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Commissione europea - Comunicato stampa

Promuovere la crescita e l'occupazione: un piano d'azione per raddoppiare il commercio elettronico in Europa entro il 2015

Bruxelles, 11 gennaio 2012 – Lo sviluppo del commercio elettronico e dei servizi on-line rappresenta un potenziale significativo, portatore di effetti benefici sul piano economico, sociale e societale. L'economia di internet crea 2,6 posti di lavoro per ciascun posto di lavoro andato perduto nei settori "tradizionali" e amplia la scelta dei consumatori, anche nelle zone rurali o isolate. I risparmi realizzati grazie ai prezzi inferiori praticati on-line e alla più ampia scelta di prodotti e servizi disponibili sono stimati a 11,7 miliardi di euro, ossia allo 0,12% del PIL europeo. Se il commercio elettronico rappresentasse il 15% del commercio al dettaglio e se gli ostacoli al mercato interno fossero eliminati, i risparmi per i consumatori potrebbero toccare i 204 miliardi di euro, ossia l'1,7% del PIL europeo1. La Commissione europea, tuttavia, ha constatato che i consumatori e le imprese sono restii ad usare senza remore i servizi on-line a causa di una serie di problemi: le regole applicabili spesso non sono conosciute o lo sono in maniera incerta, le offerte sono scarsamente trasparenti e difficilmente comparabili, i pagamenti e le modalità di consegna sono spesso costosi e inadeguati2.

È per questo motivo che la Commissione europea ha adottato oggi, nel quadro dell'Agenda digitale3 e dell'Atto per il mercato unico4 e in risposta alla richiesta del Consiglio europeo di presentare una tabella di marcia per il completamento del mercato interno del digitale entro il 2012, una comunicazione che presenta 16 azioni concrete intese a raddoppiare entro il 2015 la quota del commercio elettronico nelle vendite al dettaglio (attualmente pari al 3,4%) e quella dell'economia di internet nel PIL europeo (attualmente inferiore al 3%). In alcuni Stati membri (ad esempio la Francia, la Germania, il Regno Unito e la Svezia) il commercio e i servizi on-line potrebbero rappresentare oltre il 20% della crescita e della creazione di posti di lavoro netti entro il 20155.

Michel Barnier, Commissario per il Mercato interno, Neelie Kroes, Vicepresidente e Commissaria per l'Agenda digitale, e John Dalli, Commissario per la Politica dei consumatori, hanno manifestato intenti ambiziosi sull'argomento, sottolineando che: "Nel contesto difficile che l'Europa sta vivendo, è necessario e urgente sfruttare tutte le possibilità di attività e di creazione di nuovi posti di lavoro. Il piano d'azione che presentiamo oggi creerà nuove opportunità per i cittadini e le imprese, e porterà all'Europa la crescita e l'occupazione di cui ha urgente bisogno. Il piano d'azione mira ad eliminare gli ostacoli che finora hanno frenato lo sviluppo dell'economia europea di internet."

Contenuto della comunicazione

In linea con l'Atto per il mercato unico e con l'Agenda digitale, la Comunicazione presenta un piano d'azione che agevolerà l'accesso transfrontaliero ai prodotti e ai contenuti on-line; porrà rimedio, a termine, ai problemi legati ai pagamenti e alle consegne, nonché alla protezione e all'informazione dei consumatori; agevolerà la risoluzione delle controversie e il ritiro dei contenuti illegali, contribuendo così allo sviluppo di un internet più sicuro e più rispettoso dei diritti e delle libertà fondamentali. Si tratta di creare un ambiente più propizio allo sviluppo di un mercato unico dinamico, affrontando i problemi che lo ostacolano e favorendo nel contempo gli investimenti nella connettività senza fili e nelle infrastrutture fisse di nuova generazione, consentendo lo sviluppo dei servizi informatici distribuiti in remoto ("cloud computing", nuvola informatica).

La comunicazione ritiene che il potenziale del commercio elettronico e dei servizi on-line possa rappresentare fino al 20% dell'occupazione e della crescita dei prossimi cinque anni. L'accesso a beni e servizi per le persone geograficamente isolate o svantaggiate risulterà agevolato, cosa che contribuirà alla coesione del territorio europeo.

La comunicazione esamina inoltre gli ostacoli allo sviluppo dell'economia di internet: offerte legali e transfrontaliere troppo limitate, informazione e protezione dei consumatori insoddisfacenti, consegne e pagamenti scarsamente efficienti; contenuti illegali ancora troppo difficili da gestire e rischi di diffusione della cibercriminalità.

Contesto

Spesso i consumatori non hanno fiducia nel commercio elettronico o nei servizi on-line e sono preoccupati dei rispetto dei loro diritti, soprattutto in caso di problemi. Talvolta si sentono frustrati in quanto nel loro paese alcuni servizi non sono offerti o in quanto non possono effettuare acquisti in altri Stati membri, ad esempio perché viene rifiutata la consegna nel loro paese di residenza o perché non vengono accettate carte di pagamento estere. Infine, talvolta si vedono privati dell'accesso alle reti ad alta velocità, e quindi più esposti alla cibercriminalità.

La direttiva sul commercio elettronico (2000/31/CE) contiene regole che agevolano la prestazione di servizi on-line nell'Unione europea e che garantiscono che tali servizi corrispondano a determinati criteri. Si tratta di un documento che ha gettato le basi per lo sviluppo transfrontaliero dei servizi on-line. Tale direttiva, tecnologicamente neutra, è stata riconosciuta dalle parti interessate che hanno partecipato alla consultazione pubblica organizzata nel 20106 come la chiave di volta del mercato unico del digitale. Si tratta dunque di completarla (la revisione non viene ritenuta necessaria).

La direttiva prevede anche che i prestatori di servizi on-line debbano, in linea di principio, rispettare le regole del paese nel quale sono stabiliti. Essa contiene anche disposizioni in materia di protezione dei consumatori. Ad esempio, essa obbliga i prestatori di servizi a indicare il loro indirizzo sui siti internet, garantisce che la pubblicità possa essere facilmente individuata come tale e protegge dai messaggi indesiderati ("spam"). Inoltre la direttiva prevede, a certe condizioni, esenzioni di responsabilità per i prestatori intermediari quando ospitano o trasmettono contenuti messi on-line da terzi.

Cfr. anche MEMO/12/5

Per ulteriori informazioni

http://ec.europa.eu/internal_market/e-commerce/communication_2012_en.htm

http://ec.europa.eu/information_society/digital-agenda/index_en.htm

http://ec.europa.eu/consumers/consumer_research/market_studies/e_commerce_study_en.htm

Contatti:

Chantal Hughes (+32 2 296 44 50)

Ryan Heath (+32 2 296 17 16)

Frédéric Vincent (+32 2 298 71 66)

Carmel Dunne (+32 2 299 88 94)

Linda Cain (+32 2 299 90 19)

Aikaterini Apostola (+32 2 298 76 24)

1 :

http://ec.europa.eu/consumers/consumer_research/market_studies/ e_commerce_study_it.htm

2 :

Intra-community cross-border parcel delivery, FTI Consulting, dicembre 2011.

3 :

http://ec.europa.eu/information_society/digital-agenda/index_en.htm

4 :

COM/2011/0206 final

5 :

Internet matters, the net's sweeping impact on growth, jobs, and prosperity, McKinsey Global Institute, maggio 2011 e L'impact d'Internet sur l'économie française, McKinsey, marzo 2011.

6 :

http://ec.europa.eu/internal_market/consultations/2010/e-commerce_en.htm


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