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Commissione europea – Comunicato stampa

La Commissione europea si rallegra del sostegno del Parlamento a un diritto europeo dei contratti facoltativo

Strasburgo, 8 giugno 2011 – Con il voto dei suoi 736 membri riuniti in plenaria, a grande maggioranza (521 favorevoli, 145 contrari e 8 astenuti) il Parlamento europeo si è pronunciato oggi a favore di norme europee che le imprese e i consumatori di tutta l'Unione possono scegliere di applicare ai contratti conclusi nel mercato unico. Il voto del Parlamento fa seguito a una recente dichiarazione di Viviane Reding, Vicepresidente della Commissione europea, in cui la Commissaria annuncia che presenterà in autunno una proposta di strumento facoltativo di diritto europeo dei contratti (SPEECH/11/411). L’obiettivo è garantire maggiore coerenza in Europa nel settore del diritto contrattuale agevolando nel contempo le operazioni transfrontaliere, in particolare per le piccole imprese e i 500 milioni di consumatori europei.

“Sono molto soddisfatta del sostegno espresso dal Parlamento europeo con il voto odierno a favore di un diritto europeo dei contratti facoltativo”, ha dichiarato la Vicepresidente Viviane Reding, Commissaria europea per la Giustizia. “Stiamo esaminando attentamente tutte le possibilità per agevolare le operazioni transfrontaliere e credo che l’opzione voluta dal Parlamento europeo possa rivelarsi ottima. 500 milioni di consumatori europei avrebbero maggiori possibilità di fare acquisti transfrontalieri e si ridurrebbero di conseguenza i costi per le piccole imprese, che costituiscono la spina dorsale della nostra economia. Collaborerò strettamente con il Parlamento europeo e tutti gli Stati membri per definire le modalità per trasformare il voto odierno in una realtà giuridica attraente”.

I costi di transazione (ad esempio, adattare le clausole contrattuali e le politiche commerciali o far tradurre le norme) e l'incertezza giuridica che implica l’avere a che fare con il diritto contrattuale di un altro paese rendono assai difficile l'espansione sul mercato unico delle piccole e medie imprese, ossia del 99% delle imprese dell'Unione. I consumatori e le imprese che intendono acquistare o vendere beni in un contesto transfrontaliero potrebbero liberamente scegliere di applicare ai loro rapporti contrattuali uno strumento facoltativo di diritto europeo dei contratti, in alternativa ai diritti contrattuali nazionali vigenti. Una piccola impresa di vendite online che desidera commerciare in Europa potrebbe così risparmiare circa 9 000 euro di costi legali e traduzione per mercato, ovvero oltre 230 000 euro se vuole operare sull’intero territorio dell’Unione.

L’approvazione politica espressa oggi all’idea di un diritto europeo dei contratti facoltativo fa seguito alla votazione di aprile della commissione giuridica relativa a una relazione di iniziativa della relatrice Diana Wallis (MEMO/11/236).

Contesto

I contratti sono fondamentali per l'operatività delle imprese e per le vendite ai consumatori, formalizzano un accordo fra le parti e possono regolare una vasta gamma di questioni, inclusa la vendita di beni e i servizi accessori quali le riparazioni e la manutenzione.

Le imprese che operano nel mercato unico europeo ricorrono a una moltitudine di contratti che rispondono a discipline nazionali diverse. La coesistenza di 27 normative nazionali diverse può comportare costi di transazione aggiuntivi, essere fonte di incertezza giuridica per le imprese e minare la fiducia dei consumatori, trasformandosi in un deterrente sia per i consumatori che per le imprese che intendono acquistare e commerciare a livello transfrontaliero. Gli alti costi di traduzione colpiscono soprattutto le piccole e medie imprese.

La Commissione si sta adoperando nel quadro della strategia Europa 2020 (IP/10/225) per eliminare gli ostacoli al mercato unico ed incentivare la ripresa economica, in particolare cercando soluzioni armonizzate per i contratti dei consumatori e le clausole contrattuali tipo a livello UE, compiendo così progressi verso un diritto europeo dei contratti.

Nel luglio 2010 la Commissione ha presentato diverse opzioni in un libro verde per un approccio più coerente verso il diritto dei contratti. La Commissione ha quindi aperto una consultazione pubblica sino al 31 gennaio 2011 che ha suscitato 320 risposte (MEMO/11/55).

Il 12 aprile 2011 la commissione giuridica del Parlamento europeo ha approvato una relazione di iniziativa della relatrice Diana Wallis in favore di uno strumento facoltativo di diritto europeo dei contratti (MEMO/11/236) su cui si è basata la votazione in plenaria. I parlamentari hanno ora appoggiato la posizione della commissione giuridica secondo cui tale strumento facoltativo potrebbe integrarsi con una serie di strumenti di riferimento (cosiddetto “strumentario”), per garantire la coerenza e la qualità della legislazione in materia di diritto europeo dei contratti.

Il 3 maggio 2011 un gruppo di esperti istituito dalla Commissione ha presentato uno studio di fattibilità su una futura iniziativa relativa al diritto europeo dei contratti (IP/11/523). La Commissione lo sta esaminando per stabilire se, e secondo quali modalità, potrà servire da punto di partenza per un’iniziativa politica sul diritto europeo dei contratti.

Per ulteriori informazioni

Sala stampa on line della Direzione generale Giustizia:

http://ec.europa.eu/justice/news/intro/news_intro_en.htm

Sito web sul diritto europeo dei contratti:

http://ec.europa.eu/justice/policies/consumer/policies_consumer_intro_en.htm

Homepage della Vicepresidente Viviane Reding, Commissaria europea per la Giustizia:

http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/reding/index_en.htm

Contatti:

Matthew Newman (+32 2 296 24 06)

Mina Andreeva (+32 2 299 13 82)


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