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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 5 ottobre 2012

Meno fallimenti grazie alla lotta contro i ritardi di pagamento

Le insolvenze provocano la perdita di 450 000 posti di lavoro nell'UE e un'esposizione debitoria complessiva pari a 23,6 miliardi di euro all'anno. Il 57% delle imprese in Europa (10% in più rispetto allo scorso anno) dichiara di avere problemi di liquidità a causa dei ritardi nei pagamenti1. Ogni giorno sono decine le piccole e medie imprese (PMI) che in tutta Europa falliscono perché le loro fatture non vengono pagate. Per por fine a questa dannosa "cultura della morosità", il vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani, ha lanciato oggi a Roma una campagna di informazione destinata ai 27 Stati membri dell’UE e alla Croazia, che intende promuovere un rapido recepimento nelle legislazioni nazionali della direttiva sui ritardi di pagamento, se possibile ancor prima della data limite del 16 marzo 2013. La direttiva 2011/7/UE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali è lo strumento di cui l'UE si è dotata per lottare contro i ritardi di pagamento. Uno dei principali obiettivi della campagna è quello di informare le PMI sui nuovi diritti conferiti loro dalla direttiva e su come esercitarli.

Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea e commissario per le Imprese e l'industria, ha dichiarato: "Ogni anno migliaia di PMI falliscono nella vana attesa che le loro fatture siano pagate. Il nostro impegno è quello di combattere questo malcostume, che da tempo suscita la preoccupazione delle imprese. È necessario che gli Stati membri recepiscano al più presto la direttiva sui ritardi di pagamento nei rispettivi ordinamenti nazionali. Aiutare le nostre PMI, in questi tempi di crisi economica in cui l'accesso al credito è diventato particolarmente difficile, è essenziale. È anche di vitale importanza che le imprese europee, in particolare le PMI, conoscano i loro diritti e sappiano come meglio esercitarli."

Maggiori informazioni sulla direttiva relativa ai ritardi di pagamento e sui seminari d'informazione negli Stati membri

Una campagna d'informazione per sollecitare l'adozione delle nuove disposizioni sui ritardi di pagamento

Sono le piccole e medie imprese ad incontrare le maggiori difficoltà a far valere i loro diritti. I ritardi nei pagamenti possono costare molto tempo e denaro e i conflitti possono nuocere alle relazioni con i clienti. La direttiva fornisce gli strumenti giuridici per perseguire i debitori.

La campagna ha lo scopo di informare i principali attori europei, in particolare le PMI e le amministrazioni pubbliche, sui nuovi diritti conferiti dalla direttiva e di spingere gli Stati membri a recepire rapidamente quest'ultima. La campagna costituisce anche un'occasione di scambio sui modi migliori per aiutare le PMI a ottenere il sollecito pagamento delle loro fatture.

Le nuove norme sono semplici:

  • Le amministrazioni pubbliche devono pagare le merci e i servizi che hanno acquistato entro 30 giorni, oppure, in circostanze del tutto eccezionali, entro 60 giorni.

  • Libertà contrattuale nelle transazioni commerciali tra imprese: le imprese devono pagare le loro fatture entro 60 giorni, a meno che concordino espressamente diverse clausole contrattuali, e purché queste non siano gravemente lesive dei diritti del creditore.

  • Le imprese hanno automaticamente il diritto di esigere interessi di mora, possono ottenere una somma minima fissa di 40 euro come risarcimento delle spese di recupero e chiedere inoltre il risarcimento di tutti le altre spese sostenute per il recupero.

  • Il tasso d'interesse legale di mora è superiore di almeno 8 punti percentuali al tasso di riferimento della Banca centrale europea. Le amministrazioni pubbliche non sono autorizzate a fissare un tasso d’interesse di mora al di sotto di questa soglia.

  • Le imprese possono ricorrere più facilmente in giudizio contro clausole e pratiche palesemente abusive.

  • Maggiore trasparenza e informazione: gli Stati membri devono rendere pubblici i tassi di interesse di mora perché tutte le parti interessate ne siano informate.

  • Gli Stati membri sono incoraggiati a istituire codici di pagamento rapido.

  • Gli Stati membri possono mantenere in vigore o adottare disposizioni legislative e regolamentari più favorevoli al creditore di quelle previste dalla direttiva.

Per le imprese le nuove disposizioni sono facoltative: le imprese hanno cioè il diritto di agire in giudizio, ma non sono obbligate a farlo. In certe circostanze, un'impresa può scegliere di dilazionare il pagamento di alcuni giorni o alcune settimane per mantenere buone relazioni commerciali con un cliente. Le nuove disposizioni sono invece vincolanti per le amministrazioni pubbliche, che devono dare il buon esempio e dimostrare la loro affidabilità ed efficienza onorando i contratti stipulati.

Contesto

La direttiva europea 2011/7/UE ha come obiettivo la lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali. Ha come fonte lo Small Business Act (SBA), che esprime la volontà della Commissione di riconoscere il ruolo centrale delle piccole e medie imprese nell’economia europea e individua nella difficoltà di ottenere un accesso effettivo al credito uno dei grandi problemi cui le PMI sono confrontate.

Cfr. MEMO/12/742

Contacts :

Carlo Corazza (+32 2 295 17 52)

Sara Tironi (+32 2 299 04 03)


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