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Operazioni commerciali transfrontaliere: la Commissione europea pubblica lo studio di fattibilità del gruppo di esperti sul diritto europeo dei contratti

European Commission - IP/11/523   03/05/2011

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IP/11/523

Bruxelles, 3 maggio 2011

Operazioni commerciali transfrontaliere: la Commissione europea pubblica lo studio di fattibilità del gruppo di esperti sul diritto europeo dei contratti

Un gruppo di esperti costituito dalla Commissione europea ha concluso oggi uno studio di fattibilità su una futura iniziativa relativa al diritto europeo dei contratti. La Commissione ha convocato il gruppo nell’aprile 2010, invitando professionisti del diritto, ex-magistrati e docenti universitari da tutta l'Unione europea, al fine di esaminare in che modo si possa migliorare il diritto contrattuale nell'UE (IP/10/595). Il gruppo si è riunito con cadenza mensile e ha dibattuto periodicamente il contenuto del proprio lavoro con rappresentanti dell’industria – incluse le piccole e medie imprese (PMI) -, associazioni di consumatori e professionisti del diritto. Hanno seguito i lavori anche osservatori del Parlamento europeo e del Consiglio. Lo studio riguarda i principali problemi pratici di un rapporto contrattuale, quali le garanzie per prodotti difettosi e le norme che definiscono le clausole contrattuali abusive. Sulla base dello studio pubblicato oggi, le parti interessate potranno inviare reazioni e commenti ai singoli articoli predisposti dal gruppo di esperti fino al 1° luglio 2011. La Commissione terrà conto dei suggerimenti, così come degli esiti della consultazione pubblica conclusasi nel gennaio 2011 (MEMO/11/55); in seguito, dovrà stabilire se ed in che misura il testo del gruppo di esperti possa fungere da punto di partenza per un’iniziativa politica sul diritto europeo dei contratti.

«Dopo oltre dieci anni di intenso lavoro per l’Unione europea sul diritto contrattuale, sono grata ai membri del gruppo di esperti di aver consolidato, semplificato, modernizzato e sintetizzato in uno studio di fattibilità il lavoro preparatorio svolto finora. È peraltro positivo vedere che esperti di diritto contrattuale provenienti da culture giuridiche e settori professionali molto diversi hanno raggiunto un consenso su questo documento», ha dichiarato la Vicepresidente Viviane Reding, Commissaria UE per la Giustizia. «Il risultato del gruppo di esperti è senza dubbio un grande passo avanti verso un futuro strumento di diritto europeo dei contratti, a favore del quale si è espressa il mese scorso la commissione giuridica del Parlamento europeo. Questo studio mette a disposizione delle istituzioni europee una serie di strumenti per qualunque futura iniziativa in materia di diritto dei contratti. Prevedo di discuterne prossimamente con il Parlamento europeo, la futura presidenza polacca e le parti interessate per verificare se e come questa serie di strumenti possa fungere da fondamento per una successiva iniziativa politica sul diritto contrattuale nel prossimo autunno. Il mio obiettivo è che le PMI e i consumatori possano avvalersi di uno strumento di diritto contrattuale accessibile a tutti, specialmente nelle operazioni commerciali transfrontaliere nel mercato unico.»

Contesto

I contratti sono fondamentali per l'operatività delle imprese e per gli acquisti dei consumatori: formalizzano un accordo fra le parti e possono regolare una vasta gamma di questioni, inclusa la vendita di beni e i servizi accessori quali le riparazioni e la manutenzione.

Nel quadro giuridico esistente, l’impresa e il consumatore che intenda lanciarsi in operazioni commerciali transfrontaliere nel mercato unico devono destreggiarsi con una molteplicità di diritti contrattuali nazionali. Questa situazione è marcatamente diversa da quella degli Stati Uniti dove un commerciante può vendere prodotti nei 50 Stati sulla base di un corpus di norme unico, nonostante vigano leggi diverse da New York alla California.

All’interno dell’UE, l’attuale frammentazione delle norme sui contratti contribuisce a mantenere costi più elevati, ad accrescere l’incertezza giuridica per le imprese e a ridurre la fiducia dei consumatori nel mercato unico. I costi operativi (come l’adeguamento delle clausole contrattuali e delle politiche commerciali a niente meno che 27 sistemi giuridici) e l'incertezza giuridica legata al doversi confrontare con diritti contrattuali stranieri, rendono particolarmente difficile per le PMI, che rappresentano il 99% dell’industria europea, espandersi nel mercato unico.

Ad esempio, immaginiamo che una società del Regno Unito con sei dipendenti ed un fatturato annuo di 150 000 euro abbia un prodotto di successo e intenda distribuirlo in tutta Europa. La società potrebbe trovarsi a dover far fronte a costi operativi pari a circa 275 000 euro per i servizi di esperti in diritto contrattuale, per tener conto delle legislazioni degli altri 26 paesi.

Anche i consumatori esitano a trarre vantaggio dal mercato unico a causa dell'incertezza riguardo ai loro diritti. Una signora finlandese potrebbe benissimo comprare on line un paio di scarpe della sua marca preferita da un rivenditore francese per 110 euro (escluse le spese di spedizione), ma sentirsi più a suo agio nel pagarne 150 in Finlandia, questo perché non ha la certezza, con un acquisto on line, di poter far valere il suo diritto a cambiare il prodotto qualora le suole delle scarpe si stacchino dopo una settimana.

La Commissione si sta adoperando nel quadro della strategia Europa 2020 (IP/10/225) per eliminare gli ostacoli al mercato unico ed incentivare la ripresa economica. Ciò significa anche avanzare verso un diritto europeo dei contratti.

Nel luglio 2010 la Commissione ha presentato diverse opzioni in un libro verde per un approccio più coerente verso il diritto dei contratti. La Commissione ha quindi aperto una consultazione pubblica sino al 31 gennaio 2011 che ha suscitato 320 risposte (MEMO/11/55).

Il 12 aprile 2011, la commissione giuridica del Parlamento europeo ha approvato una relazione di iniziativa della relatrice Diana Wallis in favore di uno strumento facoltativo di diritto europeo dei contratti (MEMO/11/236). La commissione ha inoltre dichiarato che tale strumento facoltativo potrebbe integrarsi con una serie di strumenti di riferimento (cosiddetto “strumentario”), per garantire la coerenza e la qualità della legislazione in materia di diritto europeo dei contratti.

Per ulteriori informazioni

Studio di fattibilità predisposto dal gruppo di esperti in diritto europeo dei contratti:

http://ec.europa.eu/justice/policies/consumer/policies_consumer_intro_en.htm

Sala stampa on line della Direzione generale Giustizia:

http://ec.europa.eu/justice/news/intro/news_intro_en.htm

Homepage della Vicepresidente Viviane Reding, Commissaria UE per la Giustizia:

http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/reding/index_en.htm

ALLEGATO

Composizione del gruppo di esperti di diritto europeo dei contratti

Professor Hugh Beale (United Kingdom), QC, FBA, Law Commissioner for England and Wales from 2000 to 2007 and currently Professor of Law at the University of Warwick and visiting professor at the Universities of Amsterdam in the Netherlands and Oxford in the United Kingdom.

Professor Eric Clive (United Kingdom), CBE, FRSE, member of the Scottish Law Commission from 1981 to 2000 and visiting Professor of Scots Law at the University of Edinburgh.

Dr Susanne Czech (Austria), Secretary General at the European E-commerce and Mail Order Trade Association.

Professor Fernando Gomez (Spain), Professor of Law and Economics at Universitat Pompeu Fabra in Barcelona.

Professor Luc Grynbaum (France), Professor of Law at Université Paris-Descartes in Paris.

Professor Torgny Håstad (Sweden), judge at the Swedish Supreme Court until December 2010 and currently Professor of Law at Uppsala University.

Professor Martijn Hesselink (Netherlands), Professor of Law at the University of Amsterdam.

Professor Miklos Kiraly (Hungary), Professor of Law at the Eötvös Loránd University in Budapest.

Professor Irene Kull (Estonia), Professor of Law at the Faculty of Law in Tartu.

Maître Pierre Levêque (France), Lawyer at the Paris Bar.

Professor Paulo Mota Pinto (Portugal), Professor of Law at the Universidade de Coimbra.

Professor Jerzy Pisulinski (Poland), Professor of Law at the Jagiellonnian University in Kraków.

Mr Bob Schmitz (Luxembourg), representative of the Consumer Union of Luxembourg.

Professor Hans Schulte-Nölke (Germany), Professor of Law and Director at the European Legal Studies Institute in Osnabrück.

Professor Jules Stuyck (Belgium), lawyer at the Brussels Bar and Professor of Law at the University of Leuven.

Professor Anna Veneziano (Italy), Professor of Law at the Università degli Studi di Teramo.

Ms Ioana Lambrina Vidican (Romania), Notary in Bucharest.


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