Chemin de navigation

Left navigation

Additional tools

Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 4 dicembre 2012

Cielo unico europeo: gli Stati membri non rispettano una scadenza importante per rendere più efficiente lo spazio aereo europeo

Diversi Stati membri evidenziano forti ritardi e non sono ancora in linea con le disposizioni intese a rendere pienamente operativi nove blocchi funzionali di spazio aereo (FAB) entro la data prevista del 4 dicembre 2012. Gli Stati membri non hanno rispettato una scadenza importante per l’istituzione dei FAB, ossia dei blocchi funzionali di spazio aereo regionali essenziali per il proposito ambizioso di creare uno spazio aereo europeo triplicandone la capacità e dimezzando i costi del controllo del traffico aereo. Oggi la Commissione ha preannunciato l'avvio di procedimenti di infrazione contro gli Stati membri per tutti i FAB non ancora completamente conformi agli obblighi legislativi. Nella primavera 2013 la Commissione presenterà inoltre un nuovo pacchetto di misure legislative finalizzate ad accelerare le riforme e a garantire la piena realizzazione del Cielo unico europeo.

Le inefficienze dovute alla frammentazione dello spazio aereo europeo comportano ogni anno costi straordinari per quasi 5 miliardi di euro. Tale frammentazione aggiunge 42 chilometri alla distanza di un volo medio, costringendo gli aeromobili a consumare più carburante, generare maggiori emissioni, pagare maggiori diritti di utilizzo, già costosi di per sé, oltre a provocare maggiori ritardi. Gli Stati Uniti controllano uno spazio aereo dalla stessa estensione, con un traffico superiore, per la metà del costo.

Il Vicepresidente della Commissione Siim Kallas, responsabile per i Trasporti, ha dichiarato: “Faremo quanto in nostro potere per creare il Cielo unico europeo. I costi della congestione e dei ritardi nel settore dell'aviazione si ripercuotono giorno dopo giorno sui cittadini europei e le imprese che se ne avvalgono. Se consideriamo anche la mancata efficienza che grava in termini economici e il prezzo che paghiamo sul piano ambientale risulta chiaro che il Cielo unico europeo è un progetto troppo importante per fallire. In un periodo segnato dalla crisi economica non possiamo accontentarci della situazione attuale. Ad oggi la realizzazione della riforma dello spazio aereo europeo evidenzia forti ritardi. I FAB sono la pietra miliare dell’infrastruttura del Cielo unico europeo e non è stata rispettata una scadenza importante. Ora non ci rimane che fare rispettare con rigore il diritto dell’UE.”

Il 2012 è un anno critico per il Cielo unico europeo, in quanto prevede l'entrata in vigore, entro il mese di dicembre, di quattro elementi essenziali, tra i quali i nove FAB.

La legislazione dell’UE prevedeva che entro il 4 dicembre 2012 fossero istituiti nove FAB. Di fatto i FAB realizzati sono nove, dislocati in tutto il territorio dell’UE e in altri quattro paesi (Bosnia Erzegovina, Croazia, Norvegia e Svizzera), il che costituisce un significativo passo in avanti, tuttavia tali blocchi funzionali non sono ancora pienamente operativi, poiché sono tutt’ora circoscritti a una realtà nazionale e/o non evidenziano ancora servizi di navigazione aerea ottimizzati. La causa principale di questo deficit è data dal fatto che gli Stati membri si siano dilungati nella definizione degli aspetti istituzionali piuttosto che individuare e realizzare miglioramenti di ordine operativo e contrastare una protezione ingiustificata degli interessi nazionali.

Contesto

Il Cielo unico europeo è un'iniziativa “faro” europea diretta a riformare l’architettura del controllo del traffico aereo europeo e a far fronte alle future esigenze di capacità e sicurezza. Avvalendosi delle iniziative avviate alla fine degli anni novanta, il pacchetto Cielo unico I (SES I) è stato adottato nel 2004, mentre il pacchetto Cielo unico II (SES II) è stato adottato nel 2009.

La piena attuazione del Cielo unico consentirà di:

  • decuplicare il livello di sicurezza,

  • triplicare la capacità dello spazio aereo,

  • ridurre del 50% i costi di gestione del traffico aereo,

  • ridurre del 10% l’impatto sull’ambiente.

Perché abbiamo bisogno di blocchi funzionali pienamente operativi?

L’apertura dei mercati nel settore dell’aviazione nel 1993 ha reso molto più accessibili ed economici i voli e ha stimolato la crescita nel settore dei servizi aerei. Da allora il traffico aereo è aumentato del 54%.

La capacità limitata dello spazio aereo in Europa ha condotto a un aumento dei ritardi. Ma tali ritardi sono ascrivibili anche alla frammentazione e all’inefficienza del controllo del traffico aereo in Europa. Lo spazio aereo è attualmente strutturato attorno ai confini nazionali e quindi i voli spesso non possono seguire rotte dirette, il che consentirebbe di risparmiare carburante, ridurre i costi e proteggere l’ambiente.

A titolo comparativo, in uno spazio aereo dall'estensione analoga, l’Europa conta oltre 30 fornitori di servizi di navigazione aerea, mentre gli Stati Uniti ne hanno soltanto uno e operano il doppio dei voli europei a pari costo.

Il FAB può essere descritto come una parte di cielo in cui sono state eliminate le frontiere nazionali. Lo si può definire anche come uno spazio aereo unico che, alla stregua del mercato unico dell’UE, consente ai cittadini dell'Unione di viaggiare, vivere e lavorare ovunque vogliano nel territorio dell'UE. Dando la possibilità di volare senza dover varcare diverse frontiere evitando pertanto disposizioni meno efficienti a livello nazionale, i FAB gioveranno alla sicurezza aerea. Permettendo ai vettori aerei di operare su rotte più lineari ad altitudini migliori, sarà possibile risparmiare carburante e ridurre i ritardi. Con la creazione di un Cielo unico europeo e il consolidamento dei servizi aerei, i FAB comporteranno una riduzione dell’impatto ambientale dell’aviazione e del costo dei voli nell'ordine di diversi miliardi di euro annui.

Prossime tappe

A breve la Commissione europea trasmetterà lettere ufficiali di costituzione in mora a tutte le parti interessate.

Per ulteriori informazioni MEMO/12/934; IP/12/1089; SPEECH/12/711

Contatti:

Helen Kearns (+32 2 298 76 38)

Dale Kidd (+32 2 295 74 61)


Side Bar

Mon compte

Gérez vos recherches et notifications par email


Aidez-nous à améliorer ce site