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Bruxelles, 9 maggio 2011

Lotta contro i disboscamenti illegali: l'Unione europea e la Liberia collaborano per garantire l'origine legale dei derivati del legname importati nell'UE

Dagli inizi del 2014 ogni carico di derivati del legname proveniente dalla Liberia a destinazione dell'Unione europea dovrà essere accompagnato da una licenza che ne attesti l'origine legale. Il 9 maggio è stato concluso a tal fine un accordo volontario di partenariato tra L'UE e la Liberia, che racchiude oltre metà delle foreste pluviali rimanenti dell'Africa occidentale. L'accordo, che è stato firmato a Monrovia, rappresenta la base del processo di riforma in atto nel settore forestale, avviato sulla scia dell'impegno governativo volto a promuovere il buon governo e a far sì che le risorse naturali contribuiscano allo sviluppo sostenibile. L'accordo garantisce inoltre ai consumatori europei che i derivati del legname importati dalla Liberia, compresi i mobili e i trucioli utilizzati per i biocombustibili, siano di origine legale. L'accordo testimonia del forte impegno comune a lottare contro il disboscamento illegale e a conferire maggiore trasparenza al commercio di legname.

Andris Piebalgs, Commissario europeo per lo sviluppo, ha dichiarato: "Noto con soddisfazione che un altro paese intende partecipare alla nostra lotta contro il disboscamento illegale. Oltre a contribuire allo sviluppo sostenibile e alla riduzione della povertà in Liberia l'accordo comporterà vantaggi anche per i consumatori europei, i quali potranno essere sicuri che il legname proveniente dalla Liberia sia di origine legale".

L'accordo è stato siglato dai negoziatori principali Florence Chenoweth, ministro liberiano delle Foreste e dell'agricoltura, e Lluis Riera, direttore presso la Commissione europea, in presenza del presidente Sirleaf Johnson e dell'ambasciatore dell'UE Pacifici. Questo è il sesto di una serie di accordi bilaterali negoziati tra l'Unione europea e i paesi produttori di legname (ultimamente sono stati conclusi accordi con l'Indonesia, la Repubblica centrafricana, il Camerun, la Repubblica del Congo e il Ghana).

Nell'ambito dell'accordo, la Liberia intende istituire un sistema nazionale che garantisca il rispetto delle normative che disciplinano la produzione di legname per quanto riguarda tutti i derivati del legname, sia quelli a destinazione dell'UE che quelli venduti sul mercato nazionale e su mercati extra-UE. Da parte sua, l'Unione europea garantirà l'accesso illimitato al proprio mercato per tutti i derivati del legname provenienti dalla Liberia. L'istituzione di sistemi di controllo più severi permetterà inoltre alla Liberia di bloccare il disboscamento illegale e il degrado ambientale, che contribuiscono ai cambiamenti climatici.

Contesto

Globalmente, tra il 20% e il 40% della produzione di legname industriale, il cui valore è stimato a 10 miliardi di USD all'anno, proviene da fonti illegali; fino al 20% di questa produzione arriva nel territorio dell'UE.

I disboscamenti illegali si sono moltiplicati durante la lunga guerra civile che ha devastato la Liberia negli anni '90 e gli introiti derivanti dal legname sono stati utilizzati per finanziarie il conflitto. Secondo le stime della Banca mondiale, il costo della corruzione legata al settore potrebbe aver pesato sulle casse della Liberia per un valore pari alla metà dell'intero bilancio del paese, con un volume di pagamenti evasi stimato a 200 milioni di euro. Per questo motivo, nel 2003 il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha imposto sanzioni su tutte le esportazioni di legname dalla Liberia.

Da allora il paese ha fatto notevoli sforzi per riformare il settore, tra cui una riforma globale della legislazione vigente, la creazione di un sistema nazionale di tracciabilità del legname, che permette di seguire la produzione del legname e il pagamento degli introiti, e una riforma istituzionale. La Liberia è stata il primo paese a includere gli introiti del legname nell'Iniziativa per la trasparenza delle industrie estrattive (EITI) e il primo Stato africano a raggiungere la conformità con l'EITI, nel 2008. Riconoscendo i progressi compiuti dalla Liberia, nel 2006 l'ONU ha revocato le sanzioni per consentire al paese di cominciare a ricostruire il suo settore forestale. L'accordo volontario di partenariato (AVP) con l'UE mira a potenziare questi sforzi, rafforzando la governance e l'applicazione della legge e garantendo, mediante un sistema di licenze, che il legname liberiano sia stato prodotto legalmente.

In passato le esportazioni di legname rappresentavano oltre il 20% del prodotto interno lordo (PIL) della Liberia e i paesi dell'UE erano una delle principali destinazioni del legname liberiano (oltre metà delle esportazioni nel 2003).

L'accordo volontario di partenariato sull'applicazione delle normative nel settore forestale, sulla governance e sul commercio permette alla Liberia di combattere i disboscamenti illegali, di migliorare la gestione e di aumentare le opportunità di mercato per i suoi derivati del legname. Questa tendenza si riflette nella nuova legislazione dell'UE e degli Stati Uniti che vieta la vendita di legname tagliato illegalmente e dei prodotti derivati dal legname illegale. Si prevede che altri mercati di consumo seguano la stessa linea, imponendo l'obbligo di verifica della legalità quale elemento importante della commercializzazione di derivati del legname a livello mondiale.

I negoziati dell'accordo tra la Liberia e l'UE sono cominciati nel 2009 e hanno visto l'attiva partecipazione dei rappresentanti della società civile, delle comunità e del settore privato. Esiste già un sistema nazionale di tracciabilità del legname, che sarà ulteriormente sviluppato per garantire la conformità con i requisiti più rigorosi.

Per maggiori informazioni:

MEMO/11/278

Per maggiori informazioni sull'iniziativa relativa all'applicazione delle normative nel settore forestale, alla governance e al commercio:

Sito Internet della DG Sviluppo e cooperazione-EuropeAid:

http://ec.europa.eu/europeaid/what/development-policies/intervention-areas/environment/forestry_intro_en.htm

Sito Internet della DG Ambiente:

http://ec.europa.eu/environment/forests/flegt.htm

Si veda anche il MEMO/10/474

Sito Internet del commissario Piebalgs


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