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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 7 novembre 2012

La Commissione propone l’esenzione dal visto per i cittadini di 16 Stati insulari

I cittadini di 16 Stati insulari potranno presto viaggiare nello spazio Schengen senza visto. La maggiore libertà di circolazione creerà opportunità e porterà vantaggi tanto all’Unione quanto ai cittadini dei citati paesi.

Viaggiare senza visto non ha solo valore simbolico, bensì un impatto diretto sui cittadini dei paesi interessati e sui cittadini europei, aumentando i contatti interpersonali e le opportunità imprenditoriali”, ha dichiarato Cecilia Malmström, Commissaria UE per gli Affari interni.

La Commissione europea propone oggi di aggiungere 5 Stati insulari dei Caraibi (Dominica, Grenada, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine e Trinidad e Tobago), 10 Stati insulari del Pacifico (Kiribati, Isole Marshall, Micronesia, Palau, Nauru, Samoa, Isole Salomone, Tonga, Tuvalu e Vanuatu) e Timor-Leste all’elenco dei paesi e territori di paesi terzi i cui cittadini sono esenti dall’obbligo del visto.

L’obiettivo è semplificare la circolazione nello spazio Schengen (e a Cipro, in Bulgaria e in Romania). I cittadini di tali paesi, che siano in possesso di un valido passaporto, non avranno più bisogno del visto per un soggiorno di breve durata (fino a 90 giorni) per motivi di affari, turismo o visita a familiari. L’esenzione dal visto semplificherà loro la pianificazione dei viaggi e ne ridurrà i costi: la ridotta presenza consolare degli Stati membri in molti di questi paesi significa infatti che gli interessati sono spesso costretti a recarsi all’estero per chiedere un visto Schengen.

La proposta della Commissione prevede una reciproca esenzione dall’obbligo del visto in base ad accordi di esenzione dal visto, che costituiranno un regime di esenzione dal visto per tutti i cittadini dell’UE che desiderano recarsi in questi paesi. Inoltre, i benefici dell’esenzione saranno estesi anche a determinate categorie di cittadini britannici che attualmente si devono dotare del visto (circa 300 000, per la maggior parte residenti nei Territori britannici d’oltremare, come Bermuda e le Isole Turks e Caicos).

Spetta ora al Parlamento europeo e al Consiglio dell’Unione europea decidere in via definitiva sulla proposta della Commissione.

Relazione sul funzionamento della "cooperazione locale Schengen”

Oggi la Commissione ha anche adottato una relazione sul funzionamento della “cooperazione locale Schengen”, che valuta i primi due anni di attuazione del codice dei visti dell’UE e avanza alcune raccomandazioni concrete per il possibile miglioramento della cooperazione in futuro, ad esempio mediante una ripartizione degli oneri tra tutti gli operatori coinvolti. Il miglioramento della cooperazione locale Schengen, in particolare per quanto riguarda l’armonizzazione delle pratiche, contribuirà a rafforzare la credibilità della politica comune dell’UE in materia di visti e garantirà che tutti i richiedenti il visto ricevano un trattamento equo, paritario e trasparente.

Contesto

L’odierna proposta di inserire i cittadini dei citati 16 paesi nell’elenco dei paesi esenti dal visto modificando il regolamento (CE) n. 539/2001 è il risultato del costante processo di revisione, effettuato dalla Commissione europea, basato sulla valutazione individuale dei requisiti tecnici e dei criteri concernenti, tra l’altro, l’immigrazione irregolare, l’ordine e la sicurezza pubblica e le relazioni esterne dell’Unione europea con i paesi terzi.

Dalla sua adozione il regolamento sui visti è stato modificato otto volte; da ultimo nel 2010, quando Taiwan, Albania e Bosnia-Erzegovina sono stati inseriti nell’elenco di esenzione dall’obbligo del visto per i rispettivi cittadini.

Una volta entrati nello spazio Schengen, che comprende 22 Stati membri dell’UE e quattro Stati associati (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera), i cittadini di tali paesi terzi possono oggi circolare liberamente da un paese all’altro. L’esenzione dal visto si applica anche nel territorio di Romania, Bulgaria e Cipro, che non aderiscono allo spazio Schengen.

Il Regno Unito e l’Irlanda non partecipano alla cooperazione Schengen e non prendono parte alla politica comune dei visti; essi hanno pertanto concluso accordi separati con i paesi terzi.

Nel 2011 gli Stati membri dell’UE ed i paesi che partecipano alla cooperazione Schengen hanno rilasciato circa 12 milioni di visti.

Le disposizioni del codice dei visti (regolamento (CE) n. 810/2009) sono applicate da tutti i consolati degli Stati membri. Tuttavia, le diverse situazioni locali rendono fondamentale una cooperazione coerente tra gli Stati membri e la Commissione, di modo che le disposizioni di natura generale siano applicate in modo armonizzato, tenendo conto nel contempo delle specificità locali.

All’interno della cooperazione locale Schengen sono svolti lavori, ad esempio, per stabilire se gli Stati membri debbano armonizzare gli elenchi dei documenti giustificativi che i richiedenti il visto di un dato paese devono presentare. Nel 2011 la Commissione ha già adottato due decisioni relative a tali elenchi armonizzati concernenti 20 località in importanti paesi terzi quali Cina, Turchia, Arabia Saudita e Indonesia. Tali elenchi contribuiscono a garantire che i richiedenti il visto ricevano parità di trattamento, in linea con le disposizioni del codice dei visti.

Link utili:

Link alla relazione

Sito web di Cecilia Malmström

La Commissaria Malmström su Twitter

Sito web della DG Affari interni

La DG Affari interni su Twitter

Contatti:

Michele Cercone (+32 2 298 09 63)

Tove Ernst (+32 2 298 67 64)


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