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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 10 ottobre 2012

Una rivoluzione industriale restituisce all’Europa le sue imprese

L’Europa deve invertire la tendenza che vede diminuire il ruolo dell’industria nel XXI secolo e deve darsi l’obiettivo di crescere in modo sostenibile, di creare posti di lavoro di elevato valore e di risolvere i problemi sociali che ha di fronte. Un’iniziativa da varare in tempi brevi dovrebbe contribuire a capovolgere l’attuale trend e a portare il peso dell’industria dall’attuale livello del 15,6% del PIL della UE a oltre il 20% entro il 2020. A tal fine, la Commissione propone alcune azioni prioritarie tese a stimolare investimenti in nuove tecnologie, a migliorare il contesto delle imprese e l’accesso ai mercati e al credito (soprattutto per le PMI) nonché a garantire che le competenze siano adeguate alle necessità dell’industria.

L’industria europea può farcela: l’Europa è leader mondiale in molti settori strategici, come quello automobilistico, aeronautico, ingegneristico, spaziale e farmaceutico. L’industria rappresenta i 4/5 delle esportazioni europee e l’80% delle esportazioni europee e degli investimenti del settore privato di R&S provengono dal settore manifatturiero. Se torna la fiducia, e con essa i nuovi investimenti, l’industria europea può migliorare e ricominciare a crescere. Questo è il messaggio centrale di una comunicazione presentata oggi a Bruxelles da Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea. Le azioni proposte in tale comunicazione contribuiranno anche a ridurre il divario di competitività tra Stati membri e regioni della UE.

Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea e commissario per le Imprese e l’Industria, ha dichiarato: ”La nostra industria non può continuare ad abbandonare l’Europa. Le cifre in nostro possesso sono chiarissime: l’industria europea può produrre crescita e occupazione. Oggi presentiamo le condizioni per un’industria sostenibile nel futuro dell’Europa, per uno sviluppo degli investimenti necessari nelle nuove tecnologie e per ripristinare un clima di fiducia e di spirito imprenditoriale. Lavorando insieme e ripristinando la fiducia, reinsedieremo l’industria in Europa”.

MEMO/12/759

In data odierna la Commissione ha inoltre adottato due relazioni sulla competitività: il nuovo quadro di valutazione sull’efficienza dell’industria degli Stati membri prende in considerazione 5 settori chiave: produttività; esportazioni; innovazione e sostenibilità; contesto e infrastrutture delle imprese; finanziamenti e investimenti (MEMO/12/760); e la relazione 2012 sulla competitività europea (MEMO/12/761) che analizza le principali tendenze della globalizzazione negli ultimi 15 anni, i costi e i benefici che ne sono derivati e le sfide future che le imprese europee devono fronteggiare.Mancanza di fiducia e diminuzione degli investimenti

Incertezze del mercato, problemi legati al credito, debolezza della domanda e carenze legate alle qualifiche innescano una sfiducia che porta alla diminuzione degli investimenti e alla perdita di posti di lavoro nell’industria.

I pilastri di una vigorosa politica industriale sono:

  • Investimenti nellinnovazione – forniscono le condizioni quadro adatte agli investimenti, per tornare rapidamente ai livelli pre-crisi, soprattutto se concentrati sui 6 campi prioritari aventi enormi potenzialità per la crescita e l’occupazione in Europa: tecnologie produttive avanzate destinate a una produzione pulita, tecnologie abilitanti fondamentali, mercati dei prodotti biologici, politiche industriali sostenibili, costruzione e materie prime, veicoli (terrestri e marittimi) puliti e reti intelligenti. Anche gli Stati membri dovranno fare la loro parte e privilegiare gli investimenti in questi 6 settori.

  • Migliori condizioni di mercato – migliorare il funzionamento del mercato interno e aprire i mercati internazionali. La Commissione si concentrerà su alcuni aspetti selezionati che rendano possibili netti miglioramenti in tempi brevi: migliorare il mercato interno dei beni, rafforzare l’imprenditorialità nei confronti del mercato unico digitale che dovrebbe aumentare del 10% annuo fino al 2016, proteggere i diritti di proprietà intellettuale e promuovere un’ulteriore internazionalizzazione delle PMI europee nel mondo, fino a raggiungere il 25% (dal 13% attuale) a medio termine.

  • Accesso al credito e ai capitali - migliorare il prestito all’economia reale mobilizzando e finalizzando meglio le risorse pubbliche, quelle della BEI – che destinerà 10/15 miliardi di euro aggiuntivi per prestiti alle PMI - dei Fondi strutturali e quelle private, eliminando ostacoli che ancora si frappongono ai fondi di capitale di rischio e agevolando le operazioni transfrontaliere per le PMI.

  • Capitale umano e competenze – adattare la manodopera alle trasformazioni industriali, migliorando soprattutto la capacità di anticipare esigenze e squilibri nelle competenze. In questo campo, la Commissione mira soprattutto a promuovere ulteriormente la collaborazione tra datori di lavoro, lavoratori e autorità competenti istituendo a livello europeo cosiddetti Consigli per competenze settoriali e Alleanze tra conoscenze e competenze settoriali.

Per garantire la corretta attuazione di queste azioni, la Commissione sorveglierà da vicino una serie di variabili chiave.

1. Gli investimenti

Nel 2011, gli investimenti fissi lordi rappresentavano il 18,6% del PIL. Prima della crisi, nel 2007, essi raggiungevano il 21,25% del PIL. Gli investimenti che sono necessari per migliorare la nostra produttività richiederebbero il raggiungimento dei livelli di investimento pre-crisi entro il 2015 e livelli medi superiori al 23% entro il 2020. Gli investimenti in beni strumentali si aggirano attualmente tra il 6% e il 7% del PIL. Per incrementare la produttività e introdurre nuove tecnologie dovrebbero recuperare i livelli pre-crisi e crescere in modo sostenibile a un ritmo superiore al 9% del PIL fino al 2020.

2. Il commercio nel mercato interno

Lo scambio di beni sul mercato interno è attualmente di poco inferiore al 21% del PIL. In un mercato interno rinvigorito, questa percentuale dovrebbe essere del 25% entro il 2020.

3. Le PMI

Conformemente alle aspirazioni della Commissione riguardo al mercato che dovrebbe organizzarsi intorno all’iniziativa faro "Agenda digitale", il numero di PMI impegnate nel commercio elettronico dovrebbe aumentare fino a raggiungere il 33% entro il 2015. La quota di PMI esportatrici in seno al mercato interno, era del 25% (indagine del 2009). L’obiettivo a medio termine è di avere PMI che operino sia sul mercato esterno all’UE che su quello interno.

Contesto

La comunicazione risponde agli enormi problemi cui deve far fronte l’industria europea a causa dell’attuale crisi economica e presenta una serie di azioni prioritarie destinate a favorire la ripresa nel breve e medio termine e a garantire la competitività e la sostenibilità a lungo termine dell’industria europea. Essa riesamina anche la situazione dell’industria UE alla luce dell’iniziativa faro “Una politica industriale integrata per l’era della globalizzazione”1 adottata nell’ottobre 2010 nel quadro della strategia Europa 2020.

Contatti :

Carlo Corazza (+32 2 295 17 52)

Sara Tironi (+32 2 299 04 03)

1 :

COM(2010) 614.


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