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Commissione europea – Comunicato stampa

La Commissione europea propone di proclamare il 2013 "Anno europeo dei cittadini"

Bruxelles, 11 agosto 2011 – La cittadinanza dell'Unione e i diritti che ne derivano sono tra i principali pilastri dell'Unione europea. A breve l'Unione festeggerà il ventesimo anniversario della cittadinanza dell'Unione, introdotta il 1° novembre 1993 con il trattato di Maastricht, e la Commissione europea ha proposto oggi di proclamare il 2013 "Anno europeo dei cittadini".

A vent'anni dall'istituzione della cittadinanza dell'Unione, i risultati tangibili fin qui realizzati influiscono direttamente sulla vita di milioni di persone. Per fare giusto un esempio: andare all'estero oggi vuol dire viaggiare a costi ridotti, attraversare agevolmente le frontiere, beneficiare di garanzie sui pacchetti vacanze, avere accesso all'assistenza medica e telefonare a casa spendendo meno, per citare solo alcuni benefici. Lo scopo della Commissione è fare in modo che vengano rimossi gli ultimi ostacoli all'esercizio dei diritti collegati alla cittadinanza dell'Unione all'estero.

La libera circolazione, diritto più apprezzato nell'UE, fa rima con cittadinanza dell'Unione. L'eliminazione sistematica all'interno dell'Unione degli impedimenti alla libera circolazione di beni, servizi e persone produce enormi vantaggi per le imprese e i cittadini. È per questo che intendo costruire sulle nostre realizzazioni facendo in modo che i cittadini possano viaggiare, fare acquisti, studiare o stabilirsi in un altro Stato membro in tutta facilità", ha affermato Viviane Reding, Vicepresidente e Commissaria europea per la giustizia e la cittadinanza. ”Come può il cittadino europeo godere a pieno dei suoi diritti se non li conosce? Oggi ben il 48% degli europei pensa di non essere abbastanza informato in proposito. L'Anno europeo dei cittadini permetterà di infondere un cambiamento e diventerà l'occasione per ricordare cosa l'Unione europea può fare per ciascuno di noi."

Contesto

La libertà di movimento è il diritto più apprezzato derivante dalla cittadinanza dell'Unione (vedi comunicato stampa n. 14/2011). Sono infatti sempre più numerosi gli europei che ne beneficiano trasferendosi in un altro Stato membro: nel 2009, secondo le stime, 11,9 milioni i cittadini vivevano in uno Stato membro diverso dal proprio, una cifra passata a 12,3 milioni nel 2010 (STAT/11/105). Grazie alla cittadinanza dell'Unione, che si aggiunge a quella nazionale senza sostituirla, gli europei godono in tutta l'UE di una vasta gamma di diritti: come consumatori possono per esempio acquistare beni e servizi in altri Stati membri e come cittadini possono accedere ai sistemi di istruzione, ottenere il riconoscimento delle qualifiche professionali, beneficiare dell'assistenza medica, acquisire o preservare diritti assistenziali o ancora votare e candidarsi alle elezioni del Parlamento europeo e alle elezioni comunali nello Stato membro in cui risiedono.

Eppure, sebbene oltre un terzo dei lavoratori (35%) prenderebbe in considerazione un impiego in un altro Stato membro, quasi una persona su cinque ritiene che, all'atto pratico, vi siano ancora troppi ostacoli. Insieme alle difficoltà linguistiche, il principale scoglio al pendolarismo transfrontaliero è la carenza cronica di informazioni. Un sondaggio condotto nel 2010 mostra che ancora tantissimi cittadini europei ritengono di non essere sufficientemente informati sui loro diritti: appena il 43% conosce il significato del termine "cittadino dell'Unione europea" e quasi la metà (48%) ritiene di non essere "abbastanza informata" sui diritti ivi connessi (vedi allegato).

Peraltro anche la relazione del 2010 sulla cittadinanza dell'Unione (vedi IP/10/1390 e MEMO/10/525) sottolinea il permanere di numerosi intralci che disincentivano o impediscono ai cittadini dell'Unione di trasferirsi all'estero. Per eliminare i rimanenti ostacoli, la relazione individua 25 interventi concreti, proponendo, tra le altre cose, di diffondere maggiore consapevolezza sullo status di cittadino dell'Unione, sui diritti ivi connessi e sulle implicazioni nella vita di tutti i giorni. A tal fine la relazione propone di proclamare il 2013 "Anno europeo dei cittadini" e di organizzare eventi mirati alla cittadinanza dell'Unione e alle politiche dell'Unione in questo settore. Nel 2013, in occasione dell'Anno europeo dei cittadini, la Commissione darà seguito alla relazione sulla cittadinanza, pubblicando un piano d'azione per eliminare completamente gli ostacoli che tuttora impediscono ai cittadini dell'Unione di godere dei propri diritti.

Con la proclamazione del 2013 "Anno europeo dei cittadini", la Commissione europea tiene fede alla promessa fatta nella relazione sulla cittadinanza UE e risponde alla richiesta inoltrata quest'anno dal Parlamento europeo.

Scopo dell'iniziativa è facilitare l'esercizio del diritto di circolare e soggiornare liberamente nell'Unione garantendo ai cittadini un accesso più immediato alle informazioni sui diritti collegati alla cittadinanza dell'Unione. Nello specifico l'Anno europeo dei cittadini mira a:

  • sensibilizzare il pubblico sul diritto di risiedere liberamente nell’Unione europea;

  • informare meglio su come poter beneficiare al massimo dei diritti e delle politiche dell'UE e incentivare la partecipazione attiva dei cittadini al processo decisionale dell'Unione;

  • stimolare il dibattito sulle ripercussioni e sulle potenzialità del diritto alla libera circolazione, soprattutto per quanto riguarda il rafforzamento della coesione e la reciproca comprensione.

Per le celebrazioni dell'Anno europeo dei cittadini, nel 2013 sono previste in tutta l'UE manifestazioni, conferenze e seminari organizzati a livello dell'Unione e in ambito nazionale, regionale e locale. La Commissione intende inoltre dare più visibilità ai portali web "Europe direct" e "La tua Europa", elementi chiave di un sistema di informazione “sportello unico” sui diritti dei cittadini UE, mettendo inoltre l'accento sull'esistenza e sul ruolo degli strumenti di risoluzione dei problemi, come SOLVIT, per diffonderne l'utilizzo a difesa dei diritti dei cittadini.

Il bilancio proposto per le attività previste per il 2013, anno europeo dei cittadini, è 1 milione di euro.

La decisione di oggi dovrà essere approvata dal Parlamento europeo e dal Consiglio dei ministri secondo la "procedura legislativa ordinaria" (codecisione). La Commissione si augura di collaborare a stretto contatto con le altre istituzioni UE, in particolare il Parlamento europeo, e con gli Stati membri, per fare dell'anno europeo dei cittadini in evento un grado di incidere in modo deciso e duraturo.

Per ulteriori informazioni

Homepage di Viviane Reding, Vicepresidente e Commissaria europea per la Giustizia:

http://ec.europa.eu/reding

ALLEGATO

Fonte: Flash Eurobarometer 294 "European Union Citizenship", ottobre 2010

Contatti:

Matthew Newman (+32 2 296 24 06)

Mina Andreeva (+32 2 299 13 82)


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