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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 26 novembre 2012

Esenzione dal visto: ancora ostacoli nonostante i progressi

In che misura i paesi al di fuori dell’UE rispettano gli impegni quando si tratta di concedere l’esenzione dal visto ai cittadini dell’Unione? La Commissione europea ha adottato oggi la settima relazione sulle violazioni del principio di reciprocità in materia di visti da parte dei paesi terzi. Dalla relazione emerge che il regime di esenzione dal visto per i cittadini dell’UE viene concesso, ora, da un maggior numero di paesi (ad esempio il Brasile). I cittadini europei continuano, tuttavia, ad essere soggetti all’obbligo del visto anche per recarsi in alcuni paesi che non dovrebbero richiederlo.

Complessivamente, l’attuale “meccanismo di reciprocità” si è dimostrato efficace nei casi in cui un paese terzo i cui cittadini sono esenti dall’obbligo del visto per i viaggi nell’UE mantiene tale obbligo per i cittadini degli Stati membri: dall’introduzione del meccanismo nel 2005, anno in cui si erano registrati quasi 100 casi relativi a 18 paesi, il numero di questi casi di non reciprocità si è ridotto notevolmente.

È chiaro, tuttavia, che il meccanismo in vigore dev’essere riveduto e reso più rapido ed efficace, per ottenere una piena reciprocità in materia di visti con tutti i paesi terzi esenti dall’obbligo del visto.

Dobbiamo garantire che il principio della reciprocità in materia di visti sia pienamente rispettato”, ha dichiarato Cecilia Malmström, Commissaria per gli Affari interni. “Stiamo quindi continuando ad impegnarci per risolvere i casi rimanenti di non reciprocità, con gli Stati Uniti e con il Canada. La Commissione attende con impazienza che il Parlamento europeo e il Consiglio adottino un nuovo meccanismo di reciprocità rafforzato, che rappresenterebbe uno strumento più potente per intervenire”.

Dopo l’ultima relazione, del novembre 2010, sono stati compiuti i seguenti progressi:

- i cittadini di tutti gli Stati membri possono ora recarsi in Brasile in regime di esenzione dal visto, grazie all’entrata in vigore dell’accordo UE-Brasile di esenzione dal visto per i soggiorni di breve durata per i titolari di passaporti ordinari, il 1° ottobre 2012;

- le autorità giapponesi hanno deciso di prorogare fino al 31 dicembre 2012 l’applicazione dell’esenzione temporanea dal visto concessa per i cittadini rumeni; la Commissione spera che, in seguito all’attuazione di misure specifiche convenute tra la Romania e il Giappone, quest’ultimo converta l’esenzione temporanea in esenzione permanente;

- con il Brunei è stata raggiunta la piena reciprocità in materia di visti per tutti gli Stati membri dell’UE, nonché per l’Islanda, la Norvegia e la Svizzera; la Commissione intende chiedere la proroga dell’esenzione dal visto per soggiorni di durata non superiore a 90 giorni anche per i cittadini del Liechtenstein.

Restano purtroppo due casi importanti di “non reciprocità”: gli Stati Uniti d’America mantengono ancora l’obbligo del visto per i cittadini della Bulgaria, di Cipro, della Romania e della Polonia, e il Canada impone tale obbligo per la Repubblica ceca, la Bulgaria e la Romania.

Gli Stati Uniti ritengono che gli Stati membri in questione non rispettino ancora tutti i criteri per l’esenzione dal visto fissati dalle leggi nazionali, in particolare le soglie stabilite per i tassi di rifiuto del visto e/o di prolungamento del soggiorno oltre la scadenza del visto. Ripristinando l’obbligo del visto per i cittadini cechi, il Canada intendeva ridurre il numero di richieste di asilo infondate provenienti dall’UE.

Si prevedono alcuni sviluppi positivi (un nuovo progetto di legge sul programma “Viaggio senza visto” - Visa Waiver Programme - negli Stati Uniti, una nuova legislazione sull’asilo in Canada), ma per ora non è stata individuata alcuna soluzione.

Nel tentativo di superare i limiti del meccanismo vigente, il 24 maggio 2011 la Commissione ha proposto al Parlamento europeo e al Consiglio di adottare un nuovo meccanismo più efficace (IP/11/629). I due colegislatori non hanno ancora raggiunto un accordo sulla forma definitiva del meccanismo, ma probabilmente esso consentirà all’UE di esercitare maggiori pressioni sui paesi terzi che non rispettano il principio di reciprocità.

Contesto

Non tutti i cittadini di paesi terzi devono essere in possesso del visto per entrare nello spazio Schengen per un soggiorno di breve durata. L’UE ha predisposto un elenco comune di paesi i cui cittadini devono avere un visto e un elenco di paesi i cui cittadini sono esenti da tale obbligo (si veda il regolamento (CE) n. 539/2001 del Consiglio).

È quindi logico che l’UE esorti i paesi i cui cittadini sono esenti dall’obbligo di visto ad esonerare a loro volta dal visto i cittadini di tutti gli Stati membri dell’Unione. Per questo motivo il regolamento (CE) n. 539/2001 del Consiglio (modificato dal regolamento (CE) n. 851/2005 del Consiglio) ha istituito un meccanismo di reciprocità dei visti.

Se un paese i cui cittadini sono esenti dall’obbligo di visto introduce tale obbligo per uno o più Stati membri dell’UE, questi devono comunicarlo alla Commissione, che interverrà presso le autorità del paese terzo per ristabilire l’esenzione dal visto e terrà informati il Parlamento europeo e il Consiglio. La Commissione può anche proporre al Consiglio contromisure nei confronti di quel paese.

La Commissione ha già pubblicato varie relazioni generali sull’attuazione del meccanismo di reciprocità dei visti, di cui l’ultima nel novembre 2010 (IP/10/1473).

Link utili:

Sito web di Cecilia Malmström

La Commissaria Malmström su Twitter

Sito web della DG Affari interni

La DG Affari interni su Twitter

Contatti:

Michele Cercone (+32 2 298 09 63)

Tove Ernst (+32 2 298 67 64)


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