Navigation path

Left navigation

Additional tools

La Commissione propone il via libera alla cooperazione rafforzata per l'imposta sulle transazioni finanziarie

European Commission - IP/12/1138   23/10/2012

Other available languages: EN FR DE DA ES NL SV PT FI EL CS ET HU LT LV MT PL SK SL BG RO

Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 23 ottobre 2012

La Commissione propone il via libera alla cooperazione rafforzata per l'imposta sulle transazioni finanziarie

Gli 11 Stati membri che desiderano applicare un'imposta dell'UE sulle transazioni finanziarie (ITF) tramite una cooperazione rafforzata dovrebbero essere autorizzati a farlo, poiché sono soddisfatti tutti i requisiti normativi per una tale misura. È questa la conclusione della proposta di decisione del Consiglio, che la Commissione ha adottato oggi. Inoltre la cooperazione rafforzata per l'imposta sulle transazioni finanziarie non solo apporterebbe "vantaggi tangibili, immediati" per i paesi partecipanti, ma, secondo la proposta, contribuirebbe anche a un funzionamento più efficiente del mercato unico per l'insieme dell'Unione.

Il Presidente Barroso ha dichiarato: "Sono lieto di constatare che 11 Stati membri hanno manifestato l'intenzione di partecipare ad un'imposta comune sulle transazioni finanziarie basata sulla proposta originale della Commissione. Tale imposta può generare un gettito di svariati miliardi di euro, estremamente necessari per gli Stati membri in questo difficile momento. È una questione di equità: dobbiamo fare in modo che i costi della crisi siano condivisi dal il settore finanziario anziché essere addossati ai comuni cittadini."

Algirdas Šemeta, Commissario responsabile per la Fiscalità, ha dichiarato: "Un'imposta comune sulle transazioni finanziarie andrà a vantaggio dell'intera UE anche se non è applicata in tutta l'UE. Condurrà ad un mercato unico più forte e più coeso e contribuirà ad una maggiore stabilità nel settore finanziario. Intanto, per gli Stati membri che hanno optato per l'imposta, il vantaggio sarà costituito dall'incremento delle entrate e da un regime fiscale più equo che soddisfa le aspettative dei cittadini. Mi sono impegnato a rispondere in tempi brevissimi quando fosse toccato alla Commissione agire: questo impegno l'abbiamo mantenuto oggi. Vorrei ora invitare il Parlamento e il Consiglio a non perdere velocità e a dare rapidamente il via libera agli Stati membri desiderosi di proseguire in merito ad un'imposta sulle transazioni finanziarie a livello dell'UE."

In queste ultime settimane, 11 Stati membri1 hanno inviato alla Commissione richieste ufficiali di cooperazione rafforzata riguardante un'imposta sulle transazioni finanziarie. Tutti hanno indicato come base su cui desiderano procedere la proposta della Commissione per l'introduzione di un'imposta sulle transazioni finanziarie (cfr. IP/11/1085). Dopo aver constatato l'invio del numero minimo di richieste da parte degli Stati membri, la Commissione ha immediatamente iniziato ad esaminarle al fine di verificare che adempissero alle condizioni per la cooperazione rafforzata previste dai trattati. La Commissione ha effettuato tale esame in totale imparzialità, analizzando l'incidenza della partecipazione, come della non-partecipazione, sugli Stati membri, nonché sull'insieme dell'UE. È stato necessario verificare, ad esempio, che la cooperazione rafforzata in quest'ambito promuovesse gli obiettivi e gli interessi dell'UE, non compromettesse il mercato unico e rispettasse i diritti, le competenze e gli obblighi degli Stati membri non partecipanti (per una descrizione completa delle condizioni cfr. Memo/12/799 ). Inoltre uno Stato membro che desideri partecipare in una fase successiva può farlo, alle stesse condizioni previste per gli Stati membri che hanno partecipato dall'inizio. La Commissione, con la decisione di oggi, è giunta alla conclusione che sono soddisfatti tutti i requisisti normativi e che gli Stati membri che desiderino proseguire in materia di un'imposta sulle transazioni finanziarie a livello dell'UE devono esserne autorizzati.

La proposta odierna illustra come un'ITF applicata da un gruppo ristretto di Stati membri sarebbe opportuna e vantaggiosa. Innanzitutto rafforzerebbe il mercato unico, riducendo le complessità e le distorsioni della concorrenza derivanti dal mosaico dei diversi approcci nazionali. Se fosse applicato un sistema uniforme da una parte considerevole del mercato dell'UE le imprese di tutti i 27 Stati membri beneficerebbero di una riduzione dei costi per la conformità e di una maggiore certezza giuridica. In secondo luogo, l'ITF assicurerebbe un contributo più equo del settore finanziario alle finanze pubbliche. Creerebbe una maggior parità di condizioni fra il settore finanziario e gli altri settori nel sostenere i costi della crisi. Infine un'imposta sulle transazioni finanziarie renderebbe più efficienti i mercati finanziari, distogliendoli da operazioni ad alto rischio a vantaggio di attività più stabili a sostegno dell'economia reale.

Fasi successive

La proposta odierna di decisione del Consiglio costituisce un'importante tappa procedurale nel processo di cooperazione rafforzata. Dev'essere adottata dagli Stati membri a maggioranza qualificata e deve ottenere l'approvazione del Parlamento, affinché gli 11 Stati membri possano portarla avanti. Verso la fine dell'anno la Commissione intende presentare la proposta di merito relativa all'ITF armonizzata, per discussione e adozione da parte degli Stati membri partecipanti. Tale proposta seguirà molto da vicino la proposta originale di imposta sulle transazioni finanziarie presentata dalla Commissione nel settembre 2011, come richiesto nelle lettere degli Stati membri. Tuttavia la Commissione studierà con attenzione se siano necessari eventuali adeguamenti volti a tener conto del numero di Stati membri più ridotto che l'applicherebbe.

Contesto

Nel settembre 2011, la Commissione ha presentato una proposta di un regime comune di imposta sulle transazioni finanziarie inteso a migliorare il funzionamento del mercato interno in quest'ambito. Inoltre si è stimato che l'imposta armonizzata potrebbe generare 57 miliardi di euro di gettito all'anno e, di conseguenza, assicurare un giusto contributo del settore finanziario alle finanze pubbliche, contribuire a rendere il trading più responsabile e consentire un'impostazione coerente per la tassazione di questo settore nel mercato unico.

Dopo intensi dibattiti in materia, le riunioni ECOFIN di giugno e luglio 2012 sono giunte ad un consenso secondo cui entro un periodo di tempo ragionevole non sarebbe stata ottenuta l'unanimità. Già in quel momento un forte gruppo ristretto di Stati membri ha espresso interesse a procedere con un regime comune di ITF tramite una cooperazione rafforzata.

Il 28 settembre 2012, esattamente un anno dopo che la Commissione ha presentato la proposta iniziale, la Francia e la Germania hanno inviato una lettera al Commissario Šemeta, chiedendo ufficialmente che fosse autorizzata la cooperazione rafforzata in base alla proposta della Commissione. Sono seguite lettere analoghe da Austria, Belgio, Grecia, Italia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Spagna. Affinché una cooperazione rafforzata sia autorizzata a norma dei trattati sono necessari almeno 9 Stati membri. Il numero minimo è stato raggiunto.

Per ulteriori informazioni, cfr. MEMO/12/799

Per il testo integrale della decisione, cfr.:

http://ec.europa.eu/taxation_customs/taxation/other_taxes/financial_sector/index_en.htm

Sito web di Algirdas Šemeta, Commissario UE responsabile per il portafoglio Fiscalità e unione doganale, audit e lotta antifrode:
http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/semeta/index_en.htm

Contatti:

Emer Traynor (+32.2.2921548)

Natasja Bohez Rubiano (+32.2.2966470)

1 :

DE, FR, AU, BE, PT, SI, EE, EL, IT, ESP, SK


Side Bar

My account

Manage your searches and email notifications


Help us improve our website