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La Commissione europea interviene per proteggere le imprese dal marketing ingannevole

Commission Européenne - IP/12/1264   27/11/2012

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Commissione Europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 27 novembre 2012

La Commissione europea interviene per proteggere le imprese dal marketing ingannevole

Bruxelles, 27 novembre 2012 – Oggi la Commissione europea ha presentato una serie di misure per combattere le pratiche di commercializzazione ingannevoli, come quelle sleali messe in atto dalle società di compilazione degli annuari. L’obiettivo è tutelare meglio imprese, liberi professionisti e ONG di tutta Europa da società disoneste che utilizzano pratiche di marketing ingannevoli, come l’invio alle imprese di moduli con la richiesta di un aggiornamento, apparentemente gratuito, dei loro dati negli annuari, ma per cui viene poi fatturato un canone annuale. Le piccole imprese sono particolarmente vulnerabili a questo tipo di truffa, praticata da società che spesso operano a partire da una diversa giurisdizione nell’UE, il che complica il controllo del rispetto delle norme. La Commissione ha quindi annunciato di voler rafforzare la legislazione esistente (la direttiva 2006/114/CE concernente la pubblicità ingannevole e comparativa) per vietare esplicitamente pratiche di commercializzazione ingannevoli, come l’occultamento dello scopo commerciale di una comunicazione, potenziando allo stesso tempo il controllo dell’osservanza delle norme nei casi transfrontalieri.

Soltanto norme solide a livello di tutta l’UE ci permetteranno di prendere seri provvedimenti contro le truffe nei confronti delle imprese e di garantire che i colpevoli non possano nascondersi dietro le frontiere nazionali. È proprio per tale ragione che oggi presentiamo questo piano di ampia portata”, ha dichiarato Viviane Reding, Vicepresidente e Commissaria responsabile per la Giustizia. “Pratiche ingannevoli delle società di compilazione degli annuari, false fatturazioni e truffe analoghe devono essere fermate. Le piccole imprese sono il pilastro dell’economia europea e possono difficilmente permettersi di perdere denaro a causa di pratiche fraudolente. Vogliamo migliorare la sicurezza per le imprese in Europa.”

Imprese, professionisti e organizzazioni della società civile sono quotidianamente vittime di pratiche di marketing fraudolente, che vanno dal fornire informazioni false o ingannevoli su determinati servizi sino all’invio di offerte presentate sotto forma di fatture o di moduli ingannevoli di richiesta di aggiornamento dei propri dati negli annuari delle società di compilazione. Le cifre rivelano una nuova tendenza che può danneggiare le imprese a livello mondiale. Con il diffondersi delle tecniche di marketing di massa, le più note società di compilazione degli annuari che mettono in atto pratiche sleali possono inviare fino a 6 milioni di moduli all’anno. Si stima che il danno economico arrecato alle singole imprese dalle truffe messe in atto da tali società vada dai 1 000 ai 5 000 euro l’anno per impresa. I 23 milioni di piccole e medie imprese (PMI) europee rappresentano il 99% dell’imprenditoria di tutta l’UE e, tra il 2002 e il 2010, l’85% dei posti di lavoro nell’UE è stato creato proprio dalle PMI, motori fondamentali per la crescita economica, i cui diritti devono essere tutelati.

La Commissione ha pubblicato oggi una strategia (una comunicazione) in cui presenta una lista dettagliata di interventi, riportati di seguito, volti ad accrescere la protezione delle imprese.

1. Rivedere le norme che vietano determinate pratiche al fine di renderle più stringenti

  1. Per aumentare la certezza giuridica e garantire che non vi siano lacune, alcune pratiche palesemente ingannevoli, quali quelle delle società di compilazione degli annuari, verranno espressamente vietate affinché i professionisti sappiano chiaramente che tali pratiche sono regolate dalla direttiva sulla pubblicità ingannevole e comparativa e sono quindi illegali.

  2. Per garantire che tutti rispettino le regole, la Commissione intende rafforzare le sanzioni in caso di infrazione. Gli Stati membri dovranno garantire che le normative nazionali prevedano sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive.

2. Rafforzare il controllo del rispetto delle norme contro le pratiche di commercializzazione ingannevoli per i casi transfrontalieri

  1. Ogni Stato membro dovrà designare unautorità di esecuzione dotata dei poteri necessari per assicurare che le norme siano applicate anche nei rapporti tra imprese, dato che attualmente ciò non avviene in tutti i paesi dell’UE.

  2. La Commissione istituirà una procedura di cooperazione tra le autorità responsabili dell’esecuzione della normativa. Questa rete per il controllo dell’esecuzione permetterà alle autorità competenti, quali gli organismi garanti della concorrenza o della tutela dei consumatori, di scambiare informazioni, richiedere reciproca assistenza transfrontaliera e fermare le pratiche ingannevoli che danneggiano le imprese.

Per migliorare le norme esistenti, la Commissione intende presentare una proposta nel corso del 2013, dopo un’approfondita valutazione d’impatto.

L’azione della Commissione fa seguito a uno studio del Parlamento europeo e a una consultazione pubblica (si veda IP/11/1224) in cui le imprese, di ogni dimensione e settore, hanno chiesto con fermezza una maggiore protezione a livello dell’UE contro le pratiche di marketing ingannevoli mirate specificatamente alle imprese. L’84% dei partecipanti alla consultazione si è detto favorevole a un intervento a livello dell’UE contro le pratiche commerciali più dannose che incidono sulle imprese.

Contesto

La legislazione dell’UE in materia di pubblicità ingannevole e comparativa (direttiva 2006/114/CE del 12 dicembre 2006) stabilisce norme minime a livello dell’UE per proteggere le imprese dalle pratiche di commercializzazione ingannevoli. Garantisce inoltre che la pubblicità comparativa metta a confronto ciò che è comparabile, non denigri i marchi di altre società e non crei confusione tra i professionisti.

Le truffe messe in atto da professionisti sleali su larga scala sono varie. Le più frequenti seguono uno schema di base comune: un professionista sleale convince con l’inganno una vittima a dare il proprio consenso e a concludere, apparentemente, un contratto per la prestazione di servizi che si rivelano minimi o nulli, ma con costi esorbitanti e a condizioni contrattuali scorrette. In seguito, il professionista sleale utilizza ogni mezzo a sua disposizione per ottenere il relativo pagamento.

Un metodo molto diffuso è quello delle società di compilazione degli annuari, che inviano agli operatori commerciali (quali negozianti, architetti o medici) moduli con la richiesta, apparentemente gratuita, di aggiornare le relative informazioni nell’annuario. Dopo aver firmato il modulo, la vittima viene informata che ciò che ha firmato è un contratto e che le verrà fatturato un elevato canone annuale. Uno studio condotto a livello dell’UE ha documentato 13 000 denunce relative a truffe di società di compilazione degli annuari, indicando al contempo che questa sarebbe solo la punta dell’iceberg. In tali circostanze, è attualmente complicato controllare effettivamente il rispetto delle norme dell’UE quando vittima e autore del reato si trovano in due diversi Stati membri.

Anche il Parlamento europeo ha sottolineato in diverse occasioni la gravità del problema e si è espresso al riguardo in due risoluzioni, la prima adottata nel 2008, la seconda, più recente, il 9 giugno 2011.

Per ulteriori informazioni

Comunicazione “Proteggere le imprese dalle pratiche di commercializzazione ingannevoli e garantire l’effettivo rispetto delle norme”:

http://ec.europa.eu/justice/consumer-marketing/files/communication_misleading_practices_protection_en.pdf

Risultati della consultazione pubblica:

http://ec.europa.eu/justice/newsroom/consumer-marketing/opinion/111021_en.htm.

Legislazione dell’UE sulla pubblicità ingannevole e comparativa:

http://ec.europa.eu/justice/consumer-marketing/unfair-trade/false-advertising/index_en.htm.

Homepage della Vicepresidente Viviane Reding, Commissaria UE per la Giustizia:

http://ec.europa.eu/reding.

Contatti:

Mina Andreeva (+32 22991382)

Natasha Bertaud (+32 22967456)


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