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Tariffazione stradale: Gli autocarri pesanti dovranno pagare i costi dell’inquinamento atmosferico e acustico

Commission Européenne - IP/11/681   07/06/2011

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Commission européenne - Communiqué de presse

Tariffazione stradale: Gli autocarri pesanti dovranno pagare i costi dell’inquinamento atmosferico e acustico

Strasbourg, 08 juin 2011 - Bruxelles, 1° giugno 2011 – Il commissario dei Trasporti dell’UE Siim Kallas ha espresso la propria soddisfazione per il voto odierno del Parlamento europeo, che ha approvato definitivamente le proposte di nuove regole dell’UE per consentire agli Stati membri di far pagare ai veicoli pesanti non solo i costi di infrastruttura, come già avviene, ma anche una tariffa supplementare per coprire il costo dell’inquinamento atmosferico e acustico. La nuova versione dell'attuale “direttiva eurobollo” consentirà anche agli Stati membri una migliore gestione della congestione stradale, grazie alla possibilità di variare la tariffa applicata ai veicoli pesanti (fino al 175%) in diverse fasce orarie. È anche importante rilevare che la proposta votata oggi prevede l’assegnazione delle entrate generate dalle nuove tariffe a investimenti in progetti di infrastrutture dei trasporti (TEN-T).

Siim Kallas, vicepresidente della Commissione europea responsabile dei Trasporti, ha dichiarato: “Questo voto sancisce l’accordo su nuove regole valide in tutta l'UE per far sì che gli autocarri pesanti paghino per intero i costi dell’inquinamento acustico e atmosferico che producono. Le nuove regole dell'UE invieranno agli operatori i segnali giusti, in termini di prezzo, incentivandoli a investire in soluzioni logistiche più efficienti, veicoli meno inquinanti e, in generale, trasporti più sostenibili. Esse doteranno poi gli Stati membri di nuovi strumenti per lottare contro la congestione del traffico, consentendo loro di variare le tariffe secondo le diverse fasce orarie, per scoraggiare il transito dei veicoli pesanti nelle ore di punta. Si tratta di un passo avanti molto significativo.

Le regole attuali

La direttiva “eurobollo” del 1999 relativa alla tassazione a carico di autoveicoli pesanti adibiti al trasporto merci su strada per l’uso di alcune infrastrutture ha istituito un quadro UE per la tariffazione stradale degli autoveicoli pesanti. La direttiva autorizza – ma non obbliga – gli Stati membri a imporre “diritti d'utenza” (tariffe a tempo, ad esempio giornaliere, settimanali o annuali) o pedaggi (tariffe sulla base della distanza, ad esempio al chilometro) su autocarri di peso superiore a 3,5 tonnellate – piccoli autocarri – a condizione che ciò non risulti in discriminazioni e che le tariffe non eccedano il livello dei costi di recupero strettamente necessari per la manutenzione e la sostituzione delle infrastrutture stradali.

La direttiva “eurobollo" del 1999 vieta il recupero di altri costi, ad esempio i cosiddetti costi esterni legati all’inquinamento atmosferico e acustico attualmente a carico della società in generale e dei contribuenti. Perciò occorre modificarla.

Le nuove proposte

Le nuove regole approvate oggi dal Parlamento avranno i seguenti effetti.

  • Daranno agli Stati membri la possibilità di tariffare gli autocarri pesanti per coprire i costi dell’inquinamento atmosferico e acustico delle emissioni stradali e non più solo i costi delle infrastrutture.

  • Daranno agli Stati membri la possibilità di applicare tariffe più elevate durante le ore di punta e tariffe più basse negli orari di scarso traffico per gestire meglio il traffico e ridurre la congestione. Il compromesso che è stato raggiunto consente nelle zone soggette a congestione l’applicazione di tariffe più elevate fino al 175% della tariffa media, durante un massimo di cinque ore al giorno, applicando tariffe più basse in tutti gli altri orari sullo stesso tratto stradale.

In pratica, la tariffazione dei costi esterni rappresenterebbe 3-4 cent/km a seconda della categoria EURO del veicolo, dell’ubicazione del tratto stradale e del livello di congestione del traffico. La tariffa sarà percepita mediante sistemi elettronici che dovranno essere pienamente interoperativi a livello dell'UE entro il 2012 e contro una ricevuta che riporterà chiaramente l’importo della tariffa relativa ai costi esterni, per consentire ai trasportatori di ripercuotere tali costi sui loro clienti.

  • Estenderanno la portata della direttiva “eurobollo”, il cui campo di applicazione oggi si limita alla rete TEN-T (rete transeuropea), a tutte le autostrade europee.

  • Dispongono l’assegnazione dei proventi dei pedaggi al miglioramento della sostenibilità dei trasporti. Le nuove regole contengono un forte incentivo a destinare le nuove entrate provenienti dalla tariffazione stradale al finanziamento di alcuni tipi di progetti di trasporti definiti dalla direttiva, quali infrastrutture alternative, sistemi innovativi di trasporto pulito e parcheggi sicuri. Nell’applicare tale disposizione gli Stati membri possono anche decidere di destinare il 15% del totale delle entrate realizzate (a titolo sia delle tariffe per le infrastrutture che di quelle per i costi esterni) a progetti della rete transeuropea. Le regole sanciscono anche l’obbligo di riferire in modo trasparente sui provvedimenti adottati, in base al quale gli Stati membri dovranno trasmettere relazioni periodiche sulla destinazione di tutti i proventi dei pedaggi.

  • Disposizioni speciali si applicano alle aree montane, che potranno applicare contemporaneamente il supplemento attuale e le nuove tariffe per costi esterni per i veicoli EURO 0, I e II e per i veicoli EURO III a partire dal 2015. Gli introiti supplementari così generati saranno obbligatoriamente destinati a finanziare progetti prioritari TEN-T situati sul medesimo corridoio TEN (assegnazione locale obbligatoria).

  • Una “clausola di revisione a tempo” consentirà di riesaminare periodicamente il principio “chi inquina paga” e l’internalizzazione dei costi esterni. Essa consentirà alla Commissione di presentare relazioni sull’ulteriore internalizzazione dei costi esterni, anche in altri modi di trasporto, per altri veicoli e al fine di garantire un approccio più armonizzato. Le relazioni dovranno essere trasmesse rispettivamente 12 e 48 mesi dopo l’entrata in vigore della direttiva. Se necessario, la Commissione potrà presentare nuove proposte legislative sulla base di tali relazioni.

Prossime tappe

Il Consiglio approverà formalmente l’accordo di compromesso prima dell’estate. Successivamente, gli Stati membri disporranno al massimo di due anni di tempo per recepire le norme prima della loro applicazione.

Per informazioni più dettagliate sulla direttiva “eurobollo” e sull’internalizzazione dei costi esterni, cfr. anche MEMO/11/378 e MEMO/08/492.

Il fascicolo completo è disponibile al seguente indirizzo:

http://ec.europa.eu/transport/greening/index_en.htm

Contacts :

Helen Kearns (+32 2 298 76 38)

Dale Kidd (+32 2 295 74 61)


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