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I presidenti della Commissione, del Parlamento e del Consiglio europeo riuniscono i leader religiosi per discutere delle libertà e dei diritti democratici

European Commission - IP/11/658   30/05/2011

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Commissione europea – Comunicato stampa

I presidenti della Commissione, del Parlamento e del Consiglio europeo riuniscono i leader religiosi per discutere delle libertà e dei diritti democratici

Bruxelles, 30 maggio 2011 - Oggi, circa venti autorevoli rappresentanti delle religioni cristiana, ebraica e islamica e delle comunità buddiste hanno partecipato a Bruxelles, su invito del presidente José Manuel Barroso, a un incontro copresieduto da Jerzy Buzek, presidente del Parlamento europeo, e da Herman van Rompuy, presidente del Consiglio europeo. La discussione è stata incentrata sulla ricerca delle modalità più efficaci per promuovere i diritti e le libertà in vista dell'istituzione di un partenariato per la democrazia e la prosperità condivisa tra l'Europa e i paesi vicini.

Si è trattato del settimo di una serie di incontri annuali varata dal presidente Barroso nel 2005 ed è stata la seconda volta che un tale incontro si è svolto nell'ambito del trattato di Lisbona, il cui articolo 17 prevede che l'Unione mantenga "un dialogo aperto, trasparente e regolare" con le chiese e le comunità religiose e di pensiero. L'incontro odierno conferma nuovamente l'importanza che le istituzioni europee attribuiscono a tale dialogo.

Il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, ha affermato: "È nostro compito e nostra ambizione adoperarci per promuovere la democrazia, il pluralismo, lo Stato di diritto, i diritti umani e la giustizia sociale non solo in Europa, ma anche nei paesi vicini. Sono fortemente convinto che queste sfide non possano essere raccolte senza il contributo attivo delle comunità religiose. La discussione di oggi ha confermato il nostro comune impegno per la promozione delle libertà e dei diritti democratici e quindi anche della libertà di religione e di credo."

Jerzy Buzek, presidente del Parlamento europeo, ha aggiunto: "Le comunità religiose hanno una grandissima importanza per il tessuto sociale dei paesi dell'Unione europea. Ciò vale anche per i cambiamenti dinamici in atto alle porte dell'Unione. Il Parlamento europeo ha sempre posto l'accento sul fatto che la libertà di religione o di credo è uno dei diritti umani più imprescindibili. Per poter essere pienamente efficace nel quadro della politica di vicinato, l'Unione deve collaborare sul campo con i gruppi religiosi su temi che vanno dall'istruzione all'assistenza sanitaria, fino alla ricostruzione del tessuto sociale alla fine di un conflitto."

Herman van Rompuy, presidente del Consiglio europeo, ha affermato: "Non dimentichiamo la storia. Nell'Africa settentrionale e nel mondo arabo essa si è messa in marcia. È una lunga marcia verso la libertà e la giustizia, che sono proprio i valori su cui si fondano i trattati europei. E noi Europei non dobbiamo proprio adesso diventare meno aperti, meno tolleranti, più egoisti, più materialisti, se non addirittura più razzisti. I valori non possono sopravvivere senza uno slancio spirituale, religioso o etico. Ed è qui che il vostro ruolo può rivestire un'importanza fondamentale. Nessuno detiene il monopolio dei grandi valori umani che danno un senso alla vita e alle società. Ma dobbiamo tenere bene a mente che senza un tale slancio e una tale spinta, l'intera struttura potrebbe crollare."

Dall'inizio dell'anno assistiamo ad eventi epocali nei paesi a noi più vicini che ci ricordano il vento di democratizzazione che ha investito l'Europa centro-orientale tra la fine degli anni '80 e gli inizi degli anni '90. Con i nostri vicini abbiamo in comune il futuro. Già nel mese di aprile la Commissione e l'Alto Rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza hanno dato il via ad un ambizioso partenariato per la democrazia e la prosperità condivisa con il Mediterraneo meridionale. L'Unione è di gran lunga il maggior donatore e investitore nei paesi vicini, ma l'Europa è soprattutto determinata a promuovere e tutelare le libertà e i diritti democratici, non solo nel nostro continente, ma anche al di là dei suoi confini. La democrazia è stata il motore della pace e della prosperità in Europa e l'Unione intende condividere questi benefici con tutti i partner, soprattutto con i nostri vicini.

La discussione si è tenuta con spirito franco ed aperto. I leader religiosi di tredici Stati membri dell'UE (Regno Unito, Germania, Svezia, Ungheria, Francia, Belgio, Austria, Italia, Romania, Grecia, Cipro, Polonia e Paesi Bassi) e di alcuni paesi terzi (Russia e Bosnia-Erzegovina) hanno accolto con favore l'impegno fermo e rinnovato dell'Unione europea con i suoi vicini diretti e si sono detti disponibili ad operare fianco a fianco con le istituzioni europee per promuovere la democrazia, i diritti umani e le libertà fondamentali – elementi indispensabili per costruire una società pluralista e democratica.

Alla riunione hanno partecipato anche il vicepresidente del parlamento europeo László Tökes, la vicepresidente della Commissione europea Viviane Reding e i commissari John Dalli, Štefan Füle e Cecilia Malmström.

Elenco dei partecipanti: vedere MEMO/11/359

"Un partenariato per la democrazia e la prosperità condivisa"

Maggiori informazioni sul dialogo UE con le religioni, le chiese e le comunità di pensiero (in EN).

Referenti :

Pia Ahrenkilde Hansen (+32 2 295 30 70)

Jens Mester (+32 2 296 39 73)


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