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La Commissione delinea le prossime fasi dell’allargamento dell’UE

Commission Européenne - IP/12/1087   10/10/2012

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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 10 ottobre 2012

La Commissione delinea le prossime fasi dell’allargamento dell’UE

Oggi la Commissione europea raccomanda per la quarta volta di avviare i negoziati di adesione con l’ex Repubblica jugoslava di Macedonia e di concedere all’Albania lo status di paese candidato, una volta completate le riforme fondamentali. La Commissione propone inoltre di negoziare un accordo di stabilizzazione e di associazione (ASA) con il Kosovo1, se compirà progressi in un certo numero di priorità a breve termine, e conferma che i preparativi della Croazia in vista dell’adesione procedono secondo i piani. La Commissione valuta poi, in una serie di relazioni, i progressi compiuti negli ultimi dodici mesi dagli altri paesi dei Balcani occidentali, dalla Turchia e dall’Islanda sulla strada dell’adesione all’Unione.

Nel presentare il pacchetto annuale sull’allargamento, il Commissario Stefan Füle ha dichiarato: “Le nostre raccomandazioni pongono lo Stato di diritto al centro del processo di adesione. Per creare un’Europa più stabile e prospera, bisogna tener vivo l’interesse per un processo di allargamento meritocratico e per le riforme concrete nei paesi dell’allargamento”.

Le raccomandazioni odierne sull’Albania, sul Kosovo e sull’ex Repubblica jugoslava di Macedonia, la prossima adesione della Croazia, il recente avvio dei negoziati di adesione con il Montenegro e lo status di paese candidato concesso alla Serbia - che dovrà soddisfare requisiti ben precisi prima di poter partecipare ai negoziati di adesione - dimostrano che, una volta attuate le riforme, l’UE rispetta gli impegni. Questi sviluppi positivi nei Balcani occidentali sono una prova inconfutabile del potere di trasformazione del processo di allargamento dell’UE. Per perfezionare questo processo, la Commissione propone di puntare i riflettori su una serie di obiettivi. In primo luogo rafforzare la governance democratica affrontando i problemi legati allo Stato di diritto ben prima dell’avvio dei negoziati. In secondo luogo aumentare la libertà di espressione e l’indipendenza dei media. In terzo luogo affrontare le questioni economiche sin dalle prime fasi del processo in modo da consolidare la stabilità economica e finanziaria e favorire la ripresa. La Commissione sottolinea infine che le questioni bilaterali vanno risolte il prima possibile per non bloccare il processo di adesione.

L’Unione condivide con l’Islanda un numero crescente di interessi, e non solo in materia di energie rinnovabili e cambiamenti climatici; la politica dell’Unione nella regione artica va infatti acquistando importanza strategica. I negoziati di adesione con l’Islanda procedono bene.

Il programma costruttivo varato per rilanciare le relazioni con la Turchia sta già dando i primi risultati. Il sostegno attivo della Turchia al programma costruttivo e alla prospettiva europea rimane fondamentale. La Commissione è però preoccupata per la mancanza di progressi sostanziali verso la piena osservanza dei criteri politici e il rispetto concreto dei diritti fondamentali rimane un problema serio in Turchia. Il paese deve adempiere integralmente gli obblighi derivanti dall’unione doganale e progredire verso la normalizzazione delle relazioni con Cipro. Queste due condizioni sono fondamentali e il loro rispetto potrebbe rilanciare i negoziati di adesione.

Conclusioni e raccomandazioni dettagliate sui singoli paesi:

Albania: MEMO/12/763

Bosnia-Erzegovina: MEMO/12/764

Croazia: MEMO/12/765

Ex Repubblica jugoslava di Macedonia: MEMO/12/766

Islanda: MEMO/12/767

Kosovo: MEMO/12/768

Montenegro: MEMO/12/769

Serbia: MEMO/12/770

Turchia: MEMO/12/771

Contesto

RIQUADRO SUI SINGOLI PAESI

  • CROAZIA: paese in via di adesione – ha fatto domanda nel 2003 e ha firmato il trattato di adesione nel dicembre 2011. La relazione globale di controllo pubblicata oggi conclude che la Croazia sta completando l’allineamento con la normativa dell’Unione e individua una serie di settori che richiedono ulteriori sforzi. Nella primavera del 2013 la Commissione presenterà una relazione di monitoraggio finale sui preparativi della Croazia. A fine settembre 2012 il trattato di adesione era stato ratificato da 13 Stati membri. Una volta completato il processo di ratifica, la Croazia potrà diventare membro dell’Unione il 1° luglio 2013.

  • TURCHIA: paese candidato - ha fatto domanda nel 1987. I negoziati di adesione sono stati avviati nell’ottobre 2005. Sono stati aperti 13 capitoli di cui 1 è stato provvisoriamente chiuso. A maggio 2012 la Commissione ha varato un programma costruttivo per rilanciare il processo di adesione. Il paese deve dimostrare maggiore impegno per quanto riguarda le riforme politiche, in particolare la libertà di espressione.

  • ISLANDA: paese candidato - ha fatto domanda nel 2009. I negoziati di adesione sono stati avviati nel giugno 2010. Finora sono stati aperti 18 capitoli di cui 10 chiusi provvisoriamente. Poiché l’Islanda è già membro del SEE e dello spazio Schengen, gran parte della normativa nazionale è già allineata con il diritto dell’UE.

  • MONTENEGRO: paese candidato - ha fatto domanda nel 2008. I negoziati di adesione sono stati avviati nel giugno 2012. È attualmente in corso la fase tecnica, cioè lo “screening” del livello di allineamento del Montenegro con il diritto dell’Unione.

  • EX REPUBBLICA JUGOSLAVA DI MACEDONIA: paese candidato - ha fatto domanda nel 2004. Il paese continua a rispettare in misura soddisfacente i criteri politici. Ha realizzato ulteriori progressi e negli ultimi dodici mesi il dialogo ad alto livello sull’adesione ha rafforzato l’interesse per le riforme. La Commissione ha già raccomandato l’avvio di negoziati di adesione nel 2009, nel 2010 e nel 2011, ma il Consiglio non ha ancora preso una decisione in merito. Secondo la Commissione, la decisione di avviare i negoziati di adesione potrebbe contribuire a risolvere la questione del nome.

  • SERBIA: paese candidato – ha fatto domanda nel 2009 e ha ottenuto lo status di candidato nel marzo 2012. La Serbia prosegue verso una conformità soddisfacente con i criteri politici. Perché la Commissione possa confermare l’avvio dei negoziati di adesione, il paese dovrà ridare slancio alle riforme e continuare a fare progressi verso un miglioramento visibile e duraturo delle relazioni con il Kosovo.

  • ALBANIA: potenziale candidato - ha fatto domanda nel 2009. La ripresa del dialogo tra governo e opposizione ha permesso di compiere progressi nell’attuazione di riforme sostanziali. La Commissione raccomanda quindi di concedere al paese lo status di paese candidato una volta completate le principali misure di riforma della giustizia e della pubblica amministrazione e ultimata la revisione del regolamento parlamentare. La Commissione presenterà allora una relazione al Consiglio in cui terrà conto anche dell’impegno dell’Albania nella lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata. Perché la Commissione raccomandi di avviare i negoziati di adesione il paese dovrà, in particolare, rispettare seriamente gli impegni di riforma e completare i rimanenti riordini di base; le elezioni politiche del 2013 saranno un banco di prova importante.

  • BOSNIA-ERZEGOVINA: potenziale candidato – ha una prospettiva europea come il resto dei Balcani occidentali. Dopo le elezioni del 2010 è stato formato un governo nazionale. L’avvio del dialogo ad alto livello con la Bosnia-Erzegovina ha segnato un passo importante, ma finora i risultati tradiscono le aspettative. Il paese deve fare di più per soddisfare le condizioni per la ratifica dell’ASA e per presentare una candidatura credibile.

  • KOSOVO: potenziale candidato – ha una prospettiva europea come il resto dei Balcani occidentali. Il dialogo fra Pristina e Belgrado, facilitato dall’UE, è stato avviato nel marzo 2011. Lo studio sul Kosovo pubblicato oggi considera realizzabile un accordo di stabilizzazione e associazione (ASA) anche se gli Stati membri continuano ad avere posizioni discordanti sullo status.

Per ulteriori informazioni

I documenti sono disponibili all’indirizzo:

http://ec.europa.eu/enlargement/countries/strategy-and-progress-report/index_en.htm

Contatti:

Anca Paduraru (+32 2 296 64 30)

Peter Stano (+32 2 295 74 84)

1 :

* Tale designazione non pregiudica le posizioni riguardo allo status ed è in linea con la risoluzione 1244 (1999) dell’UNSC e con il parere della CIG sulla dichiarazione di indipendenza del Kosovo.


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