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Commissione europea

Comunicato stampa

Bruxelles, 28 settembre 2012

Esame trimestrale sull'occupazione: permangono disparità sociali e del mercato del lavoro fra Stati membri

Bruxelles, 28 settembre 2012 - La situazione sociale e occupazionale nell'UE si è mantenuta molto grave nel secondo trimestre del 2012, che ha fatto registrare un aumento della disoccupazione nel suo complesso ma con differenze significative tra gli Stati membri, un deterioramento della situazione finanziaria delle famiglie e un aumento della povertà infantile. L'UE sta attraversando una fase di recessione, o vicina alla recessione, dalla fine del 2011 e il clima economico generale è ai minimi degli ultimi tre anni. In questa situazione le possibilità di trovare lavoro sono basse, se confrontate con quelle degli anni precedenti la crisi. Nel primo trimestre del 2012 il più alto numero di ore lavorative prestate dai lavoratori dipendenti a tempo pieno si è avuto in Grecia e in Austria, mentre il più basso è stato registrato in Finlandia, Irlanda e Italia. Sono alcuni dei principali risultati dell'ultimo Employment and Social Situation Quarterly Review (esame trimestrale sull'occupazione e la situazione sociale).

"Le differenze delle situazioni occupazionali e sociali negli Stati membri sono più marcate che mai. Per questo è opportuno che gli Stati membri attuino le Raccomandazioni specifiche per paese per il 2012 adottate lo scorso luglio ed applichino i provvedimenti indicati nel Pacchetto occupazione della Commissione", ha commentato il Commissario europeo per l'Occupazione, gli affari sociali e l'inclusione, László Andor. "La costante diminuzione del reddito disponibile delle famiglie e la crescente povertà infantile indicano che siamo di fronte ad una vera emergenza sociale", ha dichiarato il presidente Barroso alla conferenza Jobs for Europe, dando rilievo alla necessità di intensificare in tutta Europa gli investimenti sociali. "La Commissione affronterà questo tema nel suo prossimo pacchetto di investimenti sociali."

Particolarmente preoccupante è il fatto che la disoccupazione è ancora in crescita ed ha raggiunto la quota record di 25,3 milioni, con un aumento di 2,6 milioni di unità (+11,6%) rispetto al marzo 2011. Il tasso di disoccupazione, che a livello di UE è ora al 10,4%, è aumentato in 17 Stati membri e si sono nuovamente accentuate le disparità tra i paesi UE meno in difficoltà e i paesi "periferici". Il divario fra il paese dell'UE con la percentuale di disoccupazione più bassa (Austria, 4,5%) e quello con la percentuale più alta (Spagna, 25,1%) è attualmente di 20,6 punti percentuali, un massimo storico. Il numero dei disoccupati di lunga durata è aumentato dall'anno scorso in 15 Stati membri, raggiungendo la quota di 10,7 milioni. I disoccupati di lunga durata costituiscono attualmente il 4,5% della popolazione attiva (+0,4 punti percentuali nell'ultimo anno).

Cupe prospettive per i giovani

La disoccupazione giovanile è ad un livello drammatico (22,5% a luglio nell'UE), anche se non è cresciuta nel secondo trimestre. Dodici Stati membri hanno registrato tassi superiori al 25% e solo tre restano sotto la soglia del 10%: Austria, Germania e Paesi Bassi.

Le cupe prospettive per i giovani rispecchiano rischi crescenti di disoccupazione di lunga durata e di inattività duratura, che si manifestano nell'aumento del numero di giovani disoccupati e al di fuori di ogni ciclo di istruzione e formazione (NEET). La Commissione sta affrontando attivamente il problema della disoccupazione giovanile e lancerà alla fine dell'anno due iniziative: una proposta per garantire che i giovani abbiano un posto di lavoro, continuino gli studi o frequentino un corso di formazione entro 4 mesi dal termine della scuola, ed una proposta per inquadrare sotto il profilo qualitativo i tirocini.

Nuovi dati dettagliati relativi al 2011 fanno maggiore chiarezza sulla situazione del mercato del lavoro. Secondo tali dati oltre ai disoccupati si contano circa 8,6 milioni di lavoratori a tempo parziale sottoccupati, prevalentemente donne, ed altri 10,9 milioni di persone situate in una zona grigia tra l'inattività e la disoccupazione, in cui rientra anche chi abbia rinunciato alla ricerca di un lavoro.

Diminuzione del reddito delle famiglie

Tra il 2009 e il 2011 il reddito disponibile lordo delle famiglie è diminuito in due terzi dei paesi dell'UE. I cali maggiori si sono registrati in Grecia (15,7%), Irlanda (9%) e Lituania, Spagna, Cipro ed Ungheria (tutti oltre il 4%). Questa evoluzione è in netto contrasto con la situazione osservata nei paesi nordici ed in Germania, Belgio, Slovacchia e Francia, paesi in cui i sistemi di protezione sociale e una maggiore tenuta del mercato del lavoro hanno fatto sì che i redditi continuassero ad aumentare anche durante la crisi. Cionondimeno la crisi ha investito quote significative della popolazione ed ha causato un aumento della povertà anche in tali paesi. Non sorprende che la percentuale della popolazione dell'UE che si trova in situazione di precarietà finanziaria resta eccezionalmente elevata. I cittadini dei paesi più colpiti dalla flessione dei redditi tendono inoltre a percepire negativamente la loro situazione sociale, come dimostrano i dati dell'Eurobarometro 2012 sul clima sociale.

Povertà infantile

La povertà infantile interessa un numero sempre maggiore di famiglie a causa dei bassi redditi da lavoro dei genitori e del sostegno insufficiente alle famiglie con figli. La percentuale di bambini a rischio di povertà (dopo i trasferimenti sociali) va dal 10% approssimativo della Danimarca e della Finlandia al 20% ed oltre di Spagna, Grecia, Bulgaria, Portogallo, Italia, Romania, Lettonia, Polonia, Lituania e Lussemburgo. L'entità e l'efficacia delle prestazioni per i figli a carico variano notevolmente all'interno dell'UE. La disponibilità di strutture per la custodia dei bambini a prezzi accessibili costituisce un fattore estremamente importante per consentire ai genitori, e in particolare alle madri, di lavorare.

Disparità della crescita

Tra i principali Stati membri dell'UE l'economia ha continuato a crescere in Germania, Francia e Polonia, mentre in Italia e nel Regno Unito ha registrato un'ulteriore contrazione. Spagna e Portogallo hanno subito nel secondo trimestre del 2012 una forte flessione dell'attività economica e dell'occupazione.

Ulteriori informazioni

MEMO/12/720

Esame trimestrale sull'occupazione e la situazione sociale:

http://ec.europa.eu/social/BlobServlet?docId=8885&langId=en

Analisi dell'occupazione e della situazione sociale, pagina web

Sito web di László Andor: http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/andor/

Segui László Andor su Twitter: http://twitter.com/#!/LaszloAndorEU

Newsletter gratuita per e-mail: http://ec.europa.eu/social/e-newsletter

Contatti:

Jonathan Todd (+32 2 299 41 07)

Nadège Defrère (+32 2 296 45 44)


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