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Protezione dei dati: stando a un nuovo sondaggio gli europei condividono dati online, ma persistono timori per la privacy

European Commission - IP/11/742   16/06/2011

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Commissione europea – Comunicato stampa

Protezione dei dati: stando a un nuovo sondaggio gli europei condividono dati online, ma persistono timori per la privacy

Bruxelles, 16 giugno 2011 – Tre cittadini europei su quattro accettano che rivelare i propri dati personali faccia parte della vita quotidiana, ma sono preoccupati per come le imprese, specie i motori di ricerca e i social network, utilizzano le loro informazioni. Questa la conclusione principale di un nuovo sondaggio Eurobarometro, pubblicato oggi dalla Commissione europea, sulle posizioni in merito alla protezione dei dati personali e all'identità elettronica. Il sondaggio rivela che il 62% degli intervistati nell’Unione europea protegge la propria identità dando solo le informazioni minime richieste, mentre il 75% rivendica la possibilità di eliminare i dati personali online in qualunque momento – cosiddetto “diritto all’oblìo”. Anche il sostegno all'azione dell'UE è forte: il 90% vuole che i diritti alla protezione dei dati siano gli stessi in tutta Europa.

«Molti sono abituati a rivelare i propri dati personali per fare acquisti online o frequentare i social network, ma sono altrettanto preoccupati del modo in cui questi dati sono utilizzati e non sempre hanno la sensazione di avere la situazione sotto controllo», ha dichiarato la Vicepresidente Viviane Reding, Commissaria UE per la Giustizia. «Per questo, in occasione dell’aggiornamento delle norme di protezione dei dati personali, intendo chiarire esplicitamente che gli interessati hanno il diritto - e non solo la “possibilità” - di ritirare il loro consenso al trattamento dei dati».

Neelie Kroes, Vicepresidente della Commissione europea responsabile per l’Agenda digitale, ha dichiarato: «Molti esitano a fare acquisti online perché temono per la loro privacy. Questo rallenta lo sviluppo del mercato unico del digitale in Europa e impedisce la nostra ripresa economica. Hanno anche concreti timori in merito alle garanzie di sicurezza online per la loro identità, problema di cui mi occuperò a breve con una proposta legislativa».

I risultati del sondaggio giungono al momento in cui la Commissione è impegnata nella preparazione della riforma delle norme UE sulla protezione dei dati personali (cfr. IP/10/1462 e SPEECH/11/183). Lo scopo è proteggere i dati personali in tutti i settori, anche nelle attività di contrasto, riducendo nel contempo la burocrazia per le imprese e assicurando la libera circolazione dei dati in tutta l'UE. La Commissione prevede di presentare proposte specifiche entro la fine dell’anno.

Il sondaggio rivela che il 60% degli europei che utilizzano internet (ovvero il 40% di tutti i cittadini dell’Unione) fa acquisti online e frequenta i social network. Su questi siti, la gente rivela i propri dati personali, compresi dati biografici (quasi il 90%), sociali (quasi il 50%) e sensibili (quasi il 10%). Il 70% ha dichiarato di essere preoccupato di come le imprese usano questi dati e di ritenere di avere solo un controllo parziale, se non nullo, sui propri dati. Il 74% vuole poter dare il proprio consenso specifico prima che i dati vengano raccolti e trattati su internet.

Il principio chiave della normativa UE sulla protezione dei dati personali è che occorre il consenso degli utenti perché sia possibile usarne i dati. Le informazioni non possono essere scambiate senza che l’utente vi acconsenta e le imprese non possono utilizzarle per scopi diversi da quelli per i quali è stato dato il consenso.

I motivi di preoccupazione più frequenti sono le frodi negli acquisti online (per il 55% degli intervistati), l’utilizzo dei dati a loro insaputa sui social network (per il 44%) e lo scambio dei dati tra imprese senza il loro consenso (per il 43%).

In merito alla protezione dei dati personali, gli europei mostrano di avere più fiducia nelle autorità pubbliche - come ospedali (78%), governi (70%) e istituzioni europee (55%) – che nelle imprese private come rivenditori (39%), provider di servizi internet (32%) e fornitori di servizi online (22%).

Il 42% utilizza strumenti e strategie disponibili per limitare il numero di messaggi di posta elettronica indesiderati e il 23% cambia i dispositivi di sicurezza del proprio browser. Da ciò si deduce che le persone difficilmente prendono cura dei propri dati sull'identità personale online quando mancano strumenti semplici o quelli esistenti sono difficili da usare.

Il 58% degli internauti legge le informative sulla privacy online, ma non tutti le comprendono. Soprattutto, il 62% degli utenti non le capisce, non le legge, non riesce a trovarle o ne ignora l'esistenza. Quando effettivamente le leggono, gli utenti sono più cauti riguardo ai loro dati. Uno degli obiettivi principali della riforma sulla protezione dei dati personali è rafforzare le norme in modo che i fornitori di servizi assicurino maggiore trasparenza su cosa implica un determinato servizio (quali sono i dati raccolti e poi trattati, quali gli scopi, dove e come sono conservati) e dispongano appropriate misure di sicurezza.

Infine, il sondaggio mostra differenze spiccate fra le posizioni in merito alla condivisione dei dati personali fra le nuove generazioni (più inclini a divulgare i propri dati) e le generazioni più anziane (maggiormente preoccupate della tutela della vita privata).

Contesto

Il 4 novembre 2010 la Commissione ha presentato una strategia per rafforzare le norme di protezione dei dati dell’UE (IP/10/1462 e MEMO/10/542). Lo scopo è proteggere i dati personali in tutti i settori, anche nelle attività di contrasto, riducendo nel contempo la burocrazia per le imprese e assicurando la libera circolazione dei dati in tutta l'UE. Sulla base di questa revisione e dei risultati di una consultazione pubblica, la Commissione modificherà la direttiva sulla protezione dei dati del 1995 (95/46/CE).

Le norme di protezione dei dati dell'UE perseguono lo scopo di proteggere i diritti e le libertà fondamentali delle persone fisiche, in particolare il diritto alla protezione dei dati e la loro libera circolazione. Hanno integrato questa direttiva di carattere generale altri strumenti giuridici come la direttiva relativa alla vita privata e alle comunicazioni elettroniche per il settore delle comunicazioni. Sono inoltre in vigore norme specifiche per la protezione dei dati personali nell'ambito della cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale (decisione quadro 2008/977/GAI).

Il diritto alla protezione dei dati personali è esplicitamente riconosciuto dall'articolo 8 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e dal trattato di Lisbona. L'articolo 16 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea fornisce la base giuridica per le norme di protezione dei dati per tutte le attività rientranti nell'ambito di applicazione del diritto dell'UE.

I servizi della Commissione responsabili per la Giustizia, la Società dell’informazione e dei media, insieme al Centro comune di ricerca, hanno richiesto il sondaggio Eurobarometro sulla protezione dei dati e l’identità elettronica nell’Unione europea, per il quale il servizio della Comunicazione ha svolto il ruolo di coordinamento.

Per ulteriori informazioni

Sondaggio dell’Eurobarometro sulla protezione dei dati personali e l’identità elettronica nell’Unione europea:

http://ec.europa.eu/public_opinion/archives/eb_special_359_340_en.htm#359

Sala stampa on line della Direzione generale Giustizia:

http://ec.europa.eu/justice/news/intro/news_intro_en.htm

Homepage della Vicepresidente Viviane Reding, Commissaria europea per la Giustizia:

http://ec.europa.eu/reding

Sito web dell'Agenda digitale:

http://ec.europa.eu/information_society/digital-agenda/index_en.htm

Homepage della Vicepresidente Neelie Kroes, Commissaria per l'Agenda digitale:

http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/kroes/

Pagina di Neelie Kroes su Twitter:

http://twitter.com/neeliekroeseu

Contacts :

Matthew Newman (+32 2 296 24 06)

Mina Andreeva (+32 2 299 13 82)


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