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La Commissione lancia un programma ambizioso per ampliare il mercato unico dei servizi

European Commission - IP/11/96   27/01/2011

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IP/11/96

Bruxelles, 27 gennaio 2011

La Commissione lancia un programma ambizioso per ampliare il mercato unico dei servizi

Pur rappresentando attualmente due terzi del PIL e dei posti di lavoro dell'UE, i servizi rappresentano solo circa un quinto degli scambi totali all'interno dell'UE. Attualmente solo circa l'8% delle PMI europee operano in altri Stati membri. Questa mancanza di dinamismo non solo ostacola la scelta dei consumatori, ma impedisce anche alle piccole imprese innovative di crescere, sviluppare le loro attività e diventare più competitive. Per liberare questo potenziale del mercato unico dei servizi entro il 2012, la Commissione europea ha adottato oggi una serie di azioni mirate per affrontare i problemi restanti. La direttiva servizi mira proprio ad eliminare gli ostacoli superflui ed onerosi che intralciano gli scambi di servizi nel mercato unico. Ad un anno dalla scadenza del termine per l'attuazione la Commissione e gli Stati membri hanno completato una valutazione delle modalità di applicazione pratica della direttiva. I risultati di questo cosiddetto esercizio di "reciproca valutazione" dimostrano che, nonostante i notevoli progressi compiuti, il mercato unico dei servizi non è ancora sfruttato appieno.

"Nell'attuale periodo di crisi dobbiamo liberare l'ulteriore potenziale di crescita esistente in un mercato unico dei servizi integrato, in modo da aiutare le imprese a crescere, ad innovare e a creare più posti di lavoro e al fine di offrire servizi migliori e più competitivi sia ai consumatori che alle imprese dell'UE", è quanto dichiarato da Michel Barnier, commissario per il Mercato interno e i servizi.

Azioni mirate per rafforzare i mercati UE dei servizi

La direttiva servizi è stata un importante passo avanti, ma occorre ancora operare per far funzionare meglio i mercati UE dei servizi. La comunicazione "Verso un atto per il mercato unico per un'economia sociale di mercato altamente competitiva" (IP/10/1390) adottata il 27 ottobre 2010 stima che i vantaggi indotti dal miglior funzionamento del mercato unico dei servizi potrebbero corrispondere ad utili annui oscillanti tra 60 e 140 miliardi di euro, pari ad un potenziale di crescita compreso tra lo 0,6 a l'1,5% del PIL. Pur rappresentando attualmente due terzi del PIL e dei posti di lavoro dell'UE, i servizi rappresentano circa un quinto degli scambi totali intra-UE. Attualmente solo circa l'8% delle PMI europee operano in altri Stati membri. Questa mancanza di dinamismo non solo ostacola la scelta dei consumatori, ma impedisce anche alle piccole imprese innovative di sviluppare le loro attività e crescere ulteriormente.

In questo contesto la Commissione propone le seguenti azioni:

  • assicurarsi che il mercato unico funzioni sul terreno: nel 2011 e 2012 la Commissione eseguirà un "test di efficienza" del mercato unico dei servizi dal punto di vista dell'utente, ad esempio un architetto svedese che vuole progettare una casa in Italia o un residente finlandese che utilizza i servizi di un contabile ceco. Il test di efficienza terrà conto di tutte le altre norme dell'UE applicabili ai servizi oltre alla direttiva servizi e ne valuterà l'interazione. L'obiettivo è individuare problemi pratici specifici che intralciano il mercato interno dei servizi e valutare in che modo l'interazione tra regole diverse possa avere effetti indesiderati. La Commissione ha già indicato la necessità di considerare ulteriori provvedimenti a fronte dei limiti imposti a taluni prestatori in determinati paesi, ad esempio quanto alla forma giuridica che possono assumere (ad esempio vietando ai prestatori di servizi artigianali come i carpentieri di assumere la forma di una società a responsabilità limitata) o alle persone che possono detenere capitale nelle loro società (ad esempio l'obbligo di essere un consulente fiscale qualificato per detenere capitale in una società che offre servizi di consulenza fiscale);

  • eliminare gli ostacoli ai servizi transfrontalieri: dalla valutazione reciproca è emersa l'esistenza di difficoltà nella prestazione transfrontaliera di servizi in assenza di stabilimento permanente (qualora il prestatore non abbia una base permanente nel paese in cui offre il servizio). La Commissione monitorerà attentamente gli effetti della direttiva servizi sotto questo profilo. Una prima relazione sui progressi compiuti verrà pubblicata entro la fine del 2011 e da allora in poi ogni anno. Occorre inoltre impedire l'insorgere di nuovi ostacoli regolamentari alla prestazione di servizi nella legislazione degli Stati membri, ad esempio quelli derivanti dalla revisione degli obblighi di stabilimento, e la Commissione monitorerà attentamente gli sviluppi rilevanti;

  • garantire un'attuazione ambiziosa e un'applicazione completa della direttiva servizi: la Commissione avvierà un dialogo bilaterale con una serie di Stati membri nei quali sono emersi problemi di attuazione della direttiva. La Commissione eseguirà inoltre nel 2011 una prima valutazione economica degli effetti dell'attuazione della direttiva e del suo impatto sul funzionamento dei mercati dei servizi.

Contesto

La direttiva servizi è un atto legislativo dell'Unione europea entrato in vigore al fine di sopprimere gli ostacoli superflui ed onerosi che intralciano la prestazione di servizi all'interno dell'UE. I servizi rappresentano +/- il 66% del PIL dell'UE. La direttiva servizi è un atto di portata trasversale riguardante un'ampia gamma di servizi che rappresentano circa il 40% del PIL e dei posti di lavoro dell'UE. La direttiva imponeva agli Stati membri di semplificare le procedure amministrative e stabilire sportelli unici entro la fine del 2009 per consentire alle imprese di effettuare le operazioni amministrative più agevolmente per via elettronica. Per fare il punto dei progressi compiuti ed individuare le lacune restanti, la direttiva ha previsto un processo di reciproca valutazione, svoltosi nel 2010. Si è trattato di un esercizio innovativo di revisione tra pari, basato su dati fattuali, nel quale gli Stati membri e la Commissione hanno esaminato insieme i risultati principali dell'attuazione della direttiva servizi.

Un settore dei servizi dinamico è una priorità fondamentale per la Commissione. I servizi sono la forza trainante dell'economia dell'UE e circa nove su dieci posti di lavoro vengono creati in questo settore. Come indicato nell'Analisi annuale della crescita della Commissione (cfr. IP/11/22), l'UE riuscirà a raggiungere gli obiettivi ambiziosi di Europa 2020 per la crescita sostenibile e inclusiva solo se si attueranno prioritariamente riforme strutturali nei mercati dei servizi e dei prodotti per migliorare il contesto operativo delle imprese.

V. anche MEMO/11/49..

Per ulteriori informazioni:

http://ec.europa.eu/internal_market/services/services-dir/implementation_en.htm


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