del credito al settore privato e dei prezzi delle abitazioni. Il settore bancario, pesantemente indebitato, è sotto forte pressione adesso che l'economia è all'inizio di un difficile processo di riduzione dell'indebitamento.

Finlandia: perdite significative di quote del mercato delle esportazioni. Il livello di indebitamento del settore privato è andato costantemente crescendo nell'ultimo decennio, in gran parte a causa dell'aumento dei mutui.

Svezia: l'indebitamento delle famiglie ha raggiunto livelli elevati, benché di recente la crescita del credito abbia subito un rallentamento. Questa evoluzione è dovuta ad un netto aumento dei prezzi delle abitazioni negli ultimi 15 anni, che soltanto di recente hanno cominciato a stabilizzarsi.

Regno Unito: significative perdite di quote del mercato delle esportazioni negli ultimi dieci anni, nonostante una recente parziale stabilizzazione. L'elevato livello del debito del settore privato va considerato in relazione alla debolezza delle finanze pubbliche. Il debito delle famiglie è in gran parte dovuto ai mutui, in un contesto di forti aumenti cumulati dei prezzi delle abitazioni.

Inoltre, dalla lettura economica del quadro di valutazione emerge la necessità di un'ulteriore analisi dei fattori trainanti e delle implicazioni in termini di politiche di avanzi delle partite correnti elevati e persistenti.

Contesto

La procedura per gli squilibri macroeconomici fa parte del cosiddetto "Six-pack", il pacchetto legislativo entrato in vigore il 13 dicembre 2011 (MEMO/11/898) per rafforzare la sorveglianza di bilancio e la sorveglianza macroeconomica nell'UE e nell'area dell'euro. Questa procedura e il regolamento che la attua rispondono alla sfida di monitorare meglio, grazie a questo nuovo strumento, gli sviluppi macroeconomici, per contribuire a prevenire e a correggere gli squilibri.

L'esistenza di squilibri macroeconomici sarà confermata o smentita dall'analisi approfondita. Se tali squilibri esistono ma non sono dannosi, la procedura si interrompe. Se invece si rivelano dannosi, è necessario intervenire con un'azione preventiva o correttiva.

La parte preventiva della procedura per gli squilibri macroeconomici dà alla Commissione europea e al Consiglio dei ministri la possibilità di adottare raccomandazioni tempestivamente, ossia prima che gli squilibri si aggravino ulteriormente. Nei casi più gravi può far scattare la parte correttiva, ossia la procedura per gli squilibri eccessivi.

Le conclusioni della relazione sul meccanismo di allerta saranno discusse a livello di Eurogruppo per quanto riguarda gli Stati membri dell'area dell'euro e a livello di Consiglio dei ministri dell'Economia e delle Finanze per quanto riguarda tutti gli Stati membri dell'UE. La Commissione europea attende inoltre con interesse il contributo del Parlamento europeo.

Su questa base, la Commissione europea preparerà analisi approfondite specifiche per paese, che diventeranno parte dell'analisi svolta nel contesto della sorveglianza economica integrata nel quadro del semestre europeo.

Per ulteriori informazioni:

MEMO/12/104

Relazione completa: http://ec.europa.eu/economy_finance/economic_governance/documents/alert_mechanism_report_2012_en.pdf

http://ec.europa.eu/economy_finance/economic_governance/macroeconomic_imbalance_procedure/index_en.htm

Contatti:

Amadeu Altafaj Tardio (+32 2 295 26 58)

Vandna Kalia (+32 2 299 58 24)


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