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Sicurezza dei prodotti: un numero minore di prodotti pericolosi passa attraverso le maglie della rete, mentre la sicurezza alla fonte diventa un obiettivo primario.

Commission Européenne - IP/11/557   12/05/2011

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IP/11/557

Bruxelles, 12 maggio 2011

Sicurezza dei prodotti: un numero minore di prodotti pericolosi passa attraverso le maglie della rete, mentre la sicurezza alla fonte diventa un obiettivo primario.

Che si tratti di un passeggino o di un nuovo paio di scarpe vogliamo tutti essere assicurati quanto al fatto che i prodotti che acquistiamo nell'UE sono sicuri. La buona notizia è che un minor numero di prodotti pericolosi raggiunge il mercato dell'UE poiché tali prodotti sono identificati e ritirati più celermente. Grazie all'accresciuta efficacia del sistema UE di informazione rapida sui prodotti pericolosi diversi dagli alimenti ("RAPEX"), nel 2010 un numero record di 2.244 prodotti non sicuri è stato proibito, ritirato dal mercato o richiamato dai consumatori (un aumento addirittura del 13% rispetto al 2009), come risulta dalla relazione annuale RAPEX 2010 pubblicata oggi. Gli Stati membri hanno fatto la loro parte ed anche le imprese europee prendono maggiormente sul serio le loro responsabilità in relazione alla sicurezza dei prodotti di consumo, ragion per cui si è registrato un aumento marcato (200%) nell'uso del sistema di informazione rapida specifico per le imprese ('Applicazione DSGP Imprese'). La sicurezza alla fonte ha acquistato un rilevanza fondamentale – l'attenzione si sposta ora sugli stessi stabilimenti di produzione (progettazione e fabbricazione) mentre si intensifica la collaborazione con i partner internazionali, in particolare la Cina.

John Dalli, commissario responsabile della salute dei consumatori, ha affermato: "La sicurezza alla fonte è un fattore chiave per garantire la sicurezza dei prodotti, soprattutto se si considerano le nuove realtà determinate dalla globalizzazione. Le imprese devono adottare soluzioni progettuali per eliminare i rischi sin dall'origine e i fabbricanti devono sorvegliare la qualità del processo di fabbricazione e controllare la qualità dei prodotti che escono dalle catene di montaggio. I partenariati iniziano a produrre risultati sia in Europa sia nei paesi fornitori come la Cina. Ciò significa che possiamo procedere con quanto rimane ancora da fare".

Il sistema RAPEX sempre più efficace.

Dall'introduzione di RAPEX nel 2004 (quando la direttiva sulla sicurezza generale dei prodotti è stata recepita nelle normative nazionali), il numero delle notifiche è aumentato, passando da 468 (nel 2004) a 2.244 (nel 2010). L'accresciuta capacità e efficienza del sistema è attribuita a:

  • un'applicazione più decisa delle norme in materia di sicurezza dei prodotti da parte delle autorità nazionali, anche tramite progetti specifici;

  • una migliore distribuzione delle risorse;

  • una maggiore consapevolezza delle imprese quanto agli obblighi che incombono loro;

  • una più stretta cooperazione con i paesi terzi, in particolare con la Cina;

  • la creazione di reti e le azioni di formazione coordinate dalla Commissione europea.

In futuro ci si concentrerà sulla qualità e sull'utilità delle notifiche.

Per quanto concerne i paesi d'origine, il numero di notifiche di prodotti provenienti dalla Cina trasmesse tramite il sistema RAPEX ha registrato un lieve calo (un calo del 2% per cui si è passati dal 60% del 2009 al 58% del 2010). Il 17% delle notifiche riguardavano prodotti di origine europea, il 10% prodotti di origine ignota e il 15% riguardavano importazioni da altri paesi.

Tutti gli Stati membri partecipano al sistema.

Tutti gli Stati membri hanno partecipato al sistema RAPEX individuando e notificando nuovi prodotti pericolosi e assicurando appropriati interventi di follow-up per dar seguito alle informazioni ricevute.

Nel 2010 la metà dei paesi partecipanti ha intensificato ulteriormente le proprie attività nell'ambito del sistema. I paesi più attivi sono stati la Germania (204 notifiche, la Bulgaria (192 notifiche), l'Ungheria (191 notifiche), Cipro (178 notifiche), e la Grecia (159 notifiche). Le notifiche inviate da questi paesi corrispondono al 47% di tutte le notifiche relative a prodotti che presentano un rischio grave inviate per il tramite del sistema.

In cima alla lista vi sono gli indumenti e i prodotti tessili, i giocattoli e i veicoli a motore

Gli indumenti e i prodotti tessili (625 notifiche) sono stati tra i prodotti denunciati più di frequente (rischio di soffocamento e di irritazione) seguiti dai giocattoli (488 notifiche), (essenzialmente rischio di soffocamento), e dai veicoli a motore (175 notifiche), (rischio di lesioni), che assieme corrispondono al 66% di tutte le notifiche relative a prodotti che presentano un grave rischio inoltrate nel 2010. Le apparecchiature elettriche (158 notifiche) rappresentano la quarta categoria di prodotti più frequentemente denunciati (rischio di folgorazione).

Risultati dell'azione di sorveglianza del mercato UE sui caschi

Nel 2010 le autorità preposte alla sorveglianza del mercato in 11 paesi1 hanno effettuato un'azione specifica di sorveglianza del mercato consacrata ai caschi usati nelle attività del tempo libero (da chi pratica l'alpinismo, lo snowboard, il ciclismo, lo skateboard, il pattinaggio su strada, l'equitazione). Essi hanno ispezionato 367 caschi per controllare se fossero conformi alla pertinente legislazione in tema di sicurezza.

Per quanto concerne i requisiti in materia di etichettatura e di istruzioni per l'uso, il 63% del campione è risultato non a norma. Per quanto concerne in particolare i parametri di sicurezza, 40 caschi (identificati dagli esperti di sorveglianza del mercato quali potenzialmente non conformi) sono stati inviati a un laboratorio per essere sottoposti a prove complete di sicurezza che comprendono i seguenti aspetti: campo visivo, capacità di assorbimento degli urti, adeguatezza del sistema di ritenzione del casco. Dai risultati è emerso che quasi la metà dei modelli testati non era conforme alle norme vigenti in relazione a uno o più dei parametri summenzionati.

L'obiettivo principale del progetto (coordinato da PROSAFE, la rete UE delle autorità di sorveglianza2) era di ridurre il numero di caschi non sicuri presenti sul mercato UE. Questa azione ha consentito inoltre agli Stati membri di fare un'esperienza di lavoro in comune ai fini di una migliore sorveglianza e applicazione delle regole in materia di sicurezza. Le autorità nazionali intensificheranno gli sforzi per assicurare il rispetto dei pertinenti requisiti di sicurezza e per informare ed educare gli operatori economici e i consumatori.

Per ulteriori informazioni si rinvia a:

MEMO/11/288

Link con il nostro sito web: http://ec.europa.eu/consumers/safety/news/index_en.htm

1 :

Cipro, Repubblica ceca, Germania, Spagna, Lituania, Lettonia, Paesi Bassi, Svezia e Slovenia, assieme a Islanda e Norvegia.

2 :

Product Safety Enforcement Forum of Europe è un'organizzazione non profit costituita da funzionari preposti alla sorveglianza del mercato provenienti da diversi paesi europei e sostenuta dalla Commissione europea – il suo obiettivo è migliorare la sorveglianza del mercato applicando buone pratiche. www.prosafe.org


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