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Aiuti di Stato: la Commissione avvia due indagini approfondite su misure italiane di sostegno al settore dell'energia in Sardegna

Commission Européenne - IP/12/1242   20/11/2012

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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 20 novembre 2012

Aiuti di Stato: la Commissione avvia due indagini approfondite su misure italiane di sostegno al settore dell'energia in Sardegna

La Commissione europea ha avviato, in base alle norme UE in materia di aiuti di Stato, due indagini approfondite distinte riguardanti misure di sostegno pubblico nella regione sarda del Sulcis-Iglesiente. In primo luogo, la Commissione valuterà la conformità con le norme in materia di aiuti di Stato delle misure di sostegno superiori a 400 milioni di euro concesse dall'Italia dal 1998 a favore di Carbosulcis, l'impresa che gestisce la miniera di carbone di Nuraxi Figus. In secondo luogo, la Commissione verificherà se le sovvenzioni che l'Italia intende concedere al "progetto Sulcis", cioè la costruzione di un impianto alimentato a carbone con una sezione dimostrativa di cattura e confinamento di anidride carbonica (CCS), siano in linea con le norme UE in materia di aiuti di Stato. L'avvio di un'indagine approfondita offre alle parti terze interessate l'opportunità di formulare osservazioni sulle misure senza pregiudicare l’esito del procedimento.

Tra il 1998 e il 2010 Carbosulcis SpA ha ricevuto almeno 405 milioni di euro di sostegno pubblico sotto forma di aiuti all'investimento e al funzionamento nonché un sostegno in principio destinato ad obiettivi di formazione, R&S e protezione ambientale. Tutte le misure sono state concesse senza notifica preliminare alla Commissione, in violazione delle norme UE in materia di aiuti di Stato. La Commissione valuterà adesso se questo sostegno pubblico sia stato concesso in conformità con le diverse norme dell'UE che indicano quali categorie di aiuti sono ammesse e a quali condizioni. La Commissione invita l'Italia a fornire tempestivamente le informazioni necessarie per consentirle di condurre tale valutazione.

Per quanto riguarda il "progetto Sulcis", l'Italia ha dichiarato che il suo principale obiettivo è rendere più sicuro l'approvvigionamento energetico della Sardegna e che il progetto sostiene al tempo stesso la ricerca industriale e lo sviluppo di un'area depressa. Pur riconoscendo l'importanza di sviluppare la tecnologia di cattura e confinamento di anidride carbonica, la Commissione indagherà per accertare se una centrale a carbone come quella prevista sia la più adatta per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento in Sardegna al costo minore per lo Stato e se l'aiuto previsto si limiti al minimo necessario per conseguire tale obiettivo. Inoltre, la Commissione verificherà se il progetto possa costituire una sovvenzione indiretta per lo sfruttamento della miniera di carbone locale, il che in linea di massima è vietato dalle norme UE vigenti.

Contesto

La Commissione è venuta a sapere nel 2006, a seguito di una denuncia, che l'Italia intendeva sovvenzionare lo sfruttamento della miniera di carbone di Nuraxi Figus e la produzione di elettricità in Sardegna mediante carbone domestico. Parallelamente la Commissione ha indagato su sovvenzioni concesse in passato alla miniera e su quelle previste per il progetto integrato Sulcis, che comprendeva la gestione della stessa miniera e la costruzione di una centrale alimentata almeno al 50% con carbone domestico.

Nel 2008 la Commissione ha avviato un'indagine approfondita sul progetto Sulcis perché temeva che un prezzo di ritiro garantito conferisse al gestore della centrale un vantaggio competitivo indebito rispetto ai concorrenti che non beneficiano di sovvenzioni. Inoltre gli utilizzatori locali ad alto impiego di energia avrebbero potuto acquistare elettricità a prezzi agevolati, in violazione delle norme in materia di aiuti di Stato (si veda il caso C36/2008). L'Italia ha ritirato la proposta dopo l'avvio dell'indagine e nel 2011 ha notificato un progetto modificato comprendente una sezione dimostrativa CCS.

I prezzi agevolati a favore degli utilizzatori locali energivori sono stati eliminati dal progetto modificato, che tuttavia prevede ancora sovvenzioni al gestore della centrale sotto forma di prezzi di ritiro garantiti per 20 anni dall'avvio dell'intero progetto. L'importo dell'aiuto corrisponderebbe alla differenza tra i prezzi garantiti e i prezzi di mercato per l'intero ciclo di vita della centrale. Il progetto comporta inoltre l'obbligo di utilizzare carbone di basso rango locale.

Il sostegno pubblico ricevuto da Carbosulcis SpA tra il 1998 e il 2010 era costituito di aiuti agli investimenti e al funzionamento nonché un sostegno destinato ad obiettivi di formazione, R&S e protezione ambientale.

Il controllo degli aiuti di Stato mira a accertare che le imprese che ricevono aiuti non beneficino di un indebito vantaggio economico, falsando la concorrenza nel mercato unico dell'UE. Gli aiuti di Stato possono essere autorizzati quando beneficiano all'interesse commune senza distorcere indebitamente la concorrenza. In particolare, le norme dell'UE permettono la concessione di aiuti di Stato per la R&S e l'innovazione, la formazione e la protezione ambientale purché certe condizioni vengano soddisfatte.

La versione non riservata delle decisioni sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'UE e resa disponibile, con i numeri SA.20867 per l'aiuto a Carbosulcis e SA.33424 per il previsto aiuto al progetto Sulcis, nel registro degli aiuti di Stato sul sito della DG Concorrenza, una volta risolte tutte le questioni relative alla riservatezza. Le nuove decisioni in materia di aiuti di Stato riportate su Internet e nella Gazzetta ufficiale figurano nel bollettino elettronico di informazione settimanale in materia di aiuti di Stato (State Aid Weekly e-News).

Contatti:

Antoine Colombani (+32 2 297 45 13)

Maria Madrid Pina (+32 2 295 45 30)


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